Dalle radici siciliane ai vertici della musicologia internazionale: il mazzarinese Matteo Quattrocchi riceve il prestigioso premio (categoria giovani) della Fenice di Venezia “Una vita nella musica”. Il giovane
musicologo e dirigente scolastico di origini mazzarinesi si sta distinguendo nel panorama internazionale per l’originalità delle sue ricerche sulle prassi esecutive operistiche. L’assegnazione del premio, tra i più ambiti nel settore, giunge a coronamento di un percorso accademico e scientifico di altissimo profilo.
La giuria ha motivato la scelta sottolineando la capacità di Quattrocchi di affrontare con estremo rigore filologico il “labirinto” del Nerone di Arrigo Boito. Lo studioso è riuscito, attraverso un’analisi minuziosa degli autografi conservati presso l’Archivio Storico Ricordi e la Biblioteca Palatina di Parma, a ricostruire le profonde discrepanze tra la volontà originaria di Boito e la versione postuma completata da Arturo Toscanini per la “prima” del 1924. Un lavoro che, secondo gli esperti, ha il merito di aver riportato alla luce un’idea teatrale rimasta per un secolo sepolta sotto stratificazioni orchestrali successive.
Il nome di Matteo Quattrocchi è strettamente legato a Mazzarino, dove ha mosso i primi passi come fondatore della Scuola di Musica InArte e colonna portante dell’Associazione “Santa Cecilia”. Dopo la formazione in clarinetto e direzione, la sua carriera ha preso il volo presso l’Università degli Studi di Milano, dove nel 2019 ha conseguito la laurea in Musicologia sotto la guida di Emilio Sala con una tesi su “La traviata verdiana”.
Il percorso è proseguito con il dottorato di ricerca all’Università di Verona, conseguito nel 2024 con la supervisione di Vincenzo Borghetti. Proprio la sua tesi dottorale è stata oggetto, nel 2025, del Premio Editoria dell’Associazione DeSono, che ne ha curato la pubblicazione con la casa editrice LIM.Una figura poliedrica quella di Quattrocchi che si divide tra l’impegno scientifico e quello istituzionale. Oltre a far parte del gruppo di ricerca per l’Edizione Nazionale delle opere di Arrigo Boito, ricopre da alcuni anni il ruolo di dirigente scolastico. Una vocazione, quella per la formazione, che lo vede attualmente impegnato nel completamento di un Master di II livello in Leadership and Management in education presso l’Università di Roma Tre.La giuria della Fenice ha voluto premiare proprio questa sua natura trasversale, definendolo:«Uno dei giovani studiosi più interessanti di una generazione che sta superando con ottimi risultati la tradizionale separazione tra speculazione teorica e prassi esecutiva».
Con questo nuovo alloro veneziano, Matteo Quattrocchi consolida la sua posizione come voce autorevole nella critica e nella divulgazione musicale. Prosegue intanto la sua attività di ricerca incessante sulle prassi esecutive dei grandi direttori d’orchestra, confermandosi come un esempio di eccellenza capace di coniugare la carriera accademica con la gestione delle istituzioni educative.Quattrocchi rimane per Mazzarino unsimbolo di dedizione. La sua ascesaprofessionale è la testimonianza che lapassione, se nutrita dallo studiorigoroso, non conosce confinigeografici.
