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Maria Santissima delle Vittorie, Patrona della Città e della Diocesi di Piazza Armerina

Festa patronale a Piazza Armerina

Lo scorso lunedì 30 luglio sono iniziati i festeggiamenti in onore di Maria Ss. delle Vittorie Patrona della città e della diocesi di Piazza Armerina. A mezzogiorno il tradizionale sparo di bombe e il suono delle campane hanno dato l’annuncio alla cittadinanza dell’inizio della consueta quindicina della Madonna. Nel pomeriggio alle 19 durante la celebrazione della Messa in Cattedrale c’è stata l’apertura del fercolo che custodisce la Sacra Immagine di Maria SS.ma delle Vittorie. Sono iniziati così i giorni in cui a partire dalle 6 del mattino tutti i piazzesi accorrono in Cattedrale per venerare la propria Patrona. La cattedrale nei giorni della quindicina si riempie in ogni angolo; non c’è un piazzese che almeno una volta nell’arco dei 15 giorni di preparazione alla festa non si rechi di buon mattino in chiesa per partecipare alle celebrazioni: rosario, recita della quindicina e Messa. È una festa di popolo quella a cui si assiste; anziani, uomini, donne, giovani, bambini e famiglie che recitano insieme la tradizionale quindicina scritta dal vescovo Mario Sturzo. Quest’anno la predicazione è affidata a don Giuseppe De Virgilio.
Mercoledì 15 agosto solennità dell’Assunzione di Maria in cielo e festa della Madonna delle Vittorie saranno celebrate diverse messe nella mattinata e alle 19 il Pontificale presieduto dall’arcivescovo di Siracusa mons. Salvatore Pappalardo con la concelebrazione del Vescovo di Piazza Armerina, mons. Rosario Gisana,  e alle 20 la processione per le vie cittadine. Saranno i giovani dell’associazione “Maria Ss. delle Vittorie” a portare in spalla per la città il tempietto d’argento, cesellato dall’argentiere caltagironese Giuseppe Capra nel 1627 con l’immagine della Patrona adornata degli ex voto donata nel corso dei secoli. In processione vengono anche portati “l’ombrello basilicale” e una preziosa “bara del Ss. Sacramento” opera realizzata nel 1590 degli argentieri Pietro Guarna, Giovanni Diamanti e Andrea Garipoli, contenente una reliquia della Vergine Maria.
Nel corso della processione in piazza Garibaldi, dal balcone del palazzo di Città, il vescovo mons. Gisana darà un messaggio alla città e alla diocesi, mentre il sindaco Nino Cammarata reciterà la preghiera di affidamento della Città di Piazza Armerina alla Madonna.

La quindicina è un componimento poetico in, appunto, quindici sestine che ripercorre la storia della “Immagine Sacrata” e del suo patrocinio alla città di Piazza. L’immagine è un’icona (vessillo) donato secondo la tradizione dal Papa Nicolò II, a Melfi nell’anno 1059, al conte Ruggero il “Normanno” da portare alto sui campi di battaglia nel corso della programmata guerra di liberazione della Sicilia dal dominio Arabo. In seguito secondo la tradizione il vessillo fu donato dal conte Ruggero alla città di Piazza “il Vessillo portentoso della nostra alma Regina, dal guerriero vittorioso, l’ebbe sol Piazza Armerina”.
Circa settant’anni dopo, nel 1161, Guglielmo il Malo, distrusse la città per aver ospitato i ribelli all’autorità del re. I piazzesi allora provvidero a rinchiudere il vessillo pontificio in una custodia di legno di cipresso ed a seppellirlo. “Cadde poi l’antica Pluzia, al furor d’altro tiranno; il Vessillo della Vergine fu sottratto al comun danno. Quasi duecento anni dopo il 3 maggio del 1348 il vessillo fu ritrovato nella non lontana chiesetta-eremo di S. Maria Vecchia (S. Maria di Piazza Vecchia) e portato con grande solennità nella nuova città alla chiesa di Santa Maria Maggiore in Piazza dai cittadini scampati alla pestilenza.
Il ritrovamento miracoloso della sacra icona della Vergine fu reso possibile, secondo la tradizione, da un sogno rivelatore del sacerdote Giovanni Candilia che abitava nella contrada omonima. Così si recita nella preghiera: “Sorge alfine il buon Candilia; vide in sogno il loco ascoso. Già alla luce rinvenia il Vessillo di Maria.”.
La Madonna in esso raffigurata, per aver liberato la cittadinanza dalla pestilenza, venne venerata come Patrona, sotto il titolo di Maria Ss. delle Vittorie. Tale patrocinio venne esteso all’intera diocesi al momento della sua istituzione (3 luglio 1817) unitamente a San Gaetano Thiene che ne è il Patrono secondario.



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