11 Gennaio 2026

Ad Assisi presso la basilica di Santa Maria degli Angeli

Iniziato l’ottavo centenario della morte di San Francesco

di Gianni Virgadaula

Sabato 10 gennaio  presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola si è avuta l’apertura dell’ VIII Centenario del Transito di San Francesco con una suggestiva cerimonia che ha visto coinvolti i ministri generali delle 4 famiglie francescane (Minori, Conventuali, Cappuccini e Terz’ Ordine Regolare) oltre che i ministri provinciali venuti da tutta Italia. Importante e spiritualmente molto forte il messaggio inviato da papa Leone XIV che chiama Francesco….fratello nostro.  Uno straordinario anniversario questo, che avrà un primo importante appuntamento presso la Basilica del Santo, nel  periodo che va dal 22 febbraio al 22 marzo; 30 giorni durante i quali verranno esposte ai fedeli per la prima volta nella storia francescana i resti mortali del poverello d’Assisi. Ma tutto il 2026 verrà costellato da innumerevoli iniziative, manifestazioni ed eventi tesi a dare risalto alla immensa figura di Francesco d’Assisi, il santo della povertà e della pace, il santo così amato da Dante che lo collocò nell’ XI canto del Paradiso,  esaltandolo attraverso la voce di San Tommaso d’Aquino. Ma Francesco è noto al mondo anche per avere scritto  il “Cantico delle Creature”, attraverso cui ha raccontato le meraviglie del Creato per dare lode a Dio suo Signore. Fra gli eventi di questi 800 anni c’è pure da segnalare l’annuale Festival medievale di Gubbio che naturalmente quest’anno viene interamente dedicato all’ Alter Christus.  E quest’anno il giorno del dies natalis del santo, in quanto Patrono d’Italia, tornerà ad essere festa nazionale.

San Francesco d’Assisi, che nel 1224 aveva ricevuto alla Verna le stimmate, moriva la notte fra il 3 e il 4 ottobre del 1226 presso la Porziuncola. Cieco e assai malato, secondo la tradizione, prima di spirare volle farsi mettere nudo sulla nuda terra. Alla morte una nuvola di allodole cantò il suo trapasso e alcuni confratelli giurarono di avere visto l’anima beata del poverello involarsi verso l’Eternità.

 

 

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