26 Maggio 2026

PIAZZA ARMERINA

Una Nuova Pentecoste nel Cuore della Sicilia

Il Ritiro del Movimento Cattolico Pentecostale Mariano

di Redazione

Nel weekend della solennità di Pentecoste, la Diocesi di Piazza Armerina ha vissuto un momento di straordinaria grazia e rinnovamento spirituale.

Il Movimento Cattolico Pentecostale Mariano (MCPM), realtà ecclesiale fondata dalla coppia coniugale Agostino e Marie Christelle Ricotta, ha radunato i propri gruppi di preghiera per un intenso ritiro spirituale incentrato sul ruolo dello Spirito Santo e dei suoi carismi nella vita della Chiesa contemporanea. L’evento ha visto la significativa partecipazione e il sostegno del Vescovo della Diocesi di Piazza Armerina sua eccellenza mons. Rosario Gisana e dei suoi collaboratori, segnando un passo importante nell’integrazione e nella fioritura del movimento nel territorio.

Alle radici del Movimento: un’identità Carismatica e Mariana, nato idealmente a Medjugorje nel 2012 dal consenso interiore e dall’abbandono fiducioso dei suoi fondatori, e approvato in via definitiva l’8 giugno 2023 da mons. Angelo Giurdanella (Vescovo di Mazara del Vallo), il MCPM si caratterizza per una spiritualità che fonde l’eredità del Rinnovamento Carismatico con una profonda devozione mariana. Come suggerisce il nome stesso – fortemente voluto dal discernimento ecclesiale che vi ha apposto il sigillo del termine “Cattolico” –, il movimento ricorda che la Chiesa nasce pentecostale e mariana nel Cenacolo. La Vergine Maria, definita teologicamente come la “Sposa dello Spirito Santo” e “Pneumatofora” (portatrice dello Spirito), è colei che attira il Paraclito e conduce i fedeli a una radicale conversione del cuore.

Il ritiro ha preso il via nel pomeriggio di sabato con canti, una vibrante invocazione allo Spirito Santo e un prolungato tempo di preghiera di lode, alla presenza del Vescovo diocesano. Successivamente, il fondatore Agostino Ricotta ha tenuto la prima catechesi teologico-pastorale. Agostino Ricotta ha aperto i lavori tracciando un excursus nell’Antico Testamento, dove Dio Padre prometteva l’effusione universale dello Spirito, per poi concentrarsi sulla Prima Lettera di San Paolo ai Corinzi (capitoli 12, 13 e 14). Citando l’esortazione paolina ad “aspirare ai carismi più grandi” (1 Cor 14,1), ha spiegato come il termine greco utilizzato, “zeloute”, indichi un’aspirazione ardente, un’impazienza dell’amore che ricerca gli strumenti per servire meglio la comunità. Questo slancio profetico e carismatico trova una perfetta sponda nel Magistero della Chiesa. Nel documento Iuvenescit Ecclesia (2016), la Congregazione per la Dottrina della Fede ribadisce infatti la coessenzialità tra i doni gerarchici e i doni carismatici nella vita e nella missione della Chiesa: i carismi non sono elementi accessori o legati al passato, ma doni provvidenziali che lo Spirito suscita oggi per ringiovanire il Corpo di Cristo e renderlo capace di evangelizzare. I carismi – in particolare la profezia, che Paolo preferisce perché edifica, esorta e consola (1 Cor 14,3) – sono l’equipaggiamento necessario per annunciare il Vangelo non con “discorsi persuasivi di sapienza umana, ma con la manifestazione dello Spirito e della sua potenza” (1 Cor 2,4).

Nella seconda parte del suo intervento, il fondatore ha esaminato la natura dell’unzione spirituale, descritta come il soffio dello Spirito che riposa sulla vita del credente. Agostino Ricotta ha ammonito l’assemblea sul fatto che l’unzione non viene distrutta dalle persecuzioni esterne, ma viene erosa dall’interno da peccati segreti che addolorano lo Spirito. Ha così elencato i principali ostacoli interiori: L’orgoglio mascherato da maturità, che chiude le porte alla correzione; Il risentimento e le offese non perdonate, che agiscono come veleno impedendo al cuore di trasportare l’olio divino; I piccoli compromessi quotidiani e la dipendenza dall’approvazione altrui; La paura che diventa disobbedienza, bloccando l’audacia di consegnare una parola profetica; Il desiderio di essere visti sul “palco” anziché consumarsi nel segreto dell'”altare”; L’orgoglio spirituale, l’invidia per i doni altrui e la disobbedienza giustificata da scuse personali .

La strada indicata per la restaurazione dell’unzione è un cammino di santità autentica, fatto di confessione onesta, umiltà, perdono vicendevole e ritorno all’intimità della preghiera segreta. La giornata di sabato si è conclusa con la celebrazione della Santa Messa, presieduta da padre Pietro Riggi, assistente spirituale del MCPM. Al termine della liturgia, la comunità ha vissuto uno dei momenti più intensi del ritiro: un’adorazione eucaristica prolungata per tutta la notte. Dai giovani ai più anziani, i fedeli si sono alternati in un clima di silenzio, grazia e profonda comunione con il Signore Gesù.

La domenica di Pentecoste si è aperta con il canto delle Lodi, inserito in un rinnovato tempo di lode comunitaria. È seguita la catechesi di padre Fabricio Caetano Barbosa, sacerdote della comunità brasiliana della Copiosa Redenzione e amico del MCPM, il quale ha focalizzato il proprio intervento sulla necessità di custodire e coltivare una seria vita spirituale personale, unico presupposto per permettere allo Spirito Santo di operare liberamente in ciascuno.

Il momento culminante ed esperienziale del ritiro si è svolto subito dopo la catechesi domenicale, con la preghiera di intercessione per i fratelli. Sono stati formati cinque gruppi di preghiera: tre guidati dai membri adulti che hanno già ricevuto l’effusione dello Spirito, e due affidati interamente ai giovanissimi del movimento.

In questo frangente, la teologia si è fatta carne. Lo Spirito Santo si è manifestato visibilmente attraverso i carismi profetici della “parola di conoscenza” e della guarigione. Molti partecipanti sono rimasti profondamente scossi nel vedere i fratelli che pregavano per loro descrivere con precisione aspetti intimi e nascosti della loro vita passata o presente, senza che vi fosse alcuna conoscenza pregressa. Un dinamismo evangelico che ricalca l’incontro di Gesù con la Samaritana al pozzo (“Mi ha detto tutto quello che ho fatto” – Gv 4,39): una rivelazione del cuore che non giudica, ma manifesta l’amore misericordioso di un Dio che dice “Io ti conosco e ti amo così come sei”. Tra commozione e lacrime, tantissimi fedeli hanno sperimentato la certezza di aver ascoltato la voce viva del Signore.

L’azione del Consolatore ha toccato anche i corpi, registrando due guarigioni fisiche istantanee durante l’intercessione: un ragazzo, affetto da un persistente e severo dolore allo stomaco, ha visto cessare ogni sintomo durante la preghiera; parallelamente, un membro del gruppo, che da tempo soffriva di dolori acuti alla spalla tali da impedirgli il sonno notturno, ha riacquistato la totale mobilità e l’assenza di dolore. Prodigi vissuti con profonda umiltà, che confermano come i carismi siano tuttora l’equipaggiamento ordinario promesso da Gesù a “coloro che credono” (Mc 16,17) per portare avanti il Suo metodo pastorale nel mondo contemporaneo.

Una realtà in crescita nella Chiesa siciliana. I gruppi del Movimento Cattolico Pentecostale Mariano continuano a diffondersi capillarmente nelle diverse Diocesi della Sicilia, offrendo percorsi formativi incentrati sul Battesimo nello Spirito, sul “Patto di Alleanza” con la Trinità e sulla consacrazione mariana. Nella Diocesi ospitante di Piazza Armerina, un punto di riferimento stabile è rappresentato dal gruppo “Totus Tuus Maria” operante nel comune di Barrafranca, guidato dalla coppia di responsabili Gaetano e Federica Nicolosi, che si riunisce fedelmente ogni giovedì alle ore 20:00 presso la Chiesa Maria Ss. dell’Itria guidata spritualmente dal parroco don Luigi Sansone e da padre Pietro Riggi.

Il ritiro si è concluso sotto lo sguardo protettivo di Maria, invocata con gioia dai partecipanti. L’evento di Piazza Armerina non rappresenta un punto di arrivo, ma il rilancio di un mandato missionario: tornare alla freschezza degli Atti degli Apostoli, svuotandosi di sè stessi per lasciare che lo Spirito Santo sia il vero e unico Signore della vita quotidiana.

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