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E quindi uscimmo a riveder le stelle

Capire il senso delle cose attraverso le parole. A maggior ragione, in questo tempo di emergenza, questo giornale vuole guidare i suoi lettori verso un’esperienza che aiuti a sapere riconoscere ciò che è veramente indispensabile alla nostra vita. E vuole farlo attraverso le parole: sono importanti e vogliono essere un punto di incontro e di accoglienza per aprirsi totalmente al mondo delle relazioni in questo periodo di distanza sociale. Lo sa anche il nostro Vescovo Rosario Gisana a cui siamo grati perché anche quest’anno ha posto la sua fiducia al nostro progetto editoriale nato 15 anni fa. Un anniversario tondo che la direzione e la redazione vogliono celebrare con una serie di eventi che – emergenza permettendo – intendono coinvolgere le scuole dei comuni della Diocesi. Punteremo sul valore delle notizie attraverso le quali vogliamo orientare sguardi nuovi che possano raccogliere storie e testimonianze da rileggere in chiave cristiana. Vogliamo declinare le informazioni verso idee e posizioni che aiutino a fare riflettere, nella convinzione che c’è la necessità di un’informazione diversa che possa spiegare al di là della cronaca quotidiana, asciutta, d’agenzia. Per questa ragione che per tutto l’anno ci accompagneranno quattro nuove rubriche che valorizzano e promuovono la nostra sfida: riconoscere e diffondere la verità evangelica per tradurla in esperienza di incontro, attraverso articoli giornalistici che vogliono raggiungere le persone attraverso canali tradizionali (il cartaceo) ed il digitale (settegiorni.net e social ufficiali). Per i prossimi numeri, mensilmente ci accompagneranno – oltre alle consuete rubriche, a firma dei nostri storici collaboratori – nuovi spazi di approfondimento a cura dei sacerdoti della nostra Diocesi, che impareremo a conoscere per apprezzarla più a fondo, oltreché una rilettura degli avvenimenti attuali. Si inizia – le altre saranno presentate negli altri numeri – con una finestra sul mondo dell’emergenza educativa dal titolo “Senza adulti” a cura di don Giuseppe Fausciana nell’anno Patris Corde. Intanto in prossimità della festa del santo patrono dei giornalisti, che si celebra in occasione della festa di san Francesco di Sales, accoglieremo il messaggio del Santo Padre diffuso per la 55esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si celebrerà a maggio, “Vieni e vedi” (Gv 1,46): “Comunicare incontrando le persone come e dove sono”. È quello che vogliamo fare; è quello per il quale con passione ed entusiasmo ogni giorno lavoriamo nella nostra redazione, uno spazio senza confine aperto agli altri e alle loro opinioni. Un punto di destinazione per una comunicazione certamente “rispettosa e inclusiva”, per usare le parole di Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali. Inizia così il nostro viaggio che – in coincidenza con i 700 anni dalla morte di Dante – abbraccerà anche uno spazio dedicato ai canti della Divina Commedia. Sarà curato dal rettore del seminario don Luca Crapanzano e vi entreremo a gennaio con la pubblicazione dei prossimi numeri. Come Dante anche noi ci mettiamo in cammino attraverso le parole per inseguire quel “firmamento che Dante ritrova”, “che permette ai marinai di orientare la rotta della navigazione, impedendo loro di smarrirsi nel grande mare dell’essere”. In quel verso “E quindi uscimmo a riveder le stelle (Inferno XXXIV, 139), l’ultimo dell’Inferno vogliamo puntare perché “nei momenti di sconforto”, possiamo mirarlo “come un talismano. Nella speranza di poter superare quegli ostacoli esistenziali che ci impediscono di proseguire il nostro itinerario nei giorni e negli anni”.



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