14 Agosto 2026

con il vescovo di Nicosia Schillaci e il sindaco di Haz Zebbug (Malta)

Ad Agira la festa estiva di San Filippo

di Mario Antonio Filippo Pio Pagaria

Celebrata mercoledì 11 agosto la festa estiva di San Filippo d’Agira, come al solito, culminata nella processione serale che si è snodata dalla parte alta della cittadina diodorea fino a concludersi presso la Chiesa Reale Abbazia. Presente con la celebrazione del pontificale, monsignor Giuseppe Schillaci il vescovo della diocesi di Nicosia, cui Agira afferisce. La festa estiva, come ha detto don Carmelo Giunta, parroco della Chiesa Reale Abbazia, è un momento aggregante per la comunità poiché vede il ritorno dei migranti per le vacanze, quindi per l’occasione, la festa stessa, oltre ad avere un significato religioso ha una forte valenza sociale poiché le famiglie, si ritrovano riunite. La Città di Agira, inoltre, è gemellata con la Città maltese di Haz-Zebbug e accanto al sindaco locale, Francesco Marchese, vi era quello maltese della città di Haz -Zebbug stessa, Steve Zammit Lupi. Filippo d’Agira è stato innanzitutto un sacerdote, per questo abbiamo chiesto al vescovo : Cosa direbbe Filippo ai sacerdoti di oggi?”direbbe, fedeltà al Vangelo, amore alla Chiesa ,attenzione ai poveri , lotta contro il male e adesione al bene”. Durante l’omelia, monsignor Schillaci ha particolarmente insistito sull’importanza della Parola di Dio, quindi sull’ascolto:
“Ogni volta che ascoltiamo la parola ci riempiamo di luce”.

Lei insiste molto sull’attenzione alla Parola, questa simmetria fra San Filippo e la Parola è importante, perché? “San Filippo si lascia afferrare dalla Parola. La Parola è Cristo e proprio perché lui è innamorato di Cristo può portare questa Parola a tutti; questo è il fondamento e il principio per San Filippo e per ogni apostolo. E’ principio della Chiesa”.
Annunciare Gesù diventa quindi un passo importante nella vita non soltanto di ogni consacrato in virtù del sacerdozio ministeriale, ma di ogni cristiano per mezzo del sacerdozio regale.
Il presule, nel ricordare Filippo, non ha mancato, inoltre, di citare l’Apostolo Paolo nella Prima lettera ai Corinzi: “…Mi sono fatto tutto per tutti…”. Diventa, quindi inevitabile e importante coniugare l’ascolto della Parola con l’amore incondizionato verso il prossimo . Hanno concelebrato con monsignor Schillaci, don Carmelo Giunta, don Basilio Agnello, don Roberto Zito, don Alphonse Ndiata e  don Philip Mouns.

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