Giornata di festa sabato per le parrocchie di San Bartolomeo e Santa Lucia, dove il loro parroco e Vicario Foraneo di Enna ha celebrato il suo 34° anniversario di ordinazione sacerdotale. Purtroppo l’evento è stato segnato da un lutto poiché una colonna portante della parrocchia San Bartolomeo, Angelo Palma, proprio in coincidenza con i festeggiamenti, è morto improvvisamente. Durante la messa prefestiva a Santa Lucia, in una chiesa gremita, padre Sebastiano, nonostante tutto ha festeggiato con i parrocchiani l’evento.
A dargli il benvenuto in maniera significativa, il giovane Nicolò Mazzullo, ragazzo molto attivo in parrocchia che sta coltivando la chiamata al sacerdozio: “ A nome della comunità ti ringrazio per il tuo sacerdozio in questo mondo lacerato dall’odio. La tua figura è molto importante per noi tutti”. Padre Sebastiano ha ringraziato e soprattutto si è rivolto ai bambini: “noi siamo stati pure bambini e chissà che tra voi ci sia qualcuno che voglia diventare sacerdote. Io lo spero”. Poi durante l’omelia ha detto: “Oggi doveva essere un giorno più solenne ma è avvenuto un lutto però siamo certi che da questa Eucaristia si passa all’eucaristia eterna” Poi visibilmente commosso ha ricordato i suoi genitori: “Chi ci ha preceduto oggi è con noi e io penso alla mia famiglia, coloro che hanno avuto il coraggio di iniziare questa storia meravigliosa, di mettermi al mondo io ringrazio i miei genitori; dietro di noi c’è una famiglia. Tra qualche giorno andremo al cimitero per dire grazie a loro”. Poi ha fatto un passaggio sulla Parola della domenica: “Amare Dio e amare il prossimo è il Vangelo di questa domenica. Ma veramente io lo amo come dice lui? Ma veramente Dio è al primo posto nella mia vita? Veramente io attualizzo questo Vangelo, amando il prossimo come me stesso? Questa è la domanda che dobbiamo porci” Poi ha voluto sottolineare che il significato di tutto è spiegato dalla croce “Se tu guardi la croce che cosa capisci? Il giorno in cui San Francesco guardò il crocifisso cosa capì? La croce è donazione totale di sè e solo in essa si può trovare la forza di amare e incontrare il prossimo”. Già, aggiungiamo noi, la croce dovrebbe essere al di sopra di ogni protesta e di ogni capziosa ribellione, da parte di gente che si definisce “Di Chiesa”, ma dimenticando, o facendo finta di dimenticare la “Kenosis”, a volte, nella Chiesa universale, strumentalizza le proprie sofferenze per esaltare la propria persona e la propria personalità, danneggiando il prossimo. Disse San Giovanni Paolo II: “Convertitevi, una volta verrà il giudizio di Dio!” Infine padre Sebastiano, ricordando la sua vocazione ha concluso, “Vieni e seguimi, e io da ragazzo ma anche da adulto, qualsiasi cosa facessi che non volesse il Signore non mi rendeva felice. Oggi la mia gioia piena è il Signore”. Una vocazione, dunque, matura, nel fare la sua volontà.





