Una Messa per commemorare Salvatore Faraci e Salvatore La Pusata a 50 anni dalla tragedia in cui persero la vita, è stata celebrata lo scorso 1 giugno da don Salvatore Nicolosi, Vicario Foraneo di Barrafranca, all’interno dell’edificio scolastico “Don Milani”. Era il pomeriggio del 1° giugno del 1976 quando in un gora artificiale piena d’acqua, profonda un paio di metri, nella contrada “Buitto – Sottoserra a pochi chilometri da Barrafranca, , annegavano due ragazzi di 13 anni, Salvatore Faraci e Salvatore La Pusata.
In quella contrada, erano in corso dei lavori per la realizzazione di una strada interpoderale che dal centro abitato di Barrafranca doveva immettere nella contrada “Saione” innesto Mazzarino – Piazza Armerina. A margine della strada dove c’era un abbeveratoio, era stata realizzata, da parte dell’impresa costruttrice, una gora per la raccolta delle acque che serviva per i lavori del cantiere.
Nel primo pomeriggio, i due ragazzi insieme ad un coetaneo Giuseppe La Pusata, si portavano in quel luogo per cacciare dei passerotti.
Era una giornata molto calda, la temperatura registrava 40 gradi e i ragazzi decidevano di rinfrescarsi con un bagno. Salvatore La Pusata, messi i piedi nella gora si accorgeva però che c’era della melma e così ne usciva fuori sconsigliando agli altri di tuffarsi. Purtroppo non fu ascoltato. Infatti, Salvatore Faraci si tuffava nella gora. Non sapeva nuotare per cui trattenuto da fango limaccioso cominciava a gridare aiuto. Alle sue invocazioni, Salvatore senza alcun indugio, anche se vestito, si tuffava in acqua nel tentativo inutile di salvarlo.
Infatti i due ragazzi annegavano a causa dell’abbondanza di fango. Inutili i soccorsi allertati dall’altro ragazzo, Giuseppe La Pusata.
Scene strazianti all’arrivo dei familiari a cui venivano consegnati i corpi dei ragazzi.
Il gesto altruista del giovane La Pusata del tentativo di salvare il compagno, venne segnalato alla Prefettura di Enna da parte dei Carabinieri e, successivamente dal Consiglio Comunale.
Al giovane Salvatore La Pusata, il 10 maggio 1979, veniva concessa la Medaglia d’oro al valore civile, alla memoria, con la seguente motivazione: “Appena tredicenne non esitava a tuffarsi, vestito, nelle acque di una gora artificiale per portare aiuto ad un compagno in procinto di annegare. Raggiunto l’amico tentava di salvarlo, ma ostacolato nei movimenti e fiaccato nelle forze non riusciva nel generoso intento e venivano entrambi inghiottiti dalle acque. Esempio fulgido di grande coraggio, di sprezzo del pericolo e di operante umana solidarietà spinti fino al sacrificio della vita. Barrafranca (Enna), Località Buitto 1° giugno 1976.” – Sandro PERTINI – Presidente della Repubblica Italiana
Il Prefetto di Enna, dott. Giorgio Milone, alle ore 10,30 del 18 giugno 1980, nella sala di rappresentanza della Prefettura, consegnava a Luigi La Pusata, padre del piccolo Salvatore, la medaglia d’oro al valore civile.
A suo nome, il 4 giugno 1987, su proposta del sindaco dell’epoca il prof. Giovanni Nicolosi venne intitola a suo nome la palestra della Scuola Media “Giovanni Verga.
Il presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Barrafranca Enzo Pace che ha voluto commemorare il 50° anniversario del tragico evento ha dichiarato “la commemorazione è stata per noi e la cittadinanza un privilegio e un onore di alta gratitudine e riconoscimento per l’eccezionale coraggio e altruismo dimostrato dal giovane Salvatore La Pusata. Celebrare la Santa Messa in memoria di un ragazzo che ha sacrificato la propria vita per salvarne un’altra è un gesto di altissimo valore etico e spirituale. Farlo all’interno di una scuola amplifica questo significato, trasformandolo in una eredità di speranza e di altruismo e cittadinanza attiva per tutta la comunità studentesca. La scuola non è solo luogo di cultura, ma di formazione umana. Collocare la cerimonia a scuola serve a mantenere vivo il ricordo dei due ragazzi nel luogo dove hanno vissuto, studiato e sognato il proprio futuro”.
Divere la autorità civili e militari presenti alla commemorazione. Al termine della commemorazione il nipote del decorato, Luigi La Pusata ha ringraziato tutte le autorità ed esortato i giovani studenti al rispetto degli altri come valore fondamentale delle relazioni umane.













