20 Ottobre 2026

benedetto il nuovo altare e presentato il progetto di ristrutturazione

Valguarnera, festa al Centro “Papa Giovanni XXIII”

di Salvatore Di Vita

Domenica 18 ottobre, in occasione della Giornata Missionaria Mondiale, il Centro Sociale «Papa Giovanni XXIII» in contrada Màrcato ha vissuto una giornata particolare, culminata con la celebrazione Eucaristica, il rito di benedizione del nuovo altare e la presentazione del progetto di ristrutturazione della casa e del progetto di accoglienza dei poveri.

Il nuovo altare rappresenta un’opera semplice ma densa di profondi significati, nata dalla collaborazione di mani, sensibilità e culture diverse. Sul cippo in legno di cipresso spicca il germoglio che spunterà dal tronco di Jesse, potente simbolo biblico di salvezza, mirabilmente scolpito dall’artista mazzarinese Salerno. Il ripiano della mensa è una pietra scartata– «quella pietra che si fa angolo» – donato dalla ditta Dragone di Raddusa. Tutta la struttura poggia inoltre su un basamentorealizzato da ragazzi musulmani,già ospiti del centro, coordinati da Gino Cannolo, volontario e componente del Consiglio di amministrazione della fondazione.

La solenne liturgia, iniziata alle ore 18:00 e presieduta dal Vescovo della diocesi di Piazza Armerina, Rosario Gisana, si è svolta interamente all’esterno, nei pressi della grande croce che domina il piazzale del Centro. Da questo luogo di singolare bellezza, lo sguardo dei presenti ha potuto spaziare libero sui monti Erei, sulla valle del Dittaino e verso la maestosa sagoma dell’Etna. La celebrazione è stata resa ancora più suggestiva dal calare del sole, che ha permesso ai fedeli di assistere al lento e poetico passaggio dalla luce del giorno al buio della sera, un mutamento naturale che ha amplificato il raccoglimento e l’atmosfera di profonda e corale spiritualità.

La celebrazione è stata arricchita dalle voci del coro parrocchiale della Matrice, dalla presenza delle confraternite, degli scout e di numerose associazioni locali e dalle autorità civili e militari. Tra i presenti in prima fila si distinguevano il sindaco Carmen Cutrona con alcuni componenti della giunta, il presidente del Consiglio comunale Carmelo Auzzino e numerosi consiglieri comunali, il Vice Prefetto aggiunto Rosalia Mirrione, il Comandante dei Carabinieri di Valguarnera Lorenzo Giannuzzo, il Comandante della Polizia Municipale Giuseppe Di Seri, la Superiora suor Alphonsa con le suore del Boccone del Povero e l’intero consiglio di amministrazione della Fondazione diocesana«Papa Giovanni XXIII».

Durante l’omelia, monsignor Rosario Gisana ha toccato corde profondissime nell’animo dei presenti, ripercorrendo le tappe fondamentali di questo luogo e ricordando come la casa sia nata nel 1971 per iniziativa di don Agatino Acireale e come, dopo aver attraversato un periodo di stasi, abbia trovato oggi una nuova e solida veste giuridica ed operativa guidata dal presidente don Samuel La Delfa. Il Vescovo ha voluto sottolineare la vocazione del centro ad accogliere tutte le forme di povertà, senza alcuna distinzione, ospitando anche diversi cittadini di fede musulmana. Proprio per dare carne a questo messaggio di fraternità, l’altare è stato preparato con una tovaglia allestita da due volontarie aiutate da una donna musulmana che, pur senza abiurare la propria fede, ha voluto collaborare attivamente insieme agli altri ospiti della struttura. Il Vescovo ha espresso parole di alta stima per questa forma di impegno comune, capace di far dialogare le diverse confessioni nel nome di un Dio che, per un suo imperscrutabile disegno, ha voluto la fioritura di diverse religioni.

Altrettanto toccanti sono state le parole del presidente don Samuel, che non è riuscito a trattenere la commozione raccontando dei suoi trascorsi con fratel Biagio Conte e del suo incontro quotidiano con i poveri della casa, testimoniando apertamente quanto gli ultimi e i più bisognosi abbiano saputo donargli e insegnargli a livello umano e spirituale. Padre Samuel ha espresso la sua gratitudine verso tutti, a partire dalla propria famiglia che lo ha sempre sostenuto, dedicando un ringraziamento speciale ai «folli» (così li ha definiti) che lo hanno seguito e continuano a seguirlo in questa bella avventura.

La serata si è conclusacon l’illustrazione del tanto atteso progetto di ristrutturazione della casa elaborato dall’architetto Antonio Calì. Gli interventi edilizi mirano a riqualificare gli ambienti del Centro «Papa Giovanni XXIII», potenziando gli spazi di ospitalità e solidarietà per far sì che questa struttura rimanga un faro di accoglienza e un’oasi di pace per l’intero territorio. Si è alla ricerca di un finanziamento, ha concluso don Samuel, accennando che c’è anche una squadra di professionisti che collabora attivamente con il Centro, tra cui l’ingegnere Massimo Giarrizzo e il geometra Felice Profeta.

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