Celebrata mercoledì 23 settembre solennemente nel Santuario di San Giuseppe a Enna la festa di san Pio da Pietrelcina. Ma nello stesso giorno si celebrava anche un’altro importante Servo di Dio, il vice brigadiere dei Carabinieri Salvo D’Acquisto del quale è in corso la causa di beatificazione e che Papa Francesco il 25 febbraio dello scorso anno ha dichiarato venerabile.
La celebrazione è stata presieduta da padre Pio Lovetti, sacerdote genovese, ormai si può dire ennese di adozione, che ieri, appunto festeggiava il suo onomastico, essendo stati i suoi genitori, amici personali con lo “Stigmatizzato del Gargano”. Ma come si fa a non parlare anche del parroco, padre Giacomo Zangara e del suo grande carisma dell’accoglienza verso tutti che lo distingue e fa sì che la parrocchia di San Giovanni sia frequentata da tanti cittadini. Ed erano presenti i vertici provinciali dei Carabinieri, guidati dal loro comandante, il colonnello Alfredo Beveroni, e l’Associazione Nazionale dei Carabinieri, guidata da Amedeo Cacciato per la Sezione di Enna e da Vincenzo Schillaci per quella di Nicosia. La liturgia è stata organizzata dall’accolito e vicepresidente della sezione di Enna , Ciro Picone mentre la figura del venerabile Salvo D’Acquisto, insignito della medaglia d’oro al valore militare è stata introdotta dal generale della riserva, Antonino Restuccia.
Al termine della messa il tenente Andrea Portello, comandante del nucleo operativo ha letto la preghiera del Carabiniere.
Va ricordato che Salvo D’Acquisto fu assassinato dai nazisti il 23 settembre 1943 offrendosi come vittima dopo essersi accusato di aver collocato una bomba che in realtà era esplosa accidentalmente, per salvare 22 civili che viceversa sarebbero stati fucilati per rappresaglia. In realtà come anzidetto l’esplosione era avvenuta accidentalmente ma la sete di vendetta dei feroci nazisti verso gli italiani prevalse sulla verità, come del resto accadde in centinaia di casi, durante quel triste periodo. Durante l’omelia don Pio Lovetti ha evidenziato come San Pio sia una delle figure più belle della Chiesa e della Chiesa del Meridione. “Dio non manda – perché si abbia gloria o potere ma manda perché si porti la salvezza e in questo non è da meno Salvo D’Acquisto perché, lui, un giovane che ha appena 22 anni si offre per una rappresaglia dei nazisti. È un uomo che vive per gli altri”.
Don Pio ha sottolineato che non intendeva fare grandi prediche ma desiderava evidenziare non soltanto dal punto di vista religioso ma anche da un punto di vista laico la figura del carabiniere martirizzato: “Salvo D’Acquisto è uno di quei fondamenti di ricerca del bene in questo paese È importante che tutti noi possiamo avere il coraggio di sperare, in questo paese, che ci siano ancora uomini capaci di intendere la vita in funzione degli altri”.
Poi rivolgendosi ai numerosi uomini dell’Arma presenti in chiesa ha detto: “lavorate per dare speranza. Domandiamoci per cosa siamo chiamati. Volete pensare all’ultima notte di Salvo D’Acquisto quando decide, spiazzando tutti a cominciare dal comandante nazista , di offrire la propria vita per gli altri?” Ognuno di noi nel proprio piccolo è chiamato a domandarsi per quali persone è chiamato a dimenticarsi di sè stesso. “Ci sono uomini che non mettono al primo posto solo sé stessi, a chi sono mandato chi ha bisogno di me? Qual è il bene che non è solo per me ma è per altri”?Don Lovetti ha concluso con una domanda che deve far riflettere tutti: “Chi oggi ha più intenzione di parlare di eroismo, di bene comune, di donazione di sé nel disinteresse?”
A chiusura il Comandante Alfredo Beveroni ha pronunciato delle parole molto significative: “Ringrazio tutti i presenti e don Pio per la splendida omelia. Questa ricorrenza è molto importante e non ci sono colleghi in congedo, perché Carabinieri si rimane per sempre. Salvo D’Acquisto è un modello ed è importante essere ispirati a lui”. Le foto a corredo di questo articolo sono state gentilmente concesse dal fotografo Donello Scarpinato.


