Si approssima il Consiglio Comunale durante il quale si dovrebbe discutere sul sacrosanto problema dell’amianto nella, “per qualcuno dismessa”, miniera di Pasquasia. Il discorso che ci accingiamo a fare, parte da lontano e innanzitutto da una precisazione: taluno avrebbe malevolmente detto che chi scrive “è stato uno dei principali sponsor di Crisafulli”.
Ringraziamo costui o costoro per l’enorme potere che ci attribuiscono , ma non pensiamo di possederlo. Se lo avessimo ci saremmo candidati a sindaco. Fatta questa precisazione, andiamo avanti con il discorso miniera. In merito alla questione Pasquasia ci sta sembrando che si stia diffondendo un clima di grande ipocrisia e per questo motivo, come giornalista, chi scrive è tentato di disertare per protesta il Consiglio Comunale di giorno 7 settembre. Ciò non significa che non si informerà comunque sull’esito dell’assise e non se ne occuperà, anzi, tutt’altro. Perché di questa decisione? È presto detto: di tutto si sta parlando, di tutto si sta discutendo fuorché della vicenda scandalosa e misteriosa che ormai da molti anni avvolge quel sito minerario, ovvero, se ci siano o non ci siano nelle sue profondità, le scorie radioattive. Se non ci sono, possono pur parlare dell’amianto, ok, ma se dovessero esserci, a cosa serve parlarne, se già la presunta scaturigine di tante malattie oncologiche gli ennesi e i nisseni l’avrebbero proprio sotto il deretano? Perché questa “Madre di tutte le ipocrisie” che vede coinvolti tutti i partiti? Perché nessuno ne parla? Azzardiamo delle ipotesi: paura della mafia? È coinvolta la massoneria con i suoi colletti bianchi?
Se qualcuno pensa che noi dobbiamo tacere è libero di sognare. Noi non siamo i lacchè di nessuno e vogliamo conoscere una volta per tutte, in nome del popolo ennese, la verità su Pasquasia. Gli ennesi ne hanno diritto e qui la politica tutta sta calpestando un diritto legittimo. Andremo avanti ad oltranza scrivendo sulle scorie radioattive anche se dovessimo essere “Voce di uno che grida nel deserto”. Si approssimano le elezioni regionali e quelle politiche. Gli ennesi desiderano sapere da chi li rappresenta e da chi si candiderà a rappresentarli, se, come si diceva, la miniera sia ancora produttiva e se sia il caso di riaprirla, poiché dalla sua produttività e dal suo indotto potrebbero scaturire centinaia di posti di lavoro. Se così fosse non si riesce a capire il perché di questo mutismo e crediamo proprio sia il caso di dare un segnale concreto e netto, rompendo questo muro di silenzio e smettendola di giocare e fare propaganda con la nostra salute. Giorno sette gli ennesi attendono oltre che una risposta sull’amianto, anche questa risposta. E noi continueremo ad essere attenti e vigili qualsiasi eventuale posizione verrà fuori sia sull’uno sia sull’altro argomento.
