20 Aprile 2026

A Valguarnera festa per San Francesco di Paola

di Mario Antonio Filippo Pio Pagaria

Celebrata domenica 19 aprile a Valguarnera la festa di San Francesco di Paola. Presente il vescovo monsignor Rosario Gisana che ha presieduto il solenne pontificale della mattina alla presenza del sindaco Francesca Draià, mentre quello della sera è stato celebrato dal Cardinale Paolo Romeo, già arcivescovo emerito di Palermo . Mons. Gisana è stato affiancato, sull’altare, dal diacono ennese Salvatore Orlando. Quest’anno, la festa, grazie all’intraprendenza del parroco, padre Salvatore Cumia e del rettore della confraternita del Santo, Vincenzo Cultraro, ha avuto l’onore di accoglere una reliquia del grande santo calabrese, ovvero il suo bastone.
Il bastone, nella religione cristiana e nella Bibbia, ha un significato particolare poiché rappresenta il segno del comando ma di un comando che non è quello di questo mondo, bensì del comando che significa pace, amore e fratellanza e che, difatti, portano ancora oggi i vicari di Cristo, i Papi, ricordando al popolo di Dio che essi non svolgono un ruolo di comando, ma come Cristo, un ruolo umile di servizio. E se si va a fare una disamina degli ultimi papi da Giovanni XXXIII a Leone XIV, si coglie in ciascuno di loro il segno di un’umiltà fuori dal comune nella dedizione alla Chiesa.
E Francesco di Paola è stato, come Francesco d’Assisi, un uomo umile, che non ha voluto diventare nemmeno sacerdote, tanto da dimostrare che non è necessario appartenere al clero per essere santi e che tutti lo possono diventare. “Nella vita quotidiana- ha detto il vescovo- esistono persone più talentuose di noi, come i campioni dello sport o i grandi scrittori e scienziati, ma nella logica di Cristo tutto si capovolge, perché i più modesti, anche intellettivamente, sono candidati ad essere santi, vedete il Curato d’Ars, San Giovanni Maria Vianney, ad esempio, non eccelleva in cultura, eppure si è fatto santo, alla pari di quel grande teologo che fu San Tommaso d’Aquino. Dio non fa distinzione o differenza nè di cultura nè di intelligenza. La santità è per tutti e siccome tutti abbiamo ricevuto il battesimo dobbiamo tutti aspirare alla santità perché siamo fatti a sua immagine e somiglianza”. Ma Cosa vuol dire essere santi? “San Pietro – ha proseguito don Rosario- dice, riferendosi a Cristo: ‘siate santi come io sono santo’ e la sua concretezza è data dalla frase ‘comportatevi con timore di Dio’. Noi siamo in questa terra come degli stranieri ma invece pensiamo di essere eterni. Capisco che è importante affezionarsi alle persone che amiamo ma dobbiamo capire che su questa terra siamo di passaggio quindi dobbiamo protendere verso le cose di lassù. Vivere quindi da stranieri significa ciò, ovvero che la nostra percezione è vivere cercando le cose di lassù ovvero secondo le cose dello spirito, amore pace mitezza bontà dominio di sé”.
Per monsignor Gisana, dunque, la gioia di essere nella pace ha un valore fortissimo nel contesto in cui viviamo: “ bisogna cercare di essere disciplinati nel mondo in cui viviamo, se l’altro ci rimane male cerca di dominare te stesso, noi lasciamo tante persone scontente nel nostro modo di relazionarci con gli altri. Dobbiamo vivere cercando le cose di lassù e pensare che il Signore ci ha voluto e ci vuole bene. Quante volte ci lamentiamo con Dio, ma se dobbiamo perseguire il cammino di santità dobbiamo pensare che noi non possiamo diffidare dell’amore di Dio, perché lui ci ha voluto bene dandoci suo figlio”. Il Signore può permettere che alcuni facciano dei miracoli per opera sua attraverso di lui. Questo significa essere santi. “Non dobbiamo vivere – ha concluso il presule- questa festa con devozionalismo, come un semplice folcklore, ma pensando alle cose di lassù e ringraziando il Signore per il grande amore che ha avuto per noi”. Un passaggio importante monsignor Gisana ha fatto durante l’orazione comune, pregando per la pace così duramente compromessa in questi ultimi giorni. La santa messa è stata animata dalla corale parrocchiale diretta da Federica Greco e musicata dall’organista Danilo Laurella, nonché dal flauto traverso Federica Greco e dal Violino Gioia Alberghina. Hanno collaborato all’organizzazione gli scouts Agesci Valguarnera 2 della parrocchia , guidati da Antonino Palermo.

CONDIVIDI SU