16 Ottobre 2026

IL CASO Il fenomeno segnalato dai cittadini a Enna Bassa richiama una vecchia battaglia legale del 2007

Scie in cielo e timori per l’ambiente: a Enna torna la paura per l'”aerosol globale”

I residenti segnalano insoliti passaggi di velivoli sopra l'Ennese. Il precedente della denuncia alla Procura presentata dal giornalista Angelo Severino.

di Giacomo Lisacchi

Il naso all’insù, lo sguardo preoccupato e una domanda che si rincorre tra i passanti: “Cosa sta succedendo sopra i nostri cieli?”. L’interrogativo è tornato d’attualità nei giorni scorsi a Enna Bassa, quando una cittadina, durante una passeggiata mattutina nei pressi del campetto sportivo, ha segnalato la presenza di un aereo impegnato in insolite manovre. Il velivolo, muovendosi ripetutamente avanti e indietro, ha lasciato dietro di sé una serie di vistose scie rettilinee che, nel giro di pochi minuti, si sono espanse fino a trasformare il cielo da sereno a stabilmente nuvoloso.

Il fenomeno ha riacceso il dibattito popolare sulle cosiddette “scie chimiche”, tesi sostenuta da chi evidenzia come tali formazioni – a differenza delle comuni scie di condensa dei voli di linea – tendano a persistere per molte ore. Espandendosi progressivamente, creano una sorta di sottile velo artificiale capace di oscurare la luce del sole. Tra la popolazione cresce la richiesta di trasparenza per comprendere la natura di quello che viene percepito come un vero e proprio “aerosol globale”.

Il precedente: la denuncia alla Procura  In realtà, per il territorio ennese non si tratta di una novità. Già nel febbraio del 2007, le colonne del quotidiano La Sicilia si erano occupate approfonditamente del caso. L’attenzione mediatica fu sollevata da una formale querela-denuncia contro ignoti presentata alla Procura della Repubblica di Enna da Angelo Severino, noto giornalista d’inchiesta e allora rappresentante provinciale del movimento “Fronte Nazionale Siciliano – Sicilia Indipendente”.

Severino fu tra i primi a documentare le anomalie nei cieli della Sicilia centrale, ipotizzando potenziali ripercussioni negative non solo sulla salute dei cittadini, ma anche sul microclima locale, sulla piovosità e sull’intero comparto agro-silvo-pastorale dell’isola, da sempre vitale e bisognoso di risorse idriche.

L’appello alle istituzioni Oggi come allora, la richiesta dei cittadini e dei movimenti locali è rivolta alle autorità competenti affinché vigilino sulla sicurezza dello spazio aereo e sulla tutela ambientale. L’obiettivo è escludere qualsiasi rischio di danni gravi o irreparabili alla salute pubblica.

Le parole profetiche pronunciate all’epoca da Angelo Severino risuonano ancora oggi con forza: «Ove le istituzioni dovessero ritenere che non esista alcun pericolo, dovrebbero, come ovvia conseguenza, dare ampie spiegazioni e rassicurazioni. Innanzi tutto ai cittadini di Enna e poi ai siciliani tutti». Una richiesta di chiarezza che, a distanza di anni, attende ancora una risposta definitiva.

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