Cambio di guardia nella parrocchia di Santa Lucia in Enna bassa, domenica 15 febbraio, dove padre Sebastiano Rossignolo succede nel parrocato, a padre Mario Saddemi che si è dimesso per sopraggiunti limiti di età. Gremita la chiesa durante la celebrazione di insediamento del neoparroco, presieduta dal vescovo mons. Rosario Gisana. Presenti i diaconi Mimmo Cardaci, Mario Zuccarello e Pietro Valenti.
Così si è presentato padre Sebastiano: “Sono stato chiamato a questa nuova avventura e ho cominciato vedendo facce conosciute e conoscendone nuove. Vengo con lo stesso entusiasmo di quando dissi il primo si. Oggi questo sì, è carico di esperienza. Ringrazio il Signore e il nostro amabile vescovo, sempre attento alle nostre comunità, che ancora una volta ha riposto in me fiducia. Ringrazio anche padre Mario, mio carissimo amico che è stato per tanti anni pastore e guida di questa parrocchia; ringrazio la mia famiglia e, ovviamente, i parrocchiani che mi collaboreranno. I tempi che attraversiamo non sono dei migliori, le varie guerre, la lontananza dei giovani dalla Chiesa la crisi delle vocazioni, e come non ricordare la nostra amata Niscemi. Iniziamo insieme questo cammino sempre appoggiati alla Parola di Dio. La mia speranza siete voi, vedendo questa chiesa gremita, sotto la protezione della Madonna, di santa Lucia e del beato Girolamo camminiamo spediti verso Cristo unica e sola speranza”.
Padre Sebastiano, difatti, col nuovo incarico, sarà contemporaneamente parroco di San Bartolomeo, e vicario foraneo di Enna.
Densa di contenuti e significato l’omelia di mons. Gisana che, come suo solito, ha voluto affidarsi alla Provvidenza collegando la Parola di Dio del giorno con l’importante evento: “Che cosa il Signore chiede a questa comunità? Credo sia importante. Alla luce di un cammino di fede, capirlo e certamente, lo chiediamo alla Parola di oggi. Il dono della sapienza. Non la sapienza umana ma la sua sapienza. Tutti noi possediamo un pizzico di esperienza sennò non potremmo andare avanti ma non è La Sapienza di Dio. Che questa comunità chieda La Sapienza di Dio per gestire e capire questi momenti della vita”. E riferendosi all’importante avvenimento ha continuato: “Oggi c’è un pastore domani ce n’è un’altro. Tutti siete debitori nei confronti del vostro pastore perché vi ha dato degli insegnamenti”.
Per il presule l’elemento interpretativo è la Sapienza di Dio che si declina osservando i comandamenti ed in particolare il comandamento per eccellenza, ovvero quello di amare innanzitutto Dio e il Prossimo. “Il dono della sapienza non dipende dai nostri meriti ma è recepita dai piccoli del regno. Sul piano del merito, difatti, il cristiano dovrebbe collocarsi sul piano della piccolezza, che sottintende un modo di stare davanti a Dio, annullando la propria volontà ed “arrendendosi” dolcemente a lui, imparando a consegnargli la propria vita a Dio. Questo sarebbe il senso della piccolezza“.
“Continua a sperare e stai in silenzio davanti a Dio. Alcune cose non si capiranno mai, ma dobbiamo consegnarci a Dio. In realtà ciò che non capiamo dobbiamo lasciarlo là e accettarlo nel silenzio. Non possiamo spiegare la Sapienza”. L’acquisizione della Sapienza che il vescovo ha raccomandato a tutti, non si riduce, certamente ad un mero esercizio intellettivo o emotivo ma si concretizza nell’imitazione di Cristo Gesù: “La Sapienza di Dio é Gesù, quindi lo è nella misura in cui noi cerchiamo di assimilare il suo modo di fare e di dire. Tutto si rivela attraverso Gesù e la sua amabilità e si concretizza attraverso il Vangelo “. Quello che conta è praticare la giustizia che è il modo di relazionarsi di con gli altri e di andare sempre oltre. “Gesù dice di andare un po’ oltre ed è quello che lui stesso chiede a questa comunità; di fare il salto di qualità; quel di più é quello che il Signore ci chiede. Il Signore possa concedere a tutti noi questo grande dono della sapienza che è Gesu”. Mons. Gisana ha voluto, poi, durante la preghiera dei fedeli, rivolgere un accorato appello per il dramma di Niscemi che, va ricordato, fa parte della diocesi di Piazza Armerina. A conclusione, a nome della parrocchia, ha dato il saluto al vecchio e al nuovo parroco, Giovanni Libertino che rivolgendosi al vescovo ha detto: “Eccellenza lei è legato a questa comunità e noi siamo legati a lei. Grazie per la sua presenza. Grazie padre Sebastiano; abbiamo sentito parlare bene di lei a nome di questa comunità le dò un abbraccio; questa è una comunità umile ma che risponde sempre con gesti concreti. E’ stata costruita da padre Mario che ha sempre dato spazio a tutti i laici; ha rifiutato il denaro; non toccava i soldi e sulla gestione é stato correttissimo, c’era un consiglio degli affari economici; sappia padre Sebastiano che da questo momento la comunità è presente.” Infine padre Mario Saddemi : “Ringrazio lei, ma anche i suoi predecessori, mons. Vincenzo Cirrincione e mons. Michele Pennisi. Grazie a tutti voi e un augurio speciale a Sebastiano perché lo spirito di sapienza lo possa guidare in questa comunità. Chiedo scusa e perdono per i possibili sbagli e grazie per tutto ciò che abbiamo fatto. Siamo stati argilla nelle sue mani. Questo grazie é una dichiarazione di affetto. Vi consegno una Parola di Dio, attraverso Sofonia: “Voi poveri della terra cercate il Signore, cercate la giustizia, cercate l’umiltà”.
E’ chiaro, come ha sottolineato il vescovo, che padre Saddemi continuerà a recarsi in parrocchia per celebrare la messa e seguire i suoi “figli”, in armonia e collaborazione con padre Sebastiano, nom rinunciando al meritato riposo. “La Chiesa non è un’azienda – ha detto il vescovo – il pastore si riposa ma non se ne va”. succede nel parrocato, a padre Mario Saddemi che si è dimesso per sopraggiunti limiti di età. Gremita la chiesa durante la celebrazione di insediamento del neoparroco, presieduta dall’Ordinario Diocesano monsignor Rosario Gisana. Presenti i diaconi Mimmo Cardaci, Mario Zuccarello e Pietro Valenti. Così si è presentato padre Sebastiano: “Sono stato chiamato a questa nuova avventura e ho cominciato vedendo facce conosciute e conoscendone nuove. Vengo con lo stesso entusiasmo di quando dissi il primo si. Oggi questo si è carico di esperienza. Ringrazio il Signore e il nostro amabile vescovo, sempre attento alle nostre comunità, che ancora una volta ha riposto in me fiducia . Ringrazio anche padre Mario, mio carissimo amico che è stato per tanti anni pastore e guida di questa parrocchia; ringrazio la mia famiglia e, ovviamente, i parrocchiani che mi collaboreranno. I tempi che attraversiamo non sono dei migliori , le varie guerre, la lontananza dei giovani dalla Chiesa la crisi delle vocazioni, e come non ricordare la nostra amata Niscemi. Iniziamo insieme questo cammino sempre appoggiati alla Parola di Dio. La mia speranza siete voi ,vedendo questa chiesa gremita , sotto la protezione della Madonna, di santa Lucia e del beato Girolamo camminiamo spediti verso Cristo unica e sola speranza”. Padre Sebastiano, difatti, col nuovo incarico, sarà contemporaneamente parroco di San Bartolomeo, senza dimenticare dell’importante ruolo di Vicario Foraneo. Densa di contenuti e significato l’omelia di monsignor Gisana che, come suo solito, ha voluto affidarsi alla Provvidenza collegando la Parola di Dio del giorno con l’importante evento: Che cosa il Signore chiede a questa comunità? Credo sia importante. alla luce di un cammino di fede, capirlo e certamente , lo chiediamo alla Parola di oggi. Il dono della sapienza. Non la sapienza umana ma la sua sapienza. Tutti noi possediamo un pizzico di esperienza sennò non potremmo andare avanti ma non è La Sapienza di Dio. Che questa comunità chieda La Sapienza di Dio per gestire e capire i questi momenti della vita”. E riferendosi all’importante avvenimento ha continuato: “Oggi c’è un pastore domani ce n’è un’altro . Tutti siete debitori nei confronti del vostro pastore perché vi ha dato degli insegnamenti”. Per il presule l’elemento interpretativo è La Sapienza di Dio che si declina osservando i comandamenti ed in particolare il comandamento per eccellenza, ovvero quello di amare innanzitutto Dio e il Prossimo. “Il dono della sapienza non dipende dai nostri meriti ma è recepita dai piccoli del regno. Sul piano del merito, difatti, il cristiano dovrebbe collocarsi sul piano della piccolezza, che sottintende un modo di stare davanti a Dio, annullando la propria volontà ed “arrendendosi” dolcemente a lui, imparando a consegnargli la propria vita a Dio. Questo sarebbe il senso della piccolezza. “Continua a sperare e stai in silenzio davanti a Dio. Alcune cose non si capiranno mai, ma dobbiamo consegnarci a Dio. In realtà ciò che non capiamo dobbiamo lasciarlo là e accettarlo nel silenzio. Non possiamo spiegare la Sapienza” . L’acquisizione della Sapienza che il vescovo ha raccomandato a tutti, non si riduce, certamente ad un mero esercizio intellettivo o emotivo ma si concretizza nell’imitazione di Cristo Gesù: ”La Sapienza di Dio é Gesù, quindi lo è nella misura in cui noi cerchiamo di assimilare il suo modo di fare e di dire. Tutto si rivela attraverso Gesù e la sua amabilità e si concretizza attraverso il Vangelo “. Quello che conta è praticare la giustizia che è il modo di relazionarsi di con gli altri e di andare sempre oltre. “Gesù dice di andare un po’ oltre ed è quello che lui stesso chiede a questa comunità; di fare il salto di qualità; quel di più é quello che il Signore ci chiede. Il Signore possa concedere a tutti noi questo grande dono della sapienza che è Gesu”. Monsignor Gisana ha voluto, poi, durante la preghiera dei fedeli, rivolgere un accorato appello per il dramma di Niscemi che, va ricordato, fa parte della diocesi di Piazza Armerina. A conclusione, a nome della parrocchia, ha dato il saluto al vecchio e al nuovo parroco, Giovanni Libertino che rivolgendosi al vescovo ha detto:: “ Eccellenza lei è legato a questa comunità e noi siamo legati a lei. Grazie per la sua presenza. Grazie padre Sebastiano; abbiamo sentito parlare bene di lei a nome di questa comunità le dò un abbraccio; questa è una comunità umile ma che risponde sempre con gesti concreti. E’ stata costruita da padre Mario che ha sempre dato spazio a tutti i laici ; ha rifiutato il denaro; non toccava i soldi e sulla gestione é stato correttissimo, c’era un consiglio degli affari economici; sappia padre Sebastiano che da questo momento la comunità è presente.” Infine padre Mario Saddemi : “Ringrazio lei, ma anche i suoi predecessori, monsignor Vincenzo Cirrincione e monsignor Michele Pennisi. Grazie a tutti voi e un augurio speciale a Sebastiano perché lo spirito di sapienza lo possa guidare in questa comunità. Chiedo scusa e perdono per i possibili sbagli e grazie per tutto ciò che abbiamo fatto. Siamo stati argilla nelle sue mani. Questo grazie é una dichiarazione di affetto. Vi consegno una Parola di Dio, attraverso Sofonia: “Voi poveri della terra cercate il Signore, cercate la giustizia, cercate l’umiltà”. E’ chiaro, come ha sottolineato il vescovo, che padre Saddemi continuerà a recarsi in parrocchia per celebrare la messa e seguire i suoi “figli”, in armonia e collaborazione con padre Sebastiano, nom rinunciando al meritato riposo. “La Chiesa non è un’azienda – ha detto il vescovo – il pastore si riposa ma non se ne va”.
Le foto a corredo di questo articolo sono state gentilmente concesse dal fotografo Alessandro Pisano.



