Il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle contesta lo stanziamento di 16 milioni di euro per la progettazione della nuova struttura e denuncia il trasferimento della norma nel maxiemendamento blindato, che ha evitato il confronto in Aula sull’immediato potenziamento del “Vittorio Emanuele”.
Nuove e accese polemiche investono la gestione della sanità pubblica in Sicilia. Al centro dello scontro politico c’è lo stanziamento di 16 milioni di euro approvato dal governo Schifani e destinato alla progettazione di un nuovo presidio ospedaliero a Gela. Una decisione che ha scatenato la dura reazione di Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle e vicepresidente vicario dell’Assemblea Regionale Siciliana (Ars).
L’atto d’accusa: “Cittadini privati del diritto alla salute” Secondo l’esponente pentastellato, la strategia della giunta regionale non risponderebbe alle reali ed urgenti necessità della popolazione locale. “Il governo Schifani se ne infischia dei cittadini gelesi e del loro sacrosanto diritto alla salute”, ha dichiarato senza mezzi termini Di Paola. Il fulcro della critica risiede nella scelta cronologica e strategica dell’esecutivo: “Anziché potenziare l’ospedale Vittorio Emanuele, dotandolo di personale e attrezzature, si continua a inseguire il progetto di un nuovo ospedale che rischia di vedere la luce fra vent’anni, senza offrire servizi aggiuntivi rispetto all’attuale struttura”.
Lo scontro sul maxiemendamento in Aula Oltre al merito della spesa, Di Paola solleva una forte critica sul metodo democratico e parlamentare utilizzato per approvare il finanziamento. La norma, secondo quanto denunciato, sarebbe stata inserita direttamente nel maxiemendamento blindato, sottraendola così al dibattito e al voto dell’Ars.
Una mossa che il vicepresidente dell’Ars interpreta come una vera e propria fuga dal confronto: “Una scelta dettata evidentemente dal timore che venisse approvato il nostro emendamento, che destinava quelle risorse all’immediato potenziamento del Vittorio Emanuele”. L’accusa alle forze di maggioranza è quella di aver preferito blindare il testo “piuttosto che ascoltare le richieste dei cittadini di Gela e dell’intero comprensorio, che chiedono servizi sanitari efficienti oggi, non promesse per un futuro indefinito”.
Nel mirino anche i vertici dell’Asp di Caltanissetta Il raggio delle contestazioni si allarga infine alla gestione amministrativa della sanità provinciale. Di Paola non risparmia critiche ai vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale, descrivendo una “gestione manageriale dell’Asp di Caltanissetta completamente chiusa in sé stessa e incapace di dare risposte ai territori”.
Secondo il leader siciliano del M5S, il problema non sarebbe circoscritto alla sola Gela, ma farebbe parte di un quadro di incertezza più ampio che tocca l’intera provincia, incluse le sorti del Policlinico del capoluogo nisseno. “Il diritto alla salute – ha concluso Di Paola – non può continuare a essere sacrificato sull’altare degli annunci e delle scelte politiche del governo Schifani”.
