Per la prima volta nella sua storia, la città di Enna si appresta a celebrare la ricorrenza del 25 luglio attraverso una storica e simbolica iniziativa: la “pastasciutta della Resistenza” della famiglia Cervi. Con una proposta d’indirizzo presentata in Giunta, il sindaco Mirello Crisafulli ha annunciato la volontà di promuovere una grande festa pubblica nel cuore della città. L’obiettivo è ricordare solennemente la giornata del 25 luglio 1943, data in cui l’arresto di Benito Mussolini segnò la storica caduta del regime fascista in Italia.
Il valore storico della “pastasciutta” e il legame con il territorio Come ha tenuto a ricordare il primo cittadino, la distribuzione della pastasciutta affonda le sue radici in un episodio preciso della memoria nazionale. Nella notte del 25 luglio 1943, non appena si diffuse la notizia della destituzione del Duce, la famiglia Cervi decise di festeggiare distribuendo pasta a tutta la popolazione nella piazza di Campegine, in Emilia. Da allora, quel generoso gesto spontaneo è diventato un appuntamento cardine della memoria antifascista italiana.
La scelta dell’amministrazione Crisafulli non è casuale, ma si lega strettamente a un cruciale fatto storico che tocca da vicino il territorio ennese. A eseguire materialmente l’arresto di Mussolini a Villa Savoia fu infatti anche il capitano dei Carabinieri Paolo Vigneri, originario di Calascibetta. Proprio in virtù di questo legame, il sindaco ha annunciato che inviterà ufficialmente l’intero Consiglio comunale di Calascibetta a prendere parte alle celebrazioni, rendendo così omaggio alla memoria dell’ufficiale.
Il quadrivio di Enna Bassa diventa “Area della Resistenza” Alla manifestazione gastronomico-culturale si affiancherà un’importante operazione di toponomastica urbana. L’area “Antonello Da Messina”, presso il quadrivio di Enna Bassa, verrà interamente rinominata “Area della Resistenza” e sarà dedicata ai partigiani del territorio.
Nello specifico, ogni piazza del complesso porterà il nome di un combattente ennese. La prima di queste sarà intitolata a Pompeo Colajanni, celebre con il nome di battaglia “Barbato”. Colajanni fu tra i principali comandanti della Resistenza in Piemonte e un protagonista assoluto della liberazione di Torino. Fortemente legato a Enna per radici familiari e per la successiva attività politica – fu deputato, membro del Comitato centrale del PCI, vicepresidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, segretario delle federazioni comuniste di Enna e Palermo e consigliere nazionale dell’ANPI –, “Barbato” rappresenta una delle figure di massimo riferimento della lotta di liberazione per la comunità locale.
Le parole del sindaco “Se fu Benito Mussolini a istituire Enna provincia, non possiamo e non dobbiamo dimenticare il ruolo tragico che la sua figura ha esercitato, trascinando l’Italia in guerra e mettendo la popolazione in ginocchio”, ha dichiarato fermamente il sindaco Crisafulli. “Con la pastasciutta dei fratelli Cervi e la futura intitolazione delle piazze ai partigiani vogliamo restituire alla città, in modo tangibile, i valori fondamentali della Resistenza“.
