14 Luglio 2026

La storia e il culto a Scala Coeli

LIBRI La Madonna del Carmine

Il volume “La Madonna del Carmine. La storia e il culto a Scala Coeli”, pubblicato da “Parola di Vita” nella collana Quaderni, si inserisce nel filone delle opere che documentano le tradizioni religiose dei piccoli centri dell’entroterra calabrese. L’autore, Raffaele Iaria, originario del luogo, ricostruisce la storia della devozione locale alla Vergine del Carmelo, collocandola all’interno di un quadro più ampio – nazionale e calabrese – che comprende territorio, memoria comunitaria e spiritualità carmelitana.

Nella prefazione, l’arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Maurizio Aloise, sottolinea la dimensione personale che attraversa il lavoro: “È proprio questa radice affettiva e spirituale – scrive nella prefazione – che attraversa tutto il libro: nelle sue pagine si avverte la gratitudine filiale di chi, guardando a Maria, trova consolazione, forza e un senso profondo di appartenenza. Come accade a molti figli della nostra terra, anche per Iaria la festa della Madonna del Carmine rappresenta un richiamo identitario, capace di custodire memoria, fede e tradizioni”. Il volume, tuttavia, si presenta soprattutto come un tentativo di sistematizzare materiali storici e devozionali, offrendo un quadro organico della presenza carmelitana nel territorio.

La parte introduttiva ricostruisce l’evoluzione del contesto locale: dalle vicende storiche alle trasformazioni della chiesa, fino agli elementi che hanno contribuito a consolidare la devozione. L’autore evidenzia la necessità di preservare la memoria dei piccoli centri, spesso esposti al rischio di marginalizzazione.

Il nucleo centrale del libro è dedicato alle origini dell’Ordine Carmelitano e alla sua spiritualità mariana. Iaria propone una sintesi delle principali fonti, con particolare attenzione al ruolo di Maria nella tradizione dell’Ordine. Un capitolo specifico è riservato allo Scapolare, analizzato attraverso la vicenda di Simone Stock e le parole dei pontefici. Lo Scapolare viene presentato non solo come simbolo devozionale, ma come un “abito” che richiama un percorso di fede e appartenenza.

Una sezione del volume è dedicata alla festa del 16 luglio, descritta nelle sue componenti rituali e comunitarie: processione, permanenza della statua nella chiesa, pellegrinaggi, partecipazione dei fedeli. L’autore include anche una preghiera da lui composta. La postfazione, firmata da padre Giovanni Grosso, archivista generale dei carmelitani, si concentra sul significato del nome del paese. Scala Coeli, osserva, è “prima di tutto un titolo mariano di profondo significato. Al di là dell’origine del toponimo, il titolo ci parla di una caratteristica di Maria, direttamente derivata dalla sua unica e profonda unione con il Figlio, Gesù Cristo. È evidente che il titolo nasce dalla conformazione del luogo, che invita alla salita e all’avvicinamento con il cielo, da sempre simbolo della presenza del divino: salire su un monte significa accostarsi alla sede di Dio e ricevere da Lui benedizione, protezione e aiuto”.

Nella stessa riflessione, p. Grosso definisce Maria del Carmelo come “la Patrona, che ci protegge e ci chiama al servizio del Signore, di sé e degli altri. È la Madre di Dio, che ci invita ad accogliere con libera disponibilità la parola del suo Figlio. È la Vergine delle vergini, che ci invita a seguire Gesù con purezza di cuore. È la Sorella, che ci accompagna e ci guida nei sentieri talvolta impervi della vita. È colei che ci dona lo scapolare, segno di affidamento, di protezione e memoriale di impegno nella vita battesimale, che ci riveste e ci prepara all’incontro finale con la Trinità nella gioia del paradiso. Insomma, la venerazione della Madonna del Carmine si traduce in un forte invito alla vita cristiana nella sua pienezza, a servire Maria seguendola nell’ascolto obbediente della Parola di Dio, nell’unione con Gesù (che per noi avviene attraverso i sacramenti), nell’adesione al progetto universale di salvezza, quindi al servizio caritatevole verso tutti, specialmente i più poveri”.

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