25 Gennaio 2026

Mons. Gisana: la Chiesa ha bisogno delle Confraternite

di Nino Costanzo

Sabato 24 gennaio, presso la Chiesa madre di san Lorenzo martire in Aidone, nell’ambito della visita pastorale al Vicariato, il vescovo della diocesi di Piazza Armerina mons. Rosario Gisana, ha incontrato  le confraternite del Ss. Sacramento (detta della Maestranza), dell’ Annunziata e della Madonna delle Grazie che fanno riferimnento alla parrocchia chiesa Madre – San Lorenzo,  per esercitare più da vicino per il suo popolo il ministero della parola, della santificazione e della guida pastorale, entrando a più diretto contatto con le ansie e le preoccupazioni, le gioie e le attese della gente e potendo rivolgere a tutti un invito alla speranza.
Durante la celebrazione Eucaristica, il vescovo, mons. Rosario Gisana,  avendo come modello Gesù, egli si è presentato ai confratelli ed ai fedeli non con ostentazione di eloquenza, né con dimostrazioni di efficientismo, bensì rivestito di umiltà, bontà, interesse per le persone, capace di ascoltare e di farsi comprendere,  affermando “la Chiesa ha bisogno in modo particolare delle confraternite e della pietà popolare per portare  l’annuncio del Vangelo della carità a tutti, percorrendo cammini antichi e nuovi. Mi aspetto innanzitutto un serio impegno nel limitare le sempre incombenti conflittualità tra confratelli, tra confraternite e parrocchie, tra le confraternite di un territorio e quelle dell’altro territorio”.  Per un rilancio dell’aggregazione confraternale, ha concluso mons. Rosario Gisana, “è più che necessario che esse ritrovino le motivazioni originarie che ne hanno ispirato il formarsi e ne hanno sostenuto il cammino comunitario”.
Infatti, le confraternite sono sorte per l’attuazione comunitaria di una o più opera di misericordia: “occorre allora rivivere, secondo i tempi attuali, l’attenzione solidale che ne ha ispirato il nascere”.
A celebrazione Eucaristica ultimata, don Giacinto Magro, parroco della chiesa di San Lorenzo, nel prendere atto del ministero del Vescovo nella visita pastorale ha detto: “Il Vescovo è stato chiamato a illuminare con la voce del Vangelo e con la sapienza secolare della Chiesa condensata nella sua dottrina sociale i numerosi problemi della società contemporanea,  curando con la virtù della speranza, come un buon samaritano, le ferite del cuore umano e della società”. Inoltre, ha precisato don Magro “Il Vescovo è chiamato per alimentare la virtù soprannaturale della carità affinché la Chiesa sia casa e scuola di comunione. In questa prospettiva, coltiverà con instancabile dedizione lo spirito di carità e della comunione con e tra i presbiteri, con e tra i diaconi, con e tra i religiosi e le religioni, con e tra i componenti del popolo di Dio, affinché la Chiesa sia conosciuta dal mondo come un regno profetico di unità e di pace”.
Dalla visita pastorale occorre, bisogna dirlo, un suggerimento confraternale: “Pascete il gregge di Dio che vi è affidato non per forza, ma volentieri, non per vile interesse ma di buon animo, non spadroneggiando sulle persone a voi affidate ma facendosi modelli del gregge”.Da qui l’imperativo ‘bisogna fare qualcosa’, perché la religione è un atto di giustizia. La coscienza del servizio-giustizia verso i bisognosi, anche se in parte contingente, tende a coinvolgere non solo i responsabili del potere, ma anche i detentori dell’avere.

 

 

CONDIVIDI SU