23 Ottobre 2026

Formazione di migliaia di professionisti contro la carenza di camici bianchi

Più medici e cure migliori: così il nuovo Policlinico di Enna cambierà la sanità delle zone interne

L'approvazione del finanziamento all'Ars dà il via al potenziamento dell'ospedale Umberto I

di Giacomo Lisacchi

L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato l’emendamento al disegno di legge n. 1200 che designa ufficialmente Enna come sede del quarto Policlinico universitario della Sicilia. La norma autorizza, per l’anno 2026, uno stanziamento di un milione di euro a favore dell’Azienda Sanitaria Provinciale (Asp) di Enna. I fondi saranno immediatamente destinati alla progettazione della struttura, al rafforzamento della formazione medica e al potenziamento delle dotazioni tecnologiche dell’ospedale Umberto I.

Una firma condivisa per il Centenario La storica novità è stata presentata nel corso di una conferenza stampa al Comune di Enna, alla quale hanno preso parte il sindaco Mirello Crisafulli, il deputato regionale Fabio Venezia – primo firmatario della norma – e il direttore generale dell’Asp di Enna, Mario Zappia.

Il primo cittadino ha accolto la notizia con profondo entusiasmo, sottolineando la coincidenza temporale con un anniversario speciale: “Questo risultato arriva proprio nell’anno del centenario di Enna capoluogo di provincia; nessun regalo per la comunità poteva essere più pregiato”.

L’iter della norma e la road map dei finanziamenti Il provvedimento dà concreta attuazione all’articolo 41 della legge regionale n. 2 del 22 febbraio 2023, che originariamente istituiva il quarto Policlinico siciliano senza però specificarne la localizzazione geografica. “Il testo è stato redatto circa un mese fa a quattro mani insieme al sindaco Crisafulli”, ha spiegato l’onorevole Venezia. L’iter ha preso il via in commissione Bilancio, incassando la copertura finanziaria dell’assessorato all’Economia, per poi trovare una convergenza trasversale tra le diverse forze politiche in Aula.

Il milione di euro assegnato dovrà essere impegnato entro la fine dell’anno per avviare lo studio di fattibilità, così come previsto dal decreto legislativo 517 del 1999 sulle relazioni tra Servizio sanitario e università. La pianificazione includerà:

L’analisi dei bisogni sanitari del territorio.
La verifica della domanda di formazione medica e di ricerca scientifica.
L’individuazione delle specialità cliniche, dei posti letto e dei servizi da attivare.
Una complessiva valutazione economica, immobiliare e organizzativa.

Sinergia con Caltanissetta e task force dedicata L’obiettivo politico ed epidemiologico è chiaro: fare rete. “Abbiamo conquistato il titolo, ora dobbiamo costruire la struttura, replicando il modello vincente già usato per la nascita dell’università”, ha dichiarato il sindaco Crisafulli. “Vogliamo che questo sia il Policlinico delle zone interne, operando in piena intesa con Caltanissetta e con la sua azienda sanitaria. Non cerchiamo conflitti, ma puntiamo ad ampliare l’offerta sanitaria in tutta quest’area della Sicilia”.

Per concretizzare il progetto, Crisafulli ha chiesto al presidente del Consiglio comunale la convocazione di una seduta straordinaria aperta ai parlamentari del territorio, all’assessore regionale della Salute e al sindaco di Caltanissetta. Annunciata inoltre la creazione di una task force di personalità eccellenti che affiancherà l’Asp e l’Università Kore per monitorare passo dopo passo l’intera evoluzione burocratica.

Più medici per il sistema sanitario  Soddisfazione espressa anche dai vertici istituzionali e sanitari. Secondo il deputato Fabio Venezia, la nascita della struttura rappresenta un’opportunità di respiro nazionale: “Un policlinico in più è un’occasione strategica per formare nuovi medici, che in Italia mancano a migliaia, e per irrobustire la sanità siciliana. Per la nostra provincia significa riqualificare l’ospedale Umberto I e riorganizzare la rete ospedaliera locale, valorizzando anche i presidi periferici”.

La palla passa adesso alla fase esecutiva. “Siamo consapevoli che la strada davanti a noi è complessa”, ha concluso il direttore generale dell’Asp, Mario Zappia. “L’azienda sanitaria farà la propria parte fino in fondo, con un impegno concreto e nel rigoroso rispetto dei tempi dettati dalla norma”.

A margine dell’incontro, i relatori hanno rivolto un ringraziamento al presidente dell’Università Kore, Cataldo Salerno, e a tutti i parlamentari regionali che hanno sostenuto e votato la legge.

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