Una denuncia che scuote il silenzio delle Istiruzioni

AIDONE La denuncia (in teatro): il castello di Gresti sta morendo

Una mobilitazione civile che squarcia il velo dell'indifferenza

di Giacomo Lisacchi

Mentre la burocrazia abbandona il patrimonio siciliano, gli attivisti e gli artisti dell’Ennese occupano l’antico maniero per salvarlo dal crollo. 

AIDONE. Un urlo di protesta che squarcia il silenzio dell’entroterra siciliano, laddove la storia si sgretola nell’indifferenza generale. Le antiche mura del Castello di Gresti (noto anche come Castello di Pietratagliata) sono tornate a raccontare storie di cavalieri e battaglie medievali, ma questa volta la vera battaglia è drammaticamente attuale ed è tutta politica. Sabato 24 ottobre, con l’iniziativa “Il Sentiero della Memoria”, l’antico maniero nel territorio di Aidone è stato trasformato in un teatro di denuncia a cielo aperto. Un evento in cui i fantasmi del passato e i cittadini del presente si sono uniti per fare l’unica cosa che le istituzioni continuano a rimandare: accendere i riflettori su un patrimonio storico lasciato colpevolmente morire.

L’associazionismo supplisce alle mancanze dello Stato Davanti all’immobilismo degli enti pubblici, la risposta è arrivata dalla società civile. A ideare e organizzare l’iniziativa è stato Edmondo Baviera, presidente degli Escursionisti degli Erei, da anni impegnato in una logorante battaglia di sensibilizzazione per la tutela del monumento. Baviera ha fatto rete coinvolgendo Ivana Antinoro, anima dell’Officina Medievale di Enna (associazione La Rupe), traducendo l’indignazione in azione artistica e impegno civile.

Se da un lato il Libero Consorzio Comunale di Enna ha concesso il patrocinio per la realizzazione di un video documentario, dall’altro l’evento mette a nudo una verità scomoda: la tutela del territorio in Sicilia è ormai delegata quasi interamente al volontariato e alla passione dei singoli, che affrontano enormi difficoltà logistiche pur di non vedere sparire la propria memoria storica.

Lo spettacolo delle rovine: un dialogo tra passato e presente La rappresentazione teatrale itinerante, interpretata da Dora Milanesi e Dario Di Dio nei ruoli storici di Perrono Gioeni e Bianca di Grottascura, non è stata una semplice rievocazione nostalgica. Il testo drammaturgico ha scientemente utilizzato il linguaggio della leggenda per schiaffeggiare la realtà del presente.

Il momento più alto e politico della giornata si è consumato quando il cavaliere del passato ha incontrato gli escursionisti di oggi. Da una parte la memoria di chi ha costruito quelle mura, dall’altra la determinazione di chi cerca disperatamente di sottrarle all’abbandono strutturale. Un cortocircuito che ha gridato al pubblico la verità: il trascorrere del tempo fa meno danni del degrado e della totale assenza di manutenzione da parte degli organi competenti.

Un gioiello in pericolo: l’appello per evitare il crollo definitivo Il Castello di Gresti, arroccato su uno sperone roccioso di straordinario valore paesaggistico, versa oggi in condizioni di gravissimo degrado strutturale. Una situazione critica che non ammette più rinvii o rimpalli di responsabilità burocratiche.

“Quando Edmondo Baviera mi ha coinvolta, ho voluto comprendere a fondo il senso di questa battaglia” – dichiara con fermezza Ivana Antinoro – “Mi sono trovata davanti a un luogo magico, e fa ancora più male vederlo in queste condizioni di totale abbandono. Abbiamo usato il teatro per risvegliare l’attenzione, perché siamo convinti che la cultura debba denunciare ciò che rischiamo di perdere a causa dell’inerzia”.

Nonostante il freddo e l’isolamento del sito, la sinergia tra le associazioni ha dimostrato che la comunità c’è, a differenza di chi dovrebbe gestire la res publica. La promessa finale pronunciata in coro dagli escursionisti – “Custodiremo la memoria. Custodiremo l’amore. Gresti vivrà ancora!” – risuona come un ultimatum politico. Le pietre di Gresti hanno ritrovato una voce grazie ai cittadini; ora spetta alla politica fare in modo che questa voce non venga soffocata dall’ennesimo crollo annunciato.

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