Angelo Maddalena, il poliedrico artista di strada di Pietraperzia, è tornato a Nicosia dopo quasi due mesi. Vi aveva infatti già presentato il libro Welcome in Siria alla libreria Le città del mondo di Aldo La Ganga e in quell’occasione lo aveva presentato fuori programma nella mattinata al liceo Fratelli Testa invitato dalla professoressa Maria Luisa Latona, che ha voluto farlo tornare con lo spettacolo “Tra Eremo e strada”, nell’ambito di una serie di incontri per l’ottavo centenario della morte di Francesco di Assisi. Anche questa volta due appuntamenti in un giorno: la mattina del 13 marzo più di cento ragazzi di varie classi hanno riempito i posti a sedere dell’Auditorium e anche il teatro per lo spettacolo serale era pieno: Angelo ha raccontato alcuni stralci della storia di Francesco, aprendo un orizzonte che per tutti i ragazzi era chiuso: quasi nessuno di loro aveva mai visto un film su San Francesco. Ha chiuso il suo spettacolo con la canzone Grazie nudità, del suo ultimo album Camminando si apre cammino. Nella canzone torna l’espressione “infinitamente piccolo”, e Angelo ha consigliato la lettura del libro Francesco e l’infinitamente piccolo di Cristian Bobin. Lo spettacolo in teatro è stato più articolato e lungo, a differenza dell’auditorium dove c’era solo un’ora scolastica come tempo consentito: sia a scuola che a teatro una delle brevi letture, tratta dal libro La sapienza sono state, è stata letta da Maria Luisa Latona e da Giusy Schillaci. Don Santo Paternò, parroco della cattedrale di Nicosia, che ha sostenuto la proposta del gruppo promotore, ha ringraziato pubblicamente Angelo dicendogli: «Tu hai scelto una vita originale anziché accontentarti della fotocopia». Già padre Gabriele, dopo l’anteprima nazionale del 21 febbraio nell’ auditorium dei Cappuccini a Livorno, aveva espresso ad Angelo un riconoscimento lusinghiero: «L’eredità universale di Francesco è stata assunta anche da poeti, musici e letterati, Angelo è uno di questi francescani contemporanei senza etichetta e senza organizzazione, ma libero di andare a piedi nudi dietro a Francesco, il Giullare di Dio», aggiungendo poi un messaggio finale: «Grazie Angelo, tu rendi vivo ciò che il mondo crede morto». Angelo ha dichiarato che a Nicosia ha trovata realizzata l’utopia che Renato Laborante, attore e animatore culturale di Altamura, aveva detto anni fa: «Per fare la rivoluzione bastano 50 persone alla settimana che mettono un obolo minimo per un artista, sarebbe un sostegno concreto e dignitoso». Angelo ha citato padre Alex Zanotelli nella sua canzone Camminando si apre cammino: «Quando trent’anni fa ho conosciuto padre Alex», racconta Angelo, «mi ricordo che diceva spesso che dalle istituzioni non ci possiamo aspettare nulla se non ci mobilitiamo dal basso». Prima di iniziare lo spettacolo Maria Luisa Latoma ha introdotto Angelo dicendo queste parole: “Abbiamo scelto di riflettere sulla figura del Santo anche attraverso una proposta artistica essenziale, fatta di parole, narrazione e musica quale è quella di Angelo Maddalena». E ha ringraziato il Sindaco per aver messo a disposizione il teatro comunale e l’assessore Anna Maria Gemellaro, presente in sala. Angelo è stato definito da Domenico Leccisotti un “Danilo Dolci dei nostri giorni”. Effettivamente, don Luca Crapanzano, in un recente libro su Danilo Dolci, parla di “poeti e artisti sociali”: Angelo anche in questo spettacolo Tra eremo e strada mette insieme la lotta, la contemplazione e canta la povertà che rende liberi, una povertà associata alla creatività quotidiana e a un lavoro incessante di ricerca di senso che poi diventa letteratura, teatro, canzone. Interessante a questo proposito l’intervento di fra Salvatore, guardiano del convento dei cappuccini, che invitato da Angelo, ha spiegato il senso della parola “teatro “, che ha qualcosa di sacro in sé. Angelo aveva preso spunto dal fatto che un signore appena entrato nella sala si era fatto il segno della croce. Don Santo Paternò ha anche detto che lo spettacolo di Angelo illustra possibilità concrete di vivere il messaggio di Francesco nel quotidiano. Angelo ha concluso così: «Arturo Paoli, David Maria Turoldo, don Lorenzo Milani e Francesco di Assisi, che cito in almeno due mie canzoni e comunque presenti spiritualmente in diversi miei brani di questo spettacolo, esprimono quello sposalizio con Madonna povertà di cui parla un libro da poco pubblicato, di don Primo Mazzolari, dal titolo Francesco di Assisi, un uomo libero. “Francesco come fu povero fu libero “, scrive don Primo Mazzolari, ma non concepisce la libertà che serve, ma la libertà che si serve, vale a dire un patrimonio spirituale mai redditizio e sempre impegnativo”».
