Oggi la Chiesa Siciliana venera Maria, facendo memoria della lacrimazione, per la diocesi di Siracusa e Maria SS. Sotto il titolo di Gibilmanna nella diocesi di Cefalù.
Per quando riguarda il titolo di Maria di Gibilmanna spieghiamo subito che il termine Gibilmanna deriva dall’arabo Gebel-el-man o Gebel-el-mann, composto da gebel (monte) e manna, assumendo il significato di ‟monte della mannaˮ. Pertanto, la Madonna di Gibilmanna ha il suo titolo a partire dal toponimo che identifica la località sulle Madonie (frazione di Cefalù) dove sorge il celebre santuario mariano e si lega alla tradizione del luogo e alla presenza dei frassini da cui si estrae la manna. Mentre il simulacro del Gaggini è Maria col bambino, mentre sotto nella base è raffigurata la dormizione Marie. L’antica tradizione venera in tale simulacro l’Assunta.
Ma torniamo all’attuale titolo: Madonna di Gibilmanna, e come dicevamo tale titolo nasce dall’associazione di Maria al nome dato al territorio. Dunque, il nome e titolo dato a Maria si prestano ad una nuova lettura teologica, il quale si presta a leggersi così: Maria è quella terra nuova, di cui parlano i salmi attribuiti a Maria, che donala vera manna, Cristo Gesù, pane disceso dal cielo. In tale senso la Chiesa siciliana è quasi abbracciata dalla parte occidentale e da quella orientale dalla sua Madre meravigliosa.
Attenzioniamo la memoria della lacrimazione manifestatasi a Siracusa e cerchiamo di ricavarne il senso teologico e spirituale. Un fenomeno straordinario che per capirlo ne attenzioniamo semplicemente due aspetti. Ovviamente prima di tutto il fenomeno va incastonato nella storia e dentro lo scenario mondiale della Chiesa esso va collochiamolo dentro il quadro ecclesiale. Bisogna subito precisare che il Papa Pio XII nel giubileo del’1950, il 1° novembre, promulgava con la costituzione apostolica Munificentissimun Deusil dogma dell’assunzione di Maria vergine in anima e corpo, mentre tre anni dopo, dal 29 agosto il 1° settembre 1953, a Siracusa Maria manifesto il pianto e si costato che erano lacrime umane. Il fenomeno dentro tale cornice storica a primo acchito dice una verità profonda: Il Cielo confermava il dogma dell’assunzione da sempre creduto fin dall’antichità, ma mai promulgato, fino ad allora, come dogma. Inoltre, Ella con tale manifestazione richiama tutti noi che la realtà della vita non si chiude con la morte, ma essa continua oltre e noi saremo, come è già Maria, persone vive lì, in cielo, in Dio. Ora Maria se già in cielo si manifesta viva, vitale col suo corpo sensibile Ella manifesta questa realtà. La memoria di oggi, in continuata con l’assunta, dice che noi simo fatti per la vita in Dio e quindi fin d’ora dovremmo camminare su questa terra con il dovuto distacco dalla terra e lo sguardo fisso al cielo perché il nostro vivere anela al Cilo. L’altra verità che in questo fenomeno è manifestata è che in Maria, la quale coopera con Dio, è manifestata la maternità e la tenerezza di Dio, il quale ha compassione degli uomini, suoi figli. Inoltre, la manifestazione è avvenuta in un quadretto, quale capezzale di una coppia, di una famiglia. Pertanto, per certi aspetti questo pianto sul letto di una coppia dice che noi simo chiamati ad essere la famiglia di Dio, noi simo chiamati ad essere uniti, nella reciprocità dell’amore ad appartenerci gli uni gli altri. Ella manifesta la compassione che dopo duemila anni di cristianesimo i cristiani non manifestano il loro essere famiglia. Inoltre, Ella piange e manifesta il dolore, oggi, della disgregazione della famiglia, la quale biblicamente dovrebbe essere segno di Dio trinità, società o famiglia di comunione. Allora guardiamo Maria e in Lei sentiamoci benedetti, toccati dalla tenerezza di Dio che ha compassione per noi e ci richiama a tornare a Lui, alla fraternità. Buona giornata e viva Maria.
