A Enna ultimamente vi sono molti scrittori, si rende necessaria dunque una analisi attenta su chi meriti a pieno titolo questo appellativo e talvolta, controvoglia, bisogna fare opera di scrematura dando spazio a coloro i quali meritano di più, senza denigrare il lavoro degli altri autori che comunque fanno del loro meglio. Una persona che a nostro avviso merita il plauso per le sue opere è senz’altro Maria Rosa Emma, fucina di scritti mai sciocchi e degni di lettura. La Scrittrice sta diffondendo proprio in questi giorni, con la prefazione di Salvina Alba una raccolta di 33 racconti brevi dal titolo “Storie che riscaldano l’anima”. Ciascun racconto è contraddistinto da una forte intensità emotiva che non è affatto attenuata dalla brevità del testo. “ Il lavoro- spiega Maria Rosa Emma- non si misura in pagine ma in battiti di cuore che puntano, senza presunzione, a toccare l’anima del lettore” Nella prefazione di Salvina Alba si legge: “Storie che commuovono e storie che divertono, storie che insegnano e storie che indignano, episodi autobiografici, biografie di persone famose, da leggere tutte d’un fiato o o da gustare poco a poco, una alla volta. Il tema principale è l’amore, declinato in varie forme, un fil rouge che non si spezza, altre volte la mancanza d’amore, quel bisogno di attenzioni che provano molte donne trascurate dal marito. Storie sanguigne, effervescenti, vulcaniche, riflettono la personalità dell’autrice, chi la conosce lo sa; molti racconti hanno una morale finale come le favole di Esopo, ma i protagonisti non sono animali bensì uomini e donne che vivono, soffrono, lottano e danno lezioni sulla natura umana.” L’autrice, nel corso di alcuni lustri ha custodito numerose bozze a mò di segreto . E così i fogli sparsi, i quaderni consunti, le parole affidate rigorosamente alla pazienza delle scrittura a mano sono stati finalmente dati alle stampe. Come accade alla mente umana alcuni racconti erano stati rimossi dalla memoria di Maria Rosa Emma. A volte accade che venga voglia addirittura di dimenticare o distruggere scritti che suscitano emozioni negative. Chi scrive lo ha fatto e se n’è pentito, poiché gli scritti non vanno mai distrutti. Maria Rosa Emma li ha ritrovati nei cassetti della propria biblioteca e fortunatamente li ha ripresi offrendoli al suo pubblico ma anche a nuovi lettori che vorranno acquistare la nuova opera. Il primo racconto: “Un amico speciale” ha ricevuto una menzione di merito in un concorso letterario locale. “Ci sono racconti – riprende l’autrice- nati dall’osservazione diretta, frammenti di vita colti dall’ambiente in cui vive e dalle notizie dei tg, biografie di uomini osannati, apparentemente irreprensibili ma con scheletri negli armadi, racconto anche di donne talentuose che la memoria collettiva ha spesso ignorato, dimenticato, rese invisibili , dato che la storia è sempre stata scritta dagli uomini”. E per finire la Emma, con umiltà, definisce il suo libro uno “Zibaldone”: “Leopardi definiva il suo Zibaldone un’officina del pensiero, un diario di vita e di lavoro, un’officina dell’anima, un miscuglio eterogeneo, ed è proprio quello che ho cercato di fare”.
