Sempre in prima linea il settore della Funzione Pubblica afferente alla Cgil, il Sindacato, che senza nulla togliere agli altri, vanta la storia più gloriosa nelle lotte in difesa dei lavoratori. E in questa occasione la Funzione Pubblica, degnamente rappresentata dal suo Segretario Generale Provinciale Alfredo Schilirò, si sta battendo per cercare di risolvere la crisi aziendale che si è abbattuta sull’Oasi Maria Santissima di Troina, che brilla sicuramente come eccellenza nel campo della medicina e della ricerca scientifica ma qualche limite lo ha sempre avuto, per quanto ci risulta, nella gestione del rapporto con i lavoratori.
E così, Schilirò ha chiesto un incontro urgente con tutti i rappresentanti delle Istituzioni interessate per discutere, chiarire e risolvere il problema che interessa, va sottolineato, non semplici “caramelle” ma ben 700 lavoratori, in una Sicilia in cui ormai si stanno perdendo gli interessi verso le categorie deboli. La situazione economica dell’Oasi, sembrerebbe drammatica e ciò è veramente preoccupante perché ai lavoratori è stato decurtato il salario. Schilirò, quindi ha scritto al Sindaco di Troina Alfio Giachino al Deputato Regionale del Pd Fabio Venezia che, va ricordato, è di Troina, al Presidente e Direttore Generale, al Direttore Amministrativo e al Direttore Sanitario dell’Oasi Maria Santissima Michele Pitronaci , Arturo Caranna, Vincenzo Manzella e Giuseppe Calamusa nella speranza che essi colgano l’appello e si mobilitino per risolvere la crisi.
“Una situazione – dice Alfredo Schilirò- quella venutasi a creare per i lavoratori molto preoccupante visto che all’Oasi Maria Santissima di Troina lavorano diverse centinaia di persone non solo di Troina ma anche di altri numerosi comuni della zona Nord della provincia”. Oltretutto vi sono anche ritardi nei pagamenti che potrebbero portare ad un effetto domino su tutto il sistema economico locale visto che mancando gli stipendi potrebbe esserci anche una contrazione dei consumi in generale. “La direzione generale dell’azienda – prosegue Schilirò – ci ha comunicato che a causa della crisi finanziaria che sta attraversando per i mancati crediti vantati sia dalla Regione Siciliana che dall’Asp verranno decurtati gli stipendi ai lavoratori e non verranno saldati dei fornitori. Non pagare gli stipendi ai lavoratori – conclude il sindacalista- significa correre il rischio di mettere in ginocchio da un punto di vista economico un intero territorio. Ma la crisi finanziaria creerebbe disagi anche ai pazienti che usufruiscono dei servizi di ricerca, diagnosi e cura. Chiediamo quindi un incontro urgente per mettere in campo tutte quelle iniziative atte a tutelare, la struttura, i pazienti ed i lavoratori”. E mentre in questa Sicilia, da determinati Enti escono ipocriti proclami di pseudo benessere, ancora, nel 2026, la Società deve sopportare simili ingiustizie a fronte degli stipendioni dei parlamentari e dei direttori generali o si assiste, come a Enna, a politici che hanno il coraggio di aumentarsi gli stipendi nascondendosi dietro l’ipocrisia dell’applicazione di una legge. E a Palermo, davanti alle ultime inchieste della Magistratura non hanno nemmeno la dignità di dimettersi. Sono stati ormai superati i limiti della decenza. Non è possibile andare avanti così.
