23 Agosto 2026

Al meeting di Rimini un gruppo di giovani ennesi

di don Giuseppe Fausciana

RIMINI 21-25 agosto 2026. Un’esperienza intensa di fede, incontro e dialogo quella vissuta da un gruppo di liceali della città di Enna, appartenenti alla comunità parrocchiale, presenti in questi giorni al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini. I giovani hanno avuto il privilegio di vivere da vicino la visita di Papa Leone XIV, che ha rivolto un messaggio particolarmente significativo a tutti i presenti, ponendo al centro il rapporto inseparabile tra amore e libertà. «Nell’amore non c’è mai costrizione, indottrinamento; mai seduzione, inganno, arruolamento. C’è amore solo nella libertà, nel confronto vivo, nel dono generoso di sé», ha affermato il Pontefice, ricordando come, in una società sempre più secolarizzata, possa sorprendere la scelta di tanti giovani di avvicinarsi al cristianesimo e, in molti casi, di chiedere persino il Battesimo. «Non è una questione di numeri», ha sottolineato Papa Leone XIV, «è una questione di libertà: la verità si incontra solo nella libertà».

Per i ragazzi di Enna, trovarsi accanto al Papa ha rappresentato un momento particolarmente significativo poiché è stata un’esperienza capace di lasciare una traccia e di interrogare il loro modo di vivere la fede nel mondo contemporaneo. Nel suo intervento, il Pontefice ha richiamato anche la prospettiva indicata da san Paolo VI, ricordando che, di fronte alle sfide del nostro tempo, «la civiltà dell’amore prevarrà». Questa domenica è stata segnata anche dalla celebrazione dell’Eucaristia, vissuta dai giovani con il cuore colmo di gratitudine e presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Nell’omelia, il cardinale ha invitato a superare i confini, con la forza di una vita capace di amare, e ha richiamato i versi di Dante: «Fatti non foste a viver come bruti». Un invito, dunque, a non chiudersi nelle proprie sicurezze, ma a uscire, incontrare, attraversare i confini e diventare testimoni della forza trasformante del Vangelo.

I ragazzi ritornano ora a Enna – dichiara don Giuseppe Fausciana che li ha accompagnati – con un entusiasmo rinnovato e con la consapevolezza che essere cristiani non significa estraniarsi dalla realtà, ma abitarla con responsabilità e speranza, proprio dentro un mondo spesso segnato dalla violenza, dalla menzogna e dall’ingiustizia.

Un’esperienza, quella del Meeting, che per questi giovani non si conclude con il ritorno a casa, ma continua nella vita quotidiana, nelle relazioni, nella comunità e nella scelta di lasciarsi provocare dalla domanda più radicale: come vivere oggi una vita veramente libera, capace di amare e di donarsi?

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