8 Giugno 2026

A Pietraperzia per il secondo anno consecutivo la Lunga notte delle chiese

Prendersi cura della Casa comune

I temi dell'ecologia integrale sviluppati sulla chiamata di S. Francesco

di Gaetano Milino

Per il secondo anno consecutivo la comunità ecclesiale di Pietraperzia – unica in tutta la diocesi – ha aderito alla manifestazione “Lunga notte delle Chiese”. L’evento si è svolto nella chiesa di “Santa Maria di Gesù” L’iniziativa, a livello nazionale, è arrivata all’undicesima edizione.
“Abbiamo costituito un piccolo comitato – ha dichiarato don Giuseppe Rabita – ed aderito alla manifestazione nazionale promossa dall’Associazione bellunolanotte.com. L’iniziativa, nel tempo, ha visto l’adesione di molte altre comunità, parrocchie, diocesi, associazioni, e, quindi, si è diffusa ed estesa, in tutta Italia.
Anche noi abbiamo voluto valorizzare il nostro patrimonio artistico oltre a quello che noi siamo capaci di produrre a Pietraperzia. Si tratta di una serie di attività che ruotano attorno ad un tema. L’anno scorso il tema era “Abbracciami”. Quest’anno il tema è in sintonia con l’ottavo centenario della morte di San Francesco e prende lo spunto da quando il crocifisso di San Damiano disse a Francesco Va’ e ripara la mia casa’. La parola casa, quindi, è diventato il tema conduttore di quest’anno, dove per “casa” noi intendiamo che cosa dobbiamo curare”. “San Francesco capì che doveva riparare: la Chiesa non come edificio ma come Istituzione. Da questa parola casa il tema indica cosa noi dobbiamo custodire e ricostruire; riparare la Casa Comune, prenderci cura del Creato. Dobbiamo prenderci cura, inoltre delle relazioni sfilacciate (in questo tempo di individualismo), prenderci cura della comunità cittadina e locale, della nostra comunità ecclesiale”. “Tutto questo – conclude don Rabita – lo abbiamo detto attraverso la musica, la poesia, l’arte, la danza, attraverso la preghiera. Tutti questi ambiti dell’espressione umana convergeranno su un unico tema che è, appunto, prenderci cura gli uni con gli altri”. “Abbiamo scelto Santa Maria di Gesù – ha detto Carmela Arcidiacono dell’Azione Cattolica locale – perché questa è una chiesa francescana. Il 2026 infatti si celebra il Giubileo di San Francesco”. Il tema è stato illustrato attraverso la lettura di brani dell’Enciclica “Laudato Sì” di Papa Francesco”. Pina Attanasio ha sottolineato: “è stata una serata gioiosa perché San Francesco era così. Una serata piena di eventi ma con l’unico messaggio della Fraternità”.

Tra gli interventi il cappuccino fra’ Giovanni Pollani – del convento San Michele di Caltanissetta – che ha illustrato le caratteristiche del crocifisso di San Damiano e sottolineato il cammino di fede che ognuno di noi deve percorrere al pari di quello del santo di Assisi. Subito dopo, l’esibizione del piccolo coro di voci bianche dell’associazione “Musica è Vita”. Dopo la recita di una poesia di Matilde Puzzo, il coro “Magnificat” di Barrafranca che hanno seseguito i brani “Alto e Glorioso Dio” e “Dolce Sentire” composto da Ritz Ortolani e P. Jean-Marie Benjamin. L’ultimo pezzo, “Luce al Cuore”, composto proprio dal Coro “Magnificat”. “Si tratta di un brano scritto da noi – ha dichiarato Claudio Paternò – vivendo, ad Assisi, l’esperienza davanti al Crocifisso di San Damiano, quello originale che parlò al cuore di Francesco”. “Speriamo, con questo canto, di poter parlare anche noi al cuore dell’uomo ma, soprattutto, di sollecitare il cuore dell’uomo per custodire la meraviglia del Creato che è, appunto, la Nostra Casa Comune”. La serata è poi continuata con l’artista Gianluca Micciché che ha illustrato il “Perdono di Assisi”, un olio su tela realizzato nella seconda decade del 1800 – dal pittore calatino Giuseppe Vaccaro e che si trova nel presbiterio della stessa chiesa.
Subito dopo, lettura del secondo brano dell’enciclica ad opera di Tiziana Traina e, a seguire, spettacolari “Giochi di Luce” realizzati da Letizia Tamburello e dalla sua equipe. Durante la serata pure l’esibizione della Banda Musicale Cittadina “Maestro Vincenzo Ligambi”. Le fasi finali intorno a mezzanotte hanno visto la lettura del terzo brano dell’enciclica, l’Adorazione eucaristica, la preghiera Finale “Per La Nostra Terra” e l’Abbraccio di Pace al ritmo del canto ebraico “ Evenu Shalòm”. In chiusura si é proceduto con la messa a dimora di alcune piante grasse nei grandi vasi di piazza Vittorio Emanuele.

 

 

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