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Elezioni a Enna, 4 i candidati a sindaco

Al momento sembra una sfida a quattro, ma non è detto, per lo scranno più alto di Palazzo di città e per il rinnovo dell’amministrazione comunale del 4 e 5 ottobre. Così, dopo l’uscente Maurizio Dipietro, il quale ha già ufficializzato la propria candidatura da qualche mese, hanno annunciato la loro discesa in campo l’ex presidente del Consiglio comunale Maurizio Bruno di Civ.Es, la consigliera Cinzia Amato, candidata del M5S e Dario Cardaci, politico di lungo corso, che sarà sostenuto da quattro liste: PD, Nuova Cittadinanza, Torre e da una aggregazione civica.
Fino a poche settimane fa sembrava che, a contendere la fascia tricolore del sindaco Dipietro, dovesse essere quella che era stata definita la “coalizione antidipietrista”. Una coalizione molto nutrita alla quale avevano aderito il M5S, il PD, il gruppo che fa capo all’on Luisa Lantieri, una parte di Italia Viva (A Enna il partito di Renzi non ha saputo trovare una coesione interna) , Civ.Es e gruppi autonomi. Ma dopo numerose riunioni, quella che sembrava la corazzata che avrebbe dovuto sbaragliare Dipietro, si spacca.
Ad abbandonare il tavolo, per primi, il M5S, secondo il quale “la corda è stata tirata troppo e si è rotta”. “ Abbiamo accettato l’invito a partecipare alla coalizione con il proposito di valutare se ci fossero le condizioni e i presupposti per condividere un’idea di governo della città – hanno affermato i consiglieri uscenti, Amato e Solfato -. Nonostante le nostre buone intenzioni, tuttavia, ancora una volta abbiamo avuto conferma della grande distanza che sussiste tra le logiche del Movimento e quelle della vecchia politica, che sono state messe in campo sia nel modo di svolgere le consultazioni tra le forze politiche al tavolo, sia nella ricerca della figura che doveva rappresentare e garantire la coalizione”.
Dal tavolo fuoriescono (per una pausa di riflessione) anche i due gruppi dissidenti di Italia Viva che, pur avendo amministrato per cinque anni con Dipietro nel mese di giugno scorso, ne prendono le distanze adducendo la scusa che erano contrari all’allargamento della coalizione alla Lega. Un abbandono del tavolo che sembra avere tutto l’amaro sapore di chi non ha saputo imporre un proprio candidato sindaco, per cui ora si sono dichiarati pronti a riprendere di nuovo il dialogo con Dipietro e, pare, secondo indiscrezioni, che già siano rientrati all’ovile. Ad alzarsi dal tavolo delle trattative anche Civ.Es che per quasi un mese ha provato a dialogare con le forze politiche antidipietriste, “confrontandosi -si legge in una nota – sulla possibilità di costruire un progetto politico diverso che si ponesse come alternativa credibile all’amministrazione uscente. Ma per ragioni che spiegheremo non ci ha convinto la linea di chi ha gestito il tavolo, dove non è mai giunto nell’agone del dibattito ciò che Civ.Es aveva elaborato nei mesi precedenti a proposito della governance da proporre”. Insomma, Civ.Es, partecipando al tavolo antidipietrista, probabilmente è rimasto rammaricato e deluso per quello che poteva essere e non è stato. Ma si sa non sempre i sogni diventano realtà. Intanto la Lega, che in questi anni, pur non facendo parte ufficialmente della maggioranza, ha sempre votato i provvedimenti elaborati dall’amministrazione, sicuramente presenterà un proprio candidato sindaco e una propria lista per poi giocarsi le sue carte in un eventuale ballottaggio che, stando così le cose, non è difficile ipotizzare che possa avvenire tra Dipietro e Cardaci.



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