Celebrato dal Vescovo, monsignor Rosario Gisana, ad Aidone, il solenne pontificale in onore di San Filippo Apostolo. Il prelato, accolto dal parroco, padre Carmelo Cosenza, ha innanzitutto, chiesto di pregare per la pace mai come oggi così compromessa.
Presenti le Autorità Civili e Miitari con a capo il sindaco Anna Maria Raccuglia in una chiesa di Santa Maria La Cava gremita di pellegrini provenienti da ogni parte della Sicilia.
“Gesù ci chiede – ha detto il vescovo – ogni giorno, di mettere a disposizione la nostra esistenza. È una scelta radicale che lui ci chiede attraverso i santi come Filippo”. Mons Gisana ha voluto approfondire la frase dell’apostolo Filippo: “Mostraci il Padre e ci basta”: “Desidero capire assieme a voi il perché di questa frase da parte di Filippo, È una frase intrigante. Filippo non è presuntuoso e non glielo chiede a mò di pretesa ma umilmente domanda a Gesù di indicare il padre” .
Gesù era impegnato a raccontare la presenza di Dio nella sua paternità. Dio viene chiamato Onnipotente, Creatore, Adonai, il Dio degli eserciti, spesso da qualche parte viene definito La mano divina. “Gesù con la sua testimonianza gli indica il Padre, nella forma più semplice e dolce, ovvero in aramaico col termine Abbá, un papà vicino a noi, alle nostre debolezze, il padre buono con i suoi figli e qui cogliamo l’aspetto della paternità misericordiosa di Dio”. E difatti noi pretenderemmo che Dio mettesse un pò di ordine sulla terra, poiché le guerre sono tutte fratricide perché Dio è padre di tutti. Filippo aveva colto questo particolare: tutti siamo figli di Dio, anche coloro che non conoscono Dio, anche i peccatori. “Noi siamo somiglianti ai nostri genitori. Qual è la somiglianza che abbiamo con Dio? “Io sono santo ma anche voi dovete essere santi”, dice Pietro nella sua lettera, quindi la santità non è soltanto una dimensione divina, ma come ha sottolineato Papa Francesco, è insita in ogni essere umano e in ciascuno va ricercata, quindi nei “Santi della porta accanto”. “In realtà- ha così spiegato don Rosario- la santità è una somiglianza con Dio, ciascuno nel suo ruolo e ma in verità tutti siamo orientati ad essere potenzialmente santi e questa consapevolezza attuiamo come il Signore ce la ispira. Nel momento in cui siamo figli dice infatti San Paolo noi ereditiamo le virtù di Gesù nella comune somiglianza e c’è una comune circolarità che ereditiamo un questa genitorialità divina. Dunque chi vede noi vede il Padre, di cui noi tutti siamo figli. In questa festività portiamoci questa domanda: Chi vede me vede il Padre?”.



