Ci sono molti luoghi comuni sulla chiesa cattolica, il primo è che la Chiesa sia ricca. Quante volte lo abbiamo sentito ripetere. E per alcuni aspetti è vero: la Chiesa è ricca di storia, di cattedrali, i beni culturali, edifici opere d’arte, le collezioni librari e archivi rappresentano circa l’80×100 del patrimonio culturale e artistico nazionale. Ma tutta questa ricchezza non frutta denaro, non si paga biglietto per entrare nelle chiese e le offerte non bastano per coprire i costi della manutenzione, della custodia, del restauro, di questi e altri tesori.
In realtà la Chiesa non è affatto ricca. Ciò che raccoglie attraverso le offerte, le donazioni e i fondi dell’8×1000 viene impiegato per contrastare il degrado e l’ingiustizia sociale a favore degli ultimi e per chi non ha un tetto o un lavoro. Viene impiegato per salvare vite umane lì dove guerre e catastrofi umane causano morti, danni e malattie; per ridurre l’impatto di ingiustizie ed emergenze; per costruire strumenti di solidarietà, centri di accoglienza per donne e i loro bambini, dormitori, le mense, i consultori, gli ostelli i dopo scuola, gli oratori i patronati, i centri antiusura.
I fondi dell’8×1000 vengono poi utilizzati per le attività delle Diocesi e il sostentamento dei sacerdoti: Un altro luogo comune è che i sacerdoti guadagnano molto. Lo stipendio mensile dei 32000 sacerdoti italiani va dai 900 ai 1.500 euro al mese. Non c’è tredicesima. Non è vero neppure che la Chiesa non paghi le tasse. In realtà la Chiesa paga le tasse sugli immobili e sulle attività che danno un reddito. Non le paga invece sugli edifici utilizzati per attività sociali come mense o centri culturali. Non è un privilegio della Chiesa; sono infatti centinai i soggetti, dalle società sportive alle fondazioni bancarie che per le loro attività sociali, lo Stato considera meritevoli di un trattamento fiscale di favore.
Tra i tanti luoghi comuni va citata l’affermazione che con l’8×1000 il contribuente paga una tassa in più. Anche questo non è vero: indicando la Chiesa cattolica come beneficiaria dell’8×1000 non si fa altro che destinare ciò a cui si crede una piccola quota delle tasse che già si versano, senza aggiungere un centesimo a ciò che ci viene trattenuto.
L’8×1000 nella Diocesi di Piazza Armerina 
Per le attività della Diocesi di Piazza Armerina la CEI – che gestisce i fondi dell’8×1000 – ha assegnato per l’anno 2025 € 663.472,51 per le esigenze di culto e pastorale.
Sotto questa voce rientrano gli interventi per gestione della Curia diocesana, con i suoi dipendenti e la gestione della casa del clero annessa che accoglie alcuni presbiteri anziani. Importante è la spesa utilizzata per la Formazione teologica pastorale del popolo di Dio, attraverso il sussidio per la lectio divina distribuito a tutta la Diocesi, affinché comunità parrocchiali, movimenti e associazioni seguano il percorso di meditazione proposto all’inizio dell’anno pastorale. La spesa interessa pure la formazione degli operatori pastorali secondo gli orientamenti che danno gli Uffici di Curia: convegni, catechesi, seminari. Così come significativo è pure il percorso di studio, aperto a tutti, attraverso la Scuola di Formazione Teologica, la quale coinvolge un gruppo di docenti con suggerimenti pratici di laboratori e ricerca.
Particolare attenzione è data alla nuova edilizia di Culto e ai beni culturali ecclesiastici, poiché i vari interventi, oltre a tenere conto del coinvolgimento delle parrocchie, toccano la Diocesi che vi partecipa in percentuale.
I contributi dell’8×1000 vengono impegnati anche per i Scopi missionari, con il sostegno ai volontari missionari laici. La Diocesi infatti è impegnata a sostenere l’opera caritativa di due missioni: nella città di Sapè (Nord est del Brasile) e nella città di ‘Ndola (Zambia). Le missionarie, che vengono aiutate con un contributo importante, portano avanti, ormai da alcuni anni, un progetto parallelo in favore di bambini denutriti e malnutriti. Da segnalare l’impegno della missionaria, la dott.ssa Cristina Fazzi, che sta realizzando in Zambia una casa di cura per bambini con problemi psichiatrici. La missionaria ha saputo intercettare, nella città di ‘Ndola un bisogno particolarmente gravoso: il suicidio dei pre-adolescenti. Il progetto verte a sostenere le famiglie, accompagnandole da un punto di vista economico e pedagogico, nell’attuazione di forme e modi al fine di salvaguardare e prospettare un futuro migliore per i loro figli.
Per le attività caritative la Diocesi ha ricevuto dalla CEI per l’anno 2025 € 631.323,60 impiegati per la distribuzione e aiuti a singole persone bisognose. Sotto questa voce cade il supporto dato al Seminario da parte della Diocesi. Questo aiuto si rende necessario perché il Seminario non ha alcuna fonte di reddito e che i seminaristi contribuiscono alle spese ordinarie in modo assai parziale. Vi sono infatti ragazzi che non hanno possibilità di essere sostenuti dai loro genitori, le cui famiglie sono monoreddito e alcune di esse si trovano in condizioni economiche disagiate. Le spese per le tasse d’iscrizione presso la Facoltà Teologica di Sicilia sono a carico della Diocesi. Il contributo ricavato dall’esperienza pastorale della Pro-seminario si aggira intorno a 15 mila euro: una cifra irrisoria considerando che i seminaristi, durante la settimana (dal lunedì al venerdì) sono ospiti presso le Suore Agostiniane di Palermo, mentre nel fine settimana vivono nel Seminario diocesano per le esperienze pastorali.
La Diocesi attraverso queti fondi interviene anche in favore delle parrocchie che non riescono a pagare le proprie utenze, considerando che il territorio, a causa dello spopolamento, sta progressivamente impoverendosi.
Capillare inoltre l’opera che la Diocesi porta avanti attraverso le attività caritative con il coinvolgimento e il servizio dei Diaconi permanenti, i quali, impegnati nella Caritas diocesana, sopperiscono ai bisogni di tanti poveri, ai quali si dà aiuto in modo variegato: pagamento di mutui, spese farmaceutiche e funerarie, approvvigionamento di alimenti di prima necessità, prodotti per l’infanzia, utenze domestiche, pagamento di cartelle esattoriali ecc. Degno di attenzione è l’opera meritoria che i Diaconi svolgono per i detenuti delle carceri presenti nella Diocesi (Enna, Piazza Armerina e Gela), in particolare nei riguardi di una nascente cooperativa “im-perfecto” che si occuperà della loro integrazione nella società. A questo si aggiunge quanto viene svolto dalla Caritas per la formazione degli operatori che si occupano dei dodici Centri di Ascolto, sia riguardo all’ambito pedagogico con convegni, sussidi, condivisione di esperienze, sia per quanto concerne ciò che interessa le iniziative solidali a carattere estemporaneo.
Sul sito della diocesi www.diocesipiazza.it è pubblicato il rendiconto relativo alla erogazioni che la Diocesi ha erogato con le somme assegnatele dalla Conferenza Episcopale Italiana
Possono sostenere la Chiesa cattolica con l’8xmille tutte le persone che hanno un reddito di lavoro dipendente o una pensione, o altro e, per questo, pagano allo Stato italiano l’imposta Irpef dalla quale lo Stato Italiano preleva l’8xmille.
Ci sono diversi modi per presentare la dichiarazione dei redditi e alcune persone non sono obbligate a presentarla. Ma lo Stato garantisce a tutti di poter indicare a chi far gestire le risorse dell’8xmille. Nel nostro caso, alla Chiesa cattolica. Ecco le diverse modalità
Quando firmi per l’8xmille alla Chiesa cattolica non stai dichiarando che sei credente. Semplicemente decidi di dare fiducia alla Chiesa perché si prende cura dei bisogni materiali e spirituali di chiunque, non solo di chi crede. Anche dei tuoi.
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