26 Ottobre 2026

SANITA’ scontro sul Quarto Policlinico: Enna incassa i fondi, Caltanissetta insorge

di Giacomo Lisacchi

L’approvazione all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) di un emendamento alla variazione di bilancio ha riacceso lo storico scontro campanilistico tra Enna e Caltanissetta. La norma stanzia 1 milione di euro per il 2026 all’ASP di Enna per la progettazione del quarto Policlinico Universitario e il potenziamento tecnologico dell’ospedale Umberto I.

Entusiasmo a Enna, bufera a Caltanissetta Il via libera della manovra è stato salutato come una “conquista storica” dal sindaco di Enna, Mirello Crisafulli, che ha comunque teso la mano ai vicini proponendo un’ottica di sanità integrata.

La risposta di Caltanissetta è stata immediata e durissima. Il sindaco Walter Tesauro e il presidente del Consorzio Universitario, Gianluca Tumminelli, hanno rifiutato categoricamente un ruolo subalterno. Nel capoluogo nisseno è scoppiata una bufera politica contro il governo regionale di centrodestra e contro i deputati locali (tra cui Salvatore Scuvera e Rosetta Cirrone Cipolla), accusati di immobilismo in aula. Secondo alcuni osservatori, il contemporaneo maxi-finanziamento per il nuovo ospedale di Gela potrebbe aver influenzato il silenzio della deputazione nissena.

I requisiti sul tavolo Caltanissetta rivendica la sede del polo accademico facendo leva su due requisiti oggettivi:

Facoltà di Medicina: attiva nel territorio nisseno da oltre vent’anni con l’Università di Palermo, mentre Enna non ha ancora completato il sesto anno del corso.
Struttura ospedaliera: Il “Sant’Elia” di Caltanissetta è un DEA di II livello, parametro tecnico essenziale per un Policlinico, che l’Umberto I di Enna non possiede.

Il nodo normativo: partita ancora aperta Per placare gli animi, il deputato nisseno Salvatore Scuvera (FdI) ha precisato che, in base alla legge quadro regionale (L.R. 2/2023), l’istituzione del Policlinico compete all’Assessorato alla Salute d’intesa con l’Istruzione. Il finanziamento erogato a Enna è un capitolo preliminare per uno studio di fattibilità, non un decreto istitutivo: la scelta geografica resta formalmente aperta. Anche la Regione Siciliana ha frenato gli entusiasmi, ricordando che la norma dovrà superare i vincolanti passaggi ministeriali.

Le contromosse: audizioni e l’ipotesi “Policlinico Diffuso”  Per recuperare il terreno perduto, la politica nissena valuta due strade:

  1.  L’azione parlamentare: Un’audizione congiunta tra le Commissioni Sanità e Cultura dell’ARS per chiarire i criteri di selezione del sito.
  2.  Il Policlinico Diffuso: Una proposta di rete (Caltanissetta-Enna) in cui il Sant’Elia manterrebbe l’hub giuridico e assistenziale principale, assegnando a Enna i poli di ricerca e tecnologici. Questo richiederebbe un complesso accordo tra Università di Palermo, Università Kore di Enna, le due ASP e l’Assessorato.

La sfida per il quarto polo ospedaliero-universitario dell’isola resta aperta, ma il tempo stringe. Il rischio reale è che i veti incrociati blocchino il progetto, lasciando entrambi i territori a mani vuote.

CONDIVIDI SU