Definizione: La definizione largamente accettata è quella fornita dall’Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore (AISD) , che definisce il dolore come «un’esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole associata, o simile a quella associata, a un danno tissutale reale o potenziale».
Importanza del sintomo: Il dolore è un sintomo che svolge una funzione di sentinella, poiché ci avverte della presenza di un pericolo o di un danno che interessa il nostro organismo.
Tipologia del dolore: In base alla localizzazione, il dolore può essere somatico o viscerale. Il dolore somatico è dovuto a lesioni della cute, delle mucose, dei muscoli o a fratture ed è generalmente ben localizzato. Il dolore viscerale, invece, proviene dagli organi contenuti nelle cavità toracica o addominale e si localizza con minore precisione. Spesso coinvolge aree cutanee non direttamente interessate dall’evento patologico; in questo caso si parla di dolore riferito.
Il dolore può essere transitorio, acuto o cronico. Il dolore transitorio cessa non appena viene meno lo stimolo che lo provoca, come nel caso di una puntura d’ago, di un pizzicotto, di uno schiaffo o di una calzatura troppo stretta. Il dolore acuto, invece, può essere causato da infezioni, traumi, ustioni o irritazioni dovute ad agenti chimici; alla sua base vi è un danno tissutale che tende a risolversi spontaneamente oppure attraverso un trattamento adeguato.
Quando il dolore persiste nel tempo, non è più correlabile alla causa iniziale e ha perso la sua funzione di «sentinella», viene definito dolore cronico. Quest’ultimo assume spesso un carattere invalidante dal punto di vista fisico, sociale ed emotivo.
Il dolore psichico: E’ un dolore che esprime una sofferenza interiore data da circostanze quali ad esempio il lutto o altri distacchi affettivi, malattie mentali, bullismo, mobbing, abusi ecc.
Sensibilità al dolore: Non tutti percepiscono il dolore con la stessa intensità. Esso viene vissuto da ciascun individuo come un’esperienza unica e complessa, nella quale intervengono fattori fisici, psicologici ed emotivi.
Scala del dolore: Per la misurazione del dolore esistono diverse scale che consentono di valutarne l’intensità. Una delle più semplici e utilizzate è la scala numerica, nella quale viene chiesto al paziente di attribuire al proprio dolore un valore compreso tra 1 e 10. Per il bambino in età prescolare risulta particolarmente utile la scala delle faccine, che permette al piccolo paziente di indicare, tra le diverse espressioni facciali raffigurate su una tabella, quella che meglio rappresenta l’intensità del dolore percepito.
L’attenzione Ministeriale: Dal 2001 il Ministero della Salute ha promosso specifiche iniziative finalizzate alla valutazione, al monitoraggio e al trattamento del dolore. In Italia sono attivi numerosi centri di terapia del dolore che operano con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita del paziente e dei suoi familiari.
Trattamento del dolore: Tra i principali interventi adottati, oltre a quelli farmacologici, vi sono le terapie fisiche, come la ginnastica attiva e passiva, e gli interventi psico-comportamentali, tra cui l’ipnosi, le tecniche di rilassamento, la musicoterapia, le tecniche di distrazione, la pratica di preghiera che generano conforto emotivo e riduzione dello stress.
