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«…un fratello per il quale Cristo è morto» (8,11)

Carità e potere, conoscenza e libertà d’azione: l’altro al centro della comunità di Corinto (1Cor 8,7-13)

La questione alimentare-religiosa sollevata dall’apostolo rappresenta un nodo da sciogliere per favorire la crescita nella fede dei fratelli e delle sorelle corinzie. Questi, pur essendo stati battezzati, dopo aver ascoltato l’annuncio di una vita nuova, secondo un insegnamento nuovo, che è la parola della croce (1,18), hanno ancora una coscienza debole, secondo Paolo. In questa lettera, il termine coscienza (συνείδησις) è sempre e soltanto usato nei discorsi sulle questioni alimentari tipiche di Corinto e del politeismo di questa città.

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