Ridurre le distanze tra le istituzioni e i cittadini, abbattere le barriere burocratiche e, soprattutto, proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione. Con questi obiettivi strategici il Comune di Enna ha confermato la propria disponibilità a coordinare l’avvio degli Uffici di prossimità, i nuovi presidi nati per decentralizzare e rendere accessibili i servizi della giustizia direttamente sul territorio.
L’annuncio è arrivato durante una conferenza svoltasi ieri presso l’Auditorium “Falcone e Borsellino” del Tribunale di Enna. All’incontro è intervenuta l’assessore alla Pubblica Istruzione, Marinella Adamo, che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale e del vicesindaco e assessore alla Solidarietà, l’onorevole Stefania Marino, quest’ultima impegnata a Roma per una commemorazione ufficiale in memoria di Pio La Torre.
Sportelli digitali contro l’isolamento giudiziario Gli Uffici di prossimità nascono come veri e propri sportelli periferici telematici. Attraverso queste strutture, i cittadini possono accedere ai servizi del Ministero della Giustizia senza dover affrontare lunghi e dispendiosi spostamenti verso i tribunali principali. Il progetto, frutto di una sinergia tra il Ministero della Giustizia, la Regione Siciliana, il Formez e le autonomie locali, si rivolge in particolar modo alle utenze fragili e a procedure delicate di volontaria giurisdizione, quali amministrazioni di sostegno, tutele e curatele.
Sebbene la città di Enna disponga già di una propria sede giudiziaria, il suo ruolo in questa iniziativa sarà cruciale. In quanto capoluogo, l’amministrazione è chiamata a fare da perno e a coordinare l’intera rete territoriale in una provincia che, nel corso degli anni, ha subito la pesante soppressione di diverse sedi giudiziarie nei comuni dell’hinterland.
Il Comune “ponte” verso i più deboli “Gli Uffici di prossimità rappresentano un’applicazione concreta del principio di sussidiarietà”, ha spiegato l’assessore Marinella Adamo durante il suo intervento. “Il Comune intende fare da ponte tra l’istituzione giudiziaria e le fasce più deboli della popolazione, affinché la distanza fisica o la complessità burocratica non si trasformino mai in un ostacolo all’esercizio dei propri diritti”. L’assessore ha poi sottolineato come dietro ogni istanza giudiziaria si celi spesso un disagio familiare o economico, motivo per cui i nuovi sportelli dovranno operare in stretta e costante sinergia con i servizi sociali comunali.
La strategia in tre punti per il territorio ennese Per tradurre il progetto in realtà, l’amministrazione ha tracciato tre direttrici di lavoro fondamentali per il futuro prossimo:
Integrazione sociale: Pieno raccordo operativo tra i nuovi sportelli di prossimità e la rete del welfare comunale.
Formazione e inclusione digitale: Attivazione di percorsi di alfabetizzazione digitale dedicati ad anziani e cittadini svantaggiati, affiancati da un piano formativo specifico per il personale comunale che gestirà il servizio.
Coordinamento provinciale: Istituzione di un tavolo permanente tra il capoluogo e i Comuni della provincia – tra cui Nicosia, Valguarnera Caropepe e Agira – per uniformare le procedure e garantire parità di accesso a tutti i cittadini del territorio.
“Offrire ai cittadini le competenze digitali di base significa renderli autonomi e capaci di esercitare una cittadinanza attiva”, ha concluso l’assessore Adamo. “Rendere la giustizia accessibile e vicina è il modo migliore per rafforzare la fiducia nelle istituzioni democratiche. Enna è pronta a fare la sua parte”.
