16 Luglio 2026

Leggerezza, creatività e tanto movimento

La partita con mamma e papà” nelle carceri della diocesi

Young Caritas porta il gioco oltre le sbarre

di Stefania Libro

 

Di Stefania Libro

 

Nel mese di giugno, le carceri della diocesi di Piazza Armerina hanno vissuto giornate diverse dal solito: giornate che profumavano di infanzia, di attesa, di abbracci trattenuti e poi liberati.

È tornata “La partita con mamma e papà”, l’iniziativa nazionale promossa da Bambini senza sbarre, anche quest’anno gli istituti penitenziari diocesani di Piazza Armerina, Enna e Gela hanno scelto di viverla con l’energia sempre nuova, dei giovani di Young Caritas, impegnati nel progetto “Giochiamo a Giocare” attivo dal 2019, perché il gioco nella sua semplicità può ricucire le distanze.

Tra mattina e pomeriggi, l’area dei passeggi, i cortili e le sale degli istituti si sono trasformati in piccoli mondi a misura di bambino, a misura di famiglia.

I papà, momentaneamente privi della libertà, hanno potuto giocare con i propri figli: una corsa, un pallone, un gioco fatto insieme, un gesto semplice che diventa ponte. La tenerezza era ovunque: negli occhi dei bambini che cercavano il volto del papà, nelle mani dei genitori che nella gioia abbracciavano i loro figli.

I giovani di Young Caritas hanno portato leggerezza, fantasia e tanto movimento. Con la loro animazione hanno trasformato gli spazi penitenziari in luoghi di gioco e amore, dove il carcere sembrava arretrare per lasciare spazio a ciò che conta davvero: la relazione, la presenza, la possibilità di sentirsi famiglia anche dentro un luogo che famiglia non è.

Al termine delle attività, genitori e figli hanno condiviso merendine, dolci, rustici e pizzette: un gesto semplice, quasi quotidiano, ma dentro il carcere capace di diventare un momento di intimità familiare. Un piccolo “stare insieme” che vale più di mille parole.

Queste giornate sono nate dalla sinergia viva e costante con le Case Circondariali, in particolare con le Direzioni, le Aree Trattamentali e il Corpo di Polizia Penitenziaria, che ogni anno stimolano, sostengono e accompagnano l’iniziativa con sensibilità e attenzione.

La loro presenza non è soltanto organizzativa: è un segno concreto di apertura, di fiducia e di volontà di costruire percorsi che mettano al centro la persona e la famiglia. Accanto a loro, anche i cappellani delle tre strutture hanno condiviso il cammino, offrendo ascolto, vicinanza e uno sguardo capace di riconoscere il valore educativo e umano del gioco.

Le tre iniziative realizzate negli istituti penitenziari della diocesi sono state possibili grazie al fondo nato dalla donazione del Premio “Pino Grimaldi” del Lions Club di Enna.”, conferito nel mese di maggio 2026 dal Lions Club di Enna ai giovani di Young Caritas.

Un premio che non è rimasto simbolo, ma si è trasformato in opportunità, in incontri, in abbracci: in vita condivisa.

 

 

 

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