“Allora l’uomo disse: Questa volta è osso dalle mie ossa, carne della mia carne. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta. Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne; Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, e non provano vergogna”. Questa prima pagina della Bibbia, scritta migliaia di anni fa, è accolta ancora oggi dai cristiani come una luce che viene da Dio: una parola capace di riscaldare il cuore e di aprire l’intelligenza. A prima vista c’è qualcosa che può sembrare strano. Nell’apertura della Bibbia è narrato l’inizio di tutto ciò che esiste -terra, cielo, mare, monti, erba, fiori, piante, animali- e l’inizio anche dell’umano. Ma, se facciamo attenzione, ci vengono riportati ben due racconti di creazione dell’essere umano. E già questo potrebbe far sospettare che il racconto non sia reale, che non sia affidabile. La stranezza è per noi ancora più evidente per il fatto che sappiamo molto bene, a partire dalle nostre conoscenze scientifiche, che l’inizio di tutto probabilmente non è stato così. Sin dalla scuola primaria abbiamo sentito parlare della teoria del Big Bang, così come della teoria dell’Evoluzione. Se poi abbiamo proseguito gli studi, abbiamo anche approfondito le argomentazioni a supporto di queste teorie, così come le possibili critiche o alternative. Ciò fa si che non ci sia nessuno, oggi, che si immagina che l’inizio di tutto sia avvenuto nel modo in cui la Bibbia lo narra. Perché allora, nonostante tali ipotesi scientifiche, questo racconto non perde oggi la sua importanza per i cristiani? “Potremo rispondere semplicemente così: perché esso non è stato scritto con la pretesa di spiegare come siano andate le cose all’inizio. Non ci troviamo davanti a una teoria scientifica. Ci troviamo dinanzi a un racconto mitologico -come quelli che usavano i filosofi nell’Antichità- che vuole rispondere a una domanda ben precisa, diversa dalle domande che si pongono le Scienze. Non si chiede come siano andate le cose all’inizio, ma che cosa, o meglio, chi c’è all’origine e al principio di tutto ciò che esiste, di ciò che vedo e sperimento, del mondo che abito e in cui sono immerso, delle diverse forme di vita con cui entro in contatto e persino di me e delle altre persone con cui stringo relazioni”, afferma Roberto Repole, già presidente dell’Associazione Teologica Italiana. Questo racconto vuole dirci semplicemente che al di là di come siano andate le cose all’inizio, all’origine di tutto c’è Dio, il quale, liberamente e per amore, ha dato esistenza e vita a quanto esiste e vive? “Questa narrazione vuole assicurarci che tutto quello che esiste non è frutto del caso, ma è piuttosto un atto di profondissimo amore da parte di Dio; serve a comprendere che la domanda ultima sulla realtà e la vita che viviamo non è: Come è sorta? In che modo sono accadute le cose? La questione ultima è: Perché? Perché esiste qualcosa invece che il nulla?”, afferma ancora Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa. Chi è all’origine di tutto? “Questo racconto vuole anche assicurarci che tutto ciò che incontriamo nel mondo, per quanto bello e affascinante, non è e non deve mai essere scambiato per Dio. Nell’Antichità si pensava che il sole o le stelle o il mare o le montagne fossero divinità. La Bibbia dice: tutto questo è opera di Dio, ma Dio è infinitamente più grande, è totalmente altro, è qualcuno e non qualcosa, è un essere personale con cui si può persino entrare in dialogo e non un’anonima o vitalità che sta dentro le cose di questo mondo”, si legge nel testo di Roberto Repole ‘Che cos’è l’uomo?’ Quest’ultimo aspetto ci è suggerito dal testo anche per via di un altro particolare. Si dice che Dio crea tutto parlando, con la parola, comunicando! “Tutto dunque è bello e buono, perché è frutto della parola di Dio. Ma non tutto ha lo stesso valore. Tra tutto ciò che esiste, tra gli alberi, le foreste, gli abissi del mare, gli animali selvatici e gli animali domestici, spicca l’uomo, ogni uomo, qualunque uomo. E’ l’uomo ad avere il compito di custodire e salvaguardare tutte le altre creature”. Altre pubblicazioni dell’Arcivescovo Roberto Repole, ‘Il pensiero umile’, ‘Come stelle in terra’, ‘La Chiesa e il suo dono’, ‘Gesù raccontato ai giovani’, ‘Sperare è ancora possibile’, ‘Chi sei tu? Incontrare Gesù per scoprire sè stessi’.
