“Il momento drammatico, che i cittadini di Niscemi stanno vivendo, ci tocca negli affetti più cari: essi sono nostri fratelli e sorelle, perché la loro presenza nella nostra vita è legata, e non potrebbe essere diversamente, a una professione di fede che interessa la fraternità e la sonorità in senso cristiano. Si, siamo tutti uniti, siamo una sola cosa, o come direbbe Papa Francesco, siamo tutti connessi dalla comune testimonianza per il Vangelo”. Questo quanto scrive mons. Rosario Gisana, vescovo della Diocesi di Piazza Armerina, in una lettera alla comunità diocesana letta, durante la celebrazione eucaristica di domenica scorsa in tutte le chiese della Diocesi. Tale apertura, comunica mons Gisana, “è necessaria e ci aiuta a definire la nostra scelta di Dio. L’attenzione che possiamo rivolgere ai nostri fratelli e sorelle che hanno perso la casa porta alla consapevolezza che stiamo seguendo il Signore, che la dimensione discepolare non è pura ipotesi, vuoto ritualismo che illude sulla nostra vicinanza a Dio”. Sappiamo bene che solo l’opera buona, nelle sue variegate espressioni, afferma il vescovo Gisana “è segno di autentica religiosità, o meglio è espressione di una scelta di fede che matura a forza di accogliere e provvedere alle necessità altrui”. Se l’ambito, ove ci si muove, è quello della fraternità cristiana, la piccolezza è la misura non soltanto per spronare la nostra solidarietà, ma anche per attuare un modo di essere cristiani: Ciò che ci spinge, oggi, “a prenderci cura di coloro che si trovano in questo bisogno non poco tragico è proprio la piccolezza”, afferma ancora il vescovo. Un modo questo di essere cristiani autentici, vicini ai nostri fratelli e sorelle di Niscemi, “sentendoci parte di una Chiesa che vuole camminare seriamente insieme, accogliendo e sperimentando la cosa più bella che si possa avere: lo stesso sentimento di Cristo, incarnatosi per rivelare all’umanità l’amore misericordioso del Padre”, conclude il vescovo Rosario Gisana. E’ cosi che si commisura il senso del bene comune, sapendo che quello che abbiamo è da condividere con chi non ha più nulla: Non possiamo restare inerti, insensibili al grido d’aiuto.
