9 Luglio 2026

Il Pd chiede un Piano Straordinario

Emergenza spopolamento nell’Ennese

persi 17 mila residenti in dieci anni

di Giacomo Lisacchi

Un numero non trascurabile di aree interne della provincia di Enna si trova già oggi a fare i conti con una struttura demografica gravemente compromessa, a cui si sommano basse prospettive di sviluppo economico e deboli condizioni di attrattività territoriale. È questa, in sintesi, la fotografia nitida e preoccupante scattata dalla segretaria provinciale del Partito Democratico, Katya Rapè, la quale lancia un appello stringente alle istituzioni: serve un piano straordinario e immediato per rilanciare l’intero comprensorio ennese.

“In soli dieci anni la provincia di Enna ha perso circa 17.000 residenti” -evidenzia Rapè- richiamando i dati emersi da un recente e approfondito studio condotto dalla CGIL Sicilia. “Si tratta di un’emorragia demografica che non può più essere considerata come una semplice o ineluttabile conseguenza delle dinamiche economiche, bensì come una vera e propria emergenza nazionale. Ogni famiglia che lascia il nostro territorio, ogni giovane costretto a partire per cercare fortuna altrove e ogni attività commerciale che abbassa definitivamente la saracinesca rappresentano un pezzo di futuro che perdiamo irreparabilmente”.

Secondo la leader provinciale del PD, per contrastare in modo efficace il fenomeno dello spopolamento non è più possibile affidarsi a contributi occasionali o a misure assistenziali e tampone. Al contrario, appare indispensabile mettere in campo una strategia di lungo periodo in grado di rendere l’Ennese un territorio competitivo, strutturalmente attrattivo e realmente capace di generare nuove opportunità occupazionali.

“Occorre un Piano Straordinario per le Aree Interne – incalza Katya Rapè (foto) che sia costruito in stretta sinergia e collaborazione tra il Governo nazionale, la Regione Siciliana, gli enti locali, le università e le parti sociali. Questo strumento deve fondarsi su interventi concreti e strutturali”.

Le sette priorità per il territorio

La proposta del Partito Democratico si articola attorno ad alcuni pilastri fondamentali, considerati urgenti per invertire la rotta:

  1. Fiscalità di vantaggio: l’istituzione di una Zona a Fiscalità di Vantaggio per i comuni delle aree interne, con significative agevolazioni fiscali e contributive per le imprese che scelgono di investire e creare occupazione stabile sul territorio.
  2. Incentivi alla residenzialità: sostegni economici diretti a giovani, famiglie e professionisti che decidono di trasferire la propria residenza nei comuni dell’Ennese o che scelgono di rientrarvi dopo anni di lavoro fuori sede.
  3. Recupero dei centri storici: l’attivazione di un fondo dedicato al recupero delle abitazioni inutilizzate, incentivando l’acquisto e la ristrutturazione degli immobili storici.
  4. Infrastrutture e digitalizzazione: investimenti straordinari nella rete viaria e ferroviaria, insieme a una copertura integrale del territorio con la banda ultra-larga (fibra ottica) e le reti mobili di ultima generazione.
  5. Diritto allo studio e università globale: un piano per l’internazionalizzazione del sistema universitario siciliano che preveda l’aumento delle borse di studio, dei servizi e degli alloggi studenteschi. L’obiettivo è attrarre iscritti sia a livello locale sia dai Paesi emergenti a più alto tasso di crescita, a partire dall’India e dal Sud-Est asiatico, trasformando l’ateneo in un motore di sviluppo, innovazione e ripopolamento.
  6. Potenziamento dei servizi essenziali: il rafforzamento di scuola, sanità e trasporti pubblici locali, servizi primari senza i quali nessuna comunità può continuare a sopravvivere.
  7. Attrazione di imprese innovative: una strategia mirata per intercettare start-up e attività produttive nei settori strategici dell’agroalimentare, dell’energia pulita, del turismo, della cultura e della ricerca scientifica.

La Sicilia come hub del Mediterraneo In questa complessa sfida, la segretaria del PD propone una svolta geopolitica ed economica radicale: “La Sicilia deve tornare a ragionare come una piattaforma strategica posta al centro del Mediterraneo. Per troppo tempo abbiamo guardato quasi esclusivamente verso il Nord Europa, mentre il baricentro della crescita economica mondiale si sta progressivamente spostando verso l’Asia. La nostra isola può e deve diventare un ponte naturale tra l’Europa e i grandi mercati emergenti del Sud e del Sud-Est asiatico, a partire dall’India, uno dei principali motori dello sviluppo globale dei prossimi decenni”.

In questo scenario internazionale, l’Ennese possiede una carta fondamentale da giocare: la sua centralità geografica nell’isola e la vicinanza ai principali assi stradali e ferroviari di comunicazione, che la rendono l’area ideale per nuovi insediamenti produttivi e tecnologici.

“Sono proprio i giovani a doversi fare promotori di questo cambio di paradigma -conclude Rapè- superando una politica troppo spesso impegnata ad amministrare l’esistente anziché a progettare il futuro. Alle nuove generazioni spetta l’arduo ma stimolante compito di immaginare un modello di sviluppo capace di trattenere i talenti, attrarne di nuovi e restituire una reale prospettiva di vita ai territori interni”.

 

 

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