Ci sono esperienze che terminano con l’ultima giornata prevista dal calendario e altre che, invece, continuano a vivere nelle relazioni e nei ricordi. L’esperienza del Grest appartiene certamente a questa seconda
categoria. Per quattro settimane il nostro Oratorio e gli spazi del plesso “San Sebastiano” dell’I.C. “Don Bosco” si sono riempiti di voci, colori, giochi, laboratori, preghiere, sorrisi, corse, musica e incontri. Circa 170 bambini e ragazzi, dai 6 ai 12 anni, provenienti soprattutto dai nostri quartieri, sono stati accompagnati da oltre 100 animatori e aiuto-animatori, adolescenti e adulti, in un’esperienza che ha voluto essere molto più di una semplice attività estiva.
Il tema scelto, “Giuseppe: Sogna, spera e ama”, ci ha permesso di entrare nella storia del patriarca Giuseppe e di lasciarci provocare dalla sua vicenda umana e spirituale. Il personaggio biblico non è stato scelto casualmente. Il Grest, infatti, rientra nella più ampia proposta oratoriale della nostra Comunità: attraverso il gioco, i laboratori, le uscite, le attività di gruppo e i momenti di preghiera abbiamo cercato di trasmettere un messaggio profondamente cristiano e, allo stesso tempo, pienamente umano. La storia di Giuseppe ci ha aiutato a parlare di accoglienza e amicizia, della scoperta del proprio valore, del coraggio di mettersi in gioco senza paura, della capacità di collaborare e sostenersi reciprocamente e della necessità di non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà. Sono dinamiche educative che riteniamo particolarmente importanti anche per il nostro territorio. L’Oratorio, infatti, vuole essere uno spazio nel quale bambini e ragazzi possano confrontarsi, crescere e maturare relazioni sane, imparando a riconoscere le proprie risorse e quelle degli altri. Anche questo significa fare prevenzione: offrire occasioni positive di incontro e di crescita prima che eventuali situazioni di disagio possano diventare più difficili da affrontare.
Un Grest preparato da febbraio Dietro le quattro settimane ci sono stati mesi di lavoro e di preparazione. Da febbraio scorso, insieme ad un gruppo ristretto di volontari, abbiamo iniziato a progettare l’esperienza. È nato così lo Staff del Grest, composto dal seminarista Lorenzo Panebianco, da Angela Grazia D’Arma, Santa Cacciatore, Elias Cartina ed Ornella Sciascia. La preparazione non ha riguardato soltanto calendari, giochi, laboratori e logistica. Abbiamo voluto dedicare particolare attenzione alla formazione degli animatori, perché affidare un grestino ad un animatore o aiuto-animatore significa affidargli una responsabilità. Coloro che entrano nel nostro Oratorio non sono semplicemente “partecipanti”, sono figli, che le loro famiglie ci affidano. Dietro ogni iscrizione, infatti, riteniamo esserci un gesto di fiducia nei confronti della nostra Comunità e della Chiesa.
La parola agli animatori e agli aiuto-animatori
Ma che cosa ha significato davvero questa esperienza per chi l’ha vissuta dall’altra parte della barricata, mettendosi al servizio dei più piccoli? Abbiamo voluto rivolgere alcune domande ad alcuni dei nostri animatori e aiuto-animatori.
Dopo quattro settimane vissute insieme, qual è il momento del Grest che porterai più nel cuore e perché? Il momento, che porterò più nel cuore, è stata la mia prima giornata di Grest da aiuto-animatore,
trascorsa insieme ai grestini della mia tribù perché ho avuto l’occasione di aiutare i bambini a vivere bene questa esperienza, mi sono sentito più responsabile nel contribuire alla loro crescita. (R. D., aiuto-animatore, 13 anni)
Essere animatore non significa soltanto organizzare giochi e attività: che cosa hai imparato dai bambini e dai ragazzi che hai accompagnato?
Dall’esperienza del Grest ho imparato che anche con i più piccoli, può nascere un rapporto di fiducia e di simpatia, pur non avendoli mai conosciuti prima. Nel servizio di aiuto-animatore, ho appreso il senso di collaborazione nel lavorare insieme per uno scopo comune e il dialogo nel rispetto delle idee altrui. (D. C., aiuto-animatrice, 14 anni)
Il tema del Grest era “Giuseppe: sogna, spera e ama”. In che modo questo messaggio ha incontrato la tua esperienza personale durante queste settimane?
Il grest è stata un’esperienza bella e di collaborazione. Non pensavo di legarmi così tanto e di poter donare tanto. Era dal 2019, che non facevo più l’animatrice, ero impaurita e incerta, ma la Parola e l’amore, che provo a mettere nel mio impegno, mi rende felice nel far sorridere e divertire gli altri. Mi porto a casa la collaborazione con mio figlio: quando aveva bisogno, mi chiedeva consigli e questo da mamma mi fiera. (M. R., animatrice, 41 anni)
Se dovessi spiegare a qualcuno, con una sola parola o una sola frase, che cosa ha significato per te essere animatore al Grest di San Sebastiano martire, cosa diresti?
Essere animatore è spendersi per la felicità degli altri, donarsi senza pretendere nulla in cambio. La vera ricompensa è crescere insieme con gioia. (A.C., animatore, 65 anni)
Dal Grest al Grest Replay Poiché non volevamo che tutto si concludesse con l’ultima giornata del Grest, abbiamo scelto di proseguire l’esperienza a fine agosto attraverso il Grest Replay. È stato un piccolo segnale della direzione che vogliamo dare al nostro Oratorio, che non deve essere soltanto il luogo delle grandi iniziative estive, deve diventare sempre più una casa nella quale tornare, uno spazio di incontro e di crescita, nel quale bambini, ragazzi e famiglie possano sentirsi accolti e accompagnati.
Il nuovo anno pastorale L’esperienza del Grest ci ha mostrato una grande disponibilità, una grande ricchezza di talenti e soprattutto un bisogno: quello di creare occasioni stabili nelle quali bambini e ragazzi possano continuare a incontrarsi, giocare, formarsi, confrontarsi e crescere nella fede. Abbiamo rivolto una domanda ad un membro dello Staff del Grest e dell’ORAtoriAMO 2026/27.
Dopo l’esperienza del Grest, quali proposte si pensa di mettere in campo durante il nuovo anno pastorale per continuare a fare dell’Oratorio un luogo di crescita, di relazione e soprattutto di educazione alla vita di fede dei bambini e dei ragazzi?
Per dare continuità al percorso del Grest l’obiettivo è trasformare l’entusiasmo estivo in un cammino educativo permanente. Le nostre proposte si svilupperanno lungo due tracciati integrati.
Il primo: relazione e fraternità. Continueremo a proporre giochi di squadra ed esperienze di gruppo strutturate, pensate non solo per consolidare le amicizie esistenti, ma per favorire l’inclusione e la nascita di nuovi legami. Lo “stare bene insieme” diventerà uno spazio protetto in cui i bambini e i ragazzi potranno raccontarsi, confrontarsi e problematizzare le proprie scelte di vita in un clima di ascolto reciproco.
Il secondo: crescita nella fede. Ogni attività sarà orientata alla crescita cristiana. Attraverso l’ascolto attivo dell’altro, sperimentato concretamente nel compagno di squadra, i protagonisti dell’Oratorio, dai più piccoli ai più grandi, impareranno a riconoscere i valori del Vangelo nella quotidianità.
Il nostro orizzonte educativo, dunque, si riassume nella dimensione del gioco e della preghiera, che si alimentano a vicenda. (A.G. D., animatrice e membro dello Staff del Grest e dell’Oratorio, 44 anni)
Alla fine di questa esperienza sentiamo il bisogno di dire grazie. Grazie ai grestini perché con la loro presenza hanno dato vita e daranno vita all’Oratorio. Grazie alle famiglie per la fiducia che ripongono in noi. Grazie agli animatori e agli aiuto-animatori, che scelgono di donare tempo, energie e disponibilità. A loro abbiamo chiesto tanto, ma credo che abbiano ricevuto altrettanto: perché quando ci si mette autenticamente al servizio degli altri, qualcosa cambia anche dentro di noi. Grazie a tutti coloro che, spesso senza apparire, hanno reso possibile ogni giornata. E, infine, grazie a Dio, perché ogni nostra attività educativa rimane anzitutto un atto di fiducia. Noi seminiamo, prepariamo il terreno, accompagniamo, proviamo a indicare una strada, il resto lo affidiamo a Lui.



