8 Giugno 2026

L’obiettivo della legge è quello di informare tempestivamente e accuratamente le famiglie o gli studenti maggiorenni

DECRETO LEGGE VALDITARA Un cambiamento importante

di Alberto Campoleoni

Tre articoli per un cambiamento importante. Così si compone il testo del provvedimento che introduce il consenso informato scritto dei genitori per qualsiasi attività extracurricolare o progetto scolastico dedicato a sessualità e affettività. Un testo a lungo discusso e diventato legge con l’approvazione definitiva del Senato con 78 voti favorevoli, 38 contrari e nessuna astensione.
L’obiettivo della legge è quello di informare tempestivamente e accuratamente le famiglie o gli studenti maggiorenni affinché possano esprimere il proprio consenso informato preventivo, per iscritto, a iniziative extracurriculari e agli ampliamenti dell’offerta formativa sui temi attinenti all’ambito sessuale.
La procedura del consenso vale per la scuola secondaria – medie e superiori – mentre per la scuola primaria e la scuola dell’infanzia vige il divieto per le attività dedicate a sessualità e affettività.
Nelle secondarie, prima di chiedere l’autorizzazione per lo svolgimento di progetti specifici, l’istituto deve fornire alle famiglie tutte le informazioni necessarie legate a obiettivi, contenuti, materiali didattici ed eventuali esperti esterni coinvolti. Se qualcuno nega il consenso la scuola è tenuta a predisporre attività formative alternative.
La legge interviene su una materia che per diverso tempo è stata gestita in maniera differente, in particolare nella scuola primaria, dove comunque era possibile l’intervento di esperti esterni. E non mancano le polemiche con l’accusa al Ministro di volere solo introdurre divieti, di privilegiare “paura” e “oscurantismo”.
Di fatto è sotto gli occhi di tutti come i temi dell’affettività e dell’educazione alle relazioni – è questo l’ambito più ampio nel quale collocare la questione – siano di particolare importanza nel contesto dell’educazione scolastica. Anche perché proprio la scuola è un ambiente nel quale questi temi sono in gioco direttamente, un luogo dove si fa esperienza di relazione e affettività. Gestire in modo adeguato e competente i complessi processi che si verificano nelle aule e nei gruppi di bambini e adolescenti non è cosa da poco.
La convinzione del ministro Valditara è che la nuova legge introduca sostanzialmente una tutela verso bambini e famiglie, considerato tra l’altro il principio cardine della libertà educativa dei genitori ai quali spetta l’ultima parola su temi affettivi e sessuali. Tutela – ha dichiarato tra l’altro – dalla “confusione della propaganda gender”. Non solo: col la legge – ha continuato Valditara in una nota – “ridiamo voce ai genitori sulle tematiche della identità di genere per i figli adolescenti minorenni. In questo applichiamo la Costituzione che attribuisce ai genitori il diritto di educare i figli”.
A difesa del suo testo ha poi continuato: “Non è vero che con questa legge non si potrà fare educazione affettiva: il governo per la prima volta ha reso stabilmente obbligatoria in tutti i gradi di scuola l’educazione al rispetto, alle relazioni e alla empatia”. E l’educazione sessuale in senso biologico “continuerà a farsi nei programmi di scienze in tutti i gradi di scuola. Per la prima volta introduciamo nei programmi delle medie l’educazione alla prevenzione dei rischi derivanti dalle malattie sessualmente trasmissibili. Nelle vecchie Indicazioni nazionali per la scuola del primo ciclo non era prevista. Sarà introdotta anche nei programmi di scienze per le superiori”.
Due considerazioni brevissime. La prima è “attendista”: stiamo a vedere cosa succede; La seconda un po’ più problematica: la cronaca ci restituisce spesso l’immagine di famiglie che sono tutt’altro che attente non solo all’educazione “sessuale” dei figli ma in generale alla loro cura. Forse la scuola può fare meglio.

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