10 Luglio 2026

contro l’ignavia della pubblica amministrazione

Crisafulli: richiesta la presenza nel Cda del Parco di Morgantina e il rientro dei tesori sequestrati

di Giacomo Lisacchi

Un intervento durissimo, privo di giri di parole e intriso di determinazione politica. È quello pronunciato dal sindaco di Enna, Mirello Crisafulli, durante la conferenza stampa di presentazione della rassegna “Tra Mito e Storia… Morgantina Rivive”, svoltasi nella sala consiliare del Libero Consorzio Comunale di Enna. Il primo cittadino di Enna ha colto l’occasione per scagliarsi apertamente contro la gestione dei beni culturali del territorio, tracciando una netta linea di discontinuità rispetto al passato. «Vorrei ricordare che il Comune di Enna non è inserito nel consiglio di amministrazione del Parco Archeologico di Morgantina», ha esordito Crisafulli, evidenziando una storica anomalia istituzionale. «Una scelta dovuta probabilmente alla volontà del mio predecessore, ma dettata anche dall’atteggiamento indisponibile di chi siede qui oggi e non si pone il problema dell’assenza della città capoluogo. Credo sia assolutamente necessario un cambio di rotta rispetto alla passata amministrazione. Se si chiede sinergia alle istituzioni, si deve poi corrispondere con lo stesso atteggiamento sinergico».

Lo scontro con la macchina burocratica  Il discorso del sindaco si è rapidamente esteso a una critica strutturale rivolta ad ampi settori dell’apparato burocratico, accusati di rallentare il rilancio economico e culturale del capoluogo ennese. «Sto cercando di risvegliare una città che era rimasta dormiente attraverso una serie di iniziative concrete», ha spiegato con fermezza, «ma spesso mi trovo a dover combattere contro l’ottusità di alcuni settori della pubblica amministrazione. Sono venuto apposta per dirlo pubblicamente: basta con questo atteggiamento ostruzionista. Se qualcuno non è contento del fatto che io sia il sindaco, se ne dovrà fare una ragione: voglio essere presente nel Parco Archeologico e dare un contributo attivo alla struttura che si occupa di archeologia».

La restituzione dei tesori dimenticati nelle cantine  Crisafulli ha poi allargato il raggio della denuncia, toccando il tema dei musei cittadini e dei reperti mai restituiti alla collettività. «Dobbiamo fare uno sforzo corale per la riapertura del Museo Alessi, del Museo Varisano e della Villa di Gerace, ma anche per far rientrare in città il patrimonio che ci spetta di diritto. Mi riferisco, nello specifico, ai beni sequestrati al notaio Argento e al barone Cammarata»[cite: 1].

Richiamando il celebre precedente storico del rientro dell’Afrodite, il sindaco ha aggiunto: «Così come la Dea di Morgantina è felicemente tornata ad Aidone, allo stesso modo il nostro patrimonio – oggi custodito nelle cantine delle soprintendenze o dei tribunali – deve essere restituito a questa città, per realizzare un grande museo che metta i cittadini in condizione di riflettere sulla propria storia[cite: 1]. Esiste, ad esempio, una preziosa collezione di monete coniate proprio a Enna: è mai possibile che non possiamo nemmeno vederla perché è chiusa in qualche scantinato?»[cite: 1].

Il focus si è poi spostato sulla gestione condivisa del territorio, con un riferimento mirato alla Villa di Gerace: «È ammissibile che resti patrimonio esclusivo della sola soprintendenza regionale, senza alcun coinvolgimento dell’amministrazione comunale?[cite: 1] Sarebbe invece opportuno aprire immediatamente un’interlocuzione con il Comune di Enna, per capire cosa si possa fare e avanzare richieste condivise»[cite: 1].

Un appello contro l’ignavia istituzionale  In conclusione, il primo cittadino ha lanciato un monito severo alle istituzioni statali e regionali, ribadendo la centralità del ruolo del capoluogo: «Questa occasione deve servire non solo a pianificare le nostre azioni future, ma anche a denunciare apertamente l’ignavia di alcuni settori della pubblica amministrazione, contro cui combatteremo per dare a questo territorio la possibilità di risorgere[cite: 1]. Sono venuto qui a portare la mia testimonianza e a chiedere agli uffici competenti di rendersi conto che non sono disposto a farmi trattare come i miei predecessori[cite: 1]. Finché sarò sindaco, questa città esigerà rispetto»

CONDIVIDI SU