Nel giorno della memoria liturgica di sant’Antonio abate, figura luminosa e affascinante che attraversa i secoli con la forza del silenzio, della fede e della compassione, si propone il dipinto di Sant’Antonio abate, un dipinto affrescato nell’eponima chiesa di Aidone, che reca la firma di un non meglio conosciuto Laurenzo di Palermo e la data del 1581. Tale dipinto desta interesse poiché riporta una serie di didascalie in volgare siciliano poste a corredo di altrettanti riquadri raffiguranti alcuni episodi relativi alla biografia del santo, e pertanto rappresenta un significativo punto di convergenza tra due tradizioni, quella linguistica e quella figurativa, che nel secolo XVI registrano importanti cambiamenti.
L’affresco dedicato a Sant’Antonio abate di Aidone, benché mutilo in varie parti, risulta nel suo insieme pienamente leggibile. Esso, probabilmente, costituisce un lacerto di una più vasta decorazione, ed è stato riportato alla luce solo di recente, a seguito di lavoro di restauro, dopo essere rimasto coperto per lungo tempo da uno strato di intonaco. Collocato sulla parete sinistra della piccola chiesa di Aidone intitolata, per l’appunto, a sant’Antonio abate, in una nicchia situata a breve distanzadall’altare, la sua figurazione segue un modello ben consolidato: al centro del dipinto, assiso su di un seggio, è infatti posto il santo, che è rappresentato con i simboli che tradizionalmente ne connotano l’iconografia, ossia il bastone, il tau, un libro aperto retto dalla mano sinistra e rivolto verso lo spettatore, l’aureola, l’abito bianco coperto da un grande mantello nero. Vicino ai suoi piedi, inoltre sono posti un maialino di colore scuro e piccolo fuoco, e in prossimità di essi si leggono le scrizioni relative a una probabile committenza (Aloisi) e alla firma dell’autore Laurenzo di Palermo.
Ai lati della figura di sant’Antonio sono poi collocati otto riquadri (quattro per parte), riguardanti scene tratte dalla sua biografia, a ciascuno dei quali corrisponde uno spazio bianco, predisposto per accogliere la didascalia correlata all’immagine. Rispetto alla sua conformazione originaria, l’affresco risulta rifatto nella parte relativa alle “storiette” poste sul lato di sinistra, a cui è stato sovrapposto un nuovo strato di pittura, sensibilmente diverso nei caratteri cromatici, nel disegno delle figure, nei panneggi degli abiti dei personaggi, nella disposizione degli elementi del paesaggio.
