9 Luglio 2026

A Enna la sfida della "Magnifica Humanitas"

Un algoritmo non può sostituire una comunità

di Federica Pappalardo

C’è un’immagine, tra le tante emerse mercoledì 7 luglio nella penombra accogliente della biblioteca Hennaion a Enna, che fotografa l’anima di un incontro speciale: quella di una comunità che sceglie di fermarsi, ascoltarsi, stringersi e pensare insieme. Tra gli scaffali che custodiscono la memoria e le parole degli autori ennesi si è respirato un clima di profonda familiarità. Il motivo? Mettersi in ascolto e a confronto della “Magnifica Humanitas, l’enciclica sociale di Papa Leone IXV che sta tracciando la rotta del dibattito contemporaneo sulla custodia della persona umana nell’era dell’intelligenza artificiale.

A guidare questa riflessione è stato don Salvatore Rindone che ha introdotto e moderato la tavola rotonda toccando il punto nevralgico della sfida attuale: custodire la persona significa strapparla alla solitudine del digitale per restituirla al calore delle relazioni reali. Sicurezza, Politica, Psicologia e Filosofia sono stati i quattro sguardi di speranza oltre la solitudine dello schermo. La bellezza dell’incontro è risieduta proprio nel farsi comunità attorno a un tavolo intrecciando competenze diverse per proteggere il bene comune.

Giancarlo Rapisarda, vicario del Questore di Enna, ha offerto un prezioso contributo legato alla sicurezza e alla tutela dei cittadini. Il suo intervento ha evidenziato come l’IA rappresenti una risorsa straordinaria per la prevenzione dei reati ma anche una reale minaccia per la privacy e i diritti fondamentali dell’uomo se priva di una solida regolamentazione etica e giuridica.

Maurizio Bruno, referente Provinciale del Movimento Politico per l’Unità, ha illustrato la dimensione politica dell’enciclica sottolineando la necessità di co-costruire il bene comune e creare una “buona politica” capace di governare l’innovazione tecnologica anziché subirla, orientandola verso l’abbattimento delle disuguaglianze e la promozione della fraternità universale.

Federica Pappalardo, psicologa clinica, ha analizzato le ferite invisibili di una società iper-connessa ma terribilmente sola e gli effetti stressogeni delle tecnologie digitali sulla mente dei lavoratori e sulle relazioni umane. Mettendo in guardia dai rischi dell’isolamento e dalla progressiva perdita di empatia, rilancia il monito della Magnifica Humanitas sulla necessità di preservare l’autenticità della relazionalità umana.

Infine Francesca Milano, docente di filosofia all’I.I.S. Colajanni-Farinato di Enna, ha portato l’attenzione sul mondo della scuola e dei giovani. Nel suo intervento ha ribadito che l’educazione e il pensiero critico sono atti comunitari per eccellenza: si impara a essere umani solo guardandosi negli occhi, nel dialogo e nel confronto quotidiano tra i banchi.

L’evento ha registrato una partecipazione attenta e attiva, confermando come la comunità ennese sia viva e pronta a confrontarsi sulle grandi sfide globali del nostro tempo. Uscendo dalla biblioteca Hennaion, la sensazione condivisa dai tanti presenti era quella di aver ricevuto un mandato. La Magnifica Humanitas ci ricorda che la risposta alla transizione digitale non è l’isolamento ma il ritorno alla comunità. Le macchine generano dati ma solo l’essere umano può creare speranza.

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