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“Corsi e ricorsi”

Spulciando vecchie annate del Foglio Ecclesiastico della diocesi di Piazza Armerina, si può vedere come alcuni temi che stanno a cuore oggi alla comunità dei credenti, erano oggetto di particolare attenzione già negli anni immediatamente successivi al Concilio Vaticano II. Lo stesso Concilio aveva aperto brecce verso nuove sensibilità che puntavano a rinvigorire l’ardore evangelizzatore e la formazione di cristiani consapevoli e “pronti a dare ragione della speranza che è in loro” (1Pt, 3,15).
Dal 13 al 15 ottobre del 1970 si era svolta a Caltanissetta la sessione autunnale della Conferenza Episcopale Siciliana, e i presuli delle 18 sedi vescovili della nostra Sicilia si erano confrontati su diverse tematiche oggi ancora attualissime, non perché non abbiano trovato sbocco in punto fermo ma perché necessitanti di sempre nuove ricomprensioni alla luce dei segni dei tempi di Roncalliana ispirazione. La sessione di quell’ottobre 1970 vedeva, inoltre, per l’ultima volta la partecipazione di mons. Antonino Catarella quale vescovo di Piazza Armerina. Infatti un mese dopo sarebbe stata annunciata la nomina del nuovo vescovo piazzese nella persona del sacerdote chiramontano Sebastiano Rosso. I vescovi siciliani avevano invitato un ex perito conciliare (i periti al Concilio erano sacerdoti e religiosi docenti di università pontificie e veramente esperti nei vari settori del sapere teologico ed avevano il compito di offrire contributi di approfondimento in vista di quello che i Padri conciliari, cioè i vescovi, dovevano discutere in seduta plenaria o nelle commissioni). Tale Perito era il francescano minore padre Umberto Betti  che nel 2007, ormai in età avanzata, aveva ricevuto la nomina a cardinale da Benedetto XVI. Padre Betti, su richiesta dell’episcopato siciliano aveva relazionato sulla natura delle chiese particolari, cioè le diocesi, e tale questione, deliberava l’Episcopato, sarebbe stata oggetto di un documento da emanare nella Quaresima successiva, quella del 1971. Padre Betti ricordava che la Chiesa particolare legata al Vescovo, vertice e centro della sua comunità, nell’attiva corresponsabilità di tutto il popolo di Dio nelle sue componenti di presbiteri, religiosi e laici, si inserisce nella comunione gerarchica con le altre Chiese e il romano pontefice. Altro tema forte dell’assise fu quello ecumenico con la soddisfazione per gli incontri ecumenici di Istanbul, Creta ed Atene a cui un significativo contributo era stato dato dal compianto cardinale Francesco Carpino, arcivescovo di Palermo e presidente della stessa Conferenza Episcopale Siciliana di cui, proprio a conclusione di quella riunione, sarebbe stato annunciato il trasferimento a Roma e la sua successione nella persona del cardinale Pappalardo. In quella sessione, inoltre, vennero pose le basi del futuro Centro Regionale per le Vocazioni che avrebbe impostato, era il desiderio dei Vescovi, un piano organico di promozione delle vocazioni coinvolgendo le famiglie, le parrocchie, le associazioni, la scuole, attraverso la preghiera, la catechesi e corsi di orientamento. Non poteva mancare l’attenta osservazione dei Vescovi verso l’introduzione del divorzio nella legislazione italiana che sarebbe divenuta legge il 1° dicembre successivo, ridestando nei presuli il desiderio di una pastorale della famiglia affinché potesse scoprirsi Chiesa domestica. Risulta pioniera la scelta dei vescovi siciliani di istituire scuole per la formazione di catechisti parrocchiali e la promozione di corsi di aggiornamento catechistico pe gli insegnanti: eco di quel desiderio di catechisti sempre più appassionati e preparati a cui ci ha recentemente esortato Papa Francesco introducendo il ministero laicale di catechista con il motu proprio Antiquum Ministerium.



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