Terza Edizione del Percorso Cittadino Coppie, Conviventi, Nuove unioni, Fidanzati a Enna

di Coniugi Sebastiano Fascetta e Maria Muzzicato

Dopo aver partecipato ai percorsi formativi organizzati dall’Ufficio Pastorale Regionale per la Famiglia che si sono svolti in questi anni, e a cui abbiamo partecipano come coppia con entusiasmo e interesse,abbiamo ricevuto il mandato da parte dei Vescovi di Sicilia, tramite il rappresentate Delegato per la pastorale familiare regionale S.E. Mons. Piero Maria Fragnelli, per promuovere percorsi di crescita a servizio dei fidanzati, in vista di percorsi di formazione in preparazione al Sacramento del Matrimonio, ma anche itinerari di accoglienza e di crescita per conviventi e nuove unioni, nella diocesi di appartenenza. A seguito di questi incontri di formazione siamo stati chiamati qualche anno fà dal Vescovo Mons. Rosario Gisana a far parte della commissione dell’Ufficio di Pastorale Familiare della diocesi di Piazza Armerina.

 

Grazie agli innumerovoli stimoli e sollecitazioni ricevute nel corso dei suddetti Percorsi organizzati dalla CESI, nonostante le non poche difficoltà presenti nel nostro territorio nel recepire una nuova mentalità pastorale di accompagnamento delle coppie in vista del sacramento del matrimonio e percorsi per i conviventi e nuove unioni, ci siamo comunque prodigati per attivarci in tal senso. Tra le difficoltà riscontrate vi è certamente quella di adagiarsi a una certa abitudine pastorale del “si è sempre fatto così” per cui si fatica a introdurre, ad esempio, nei percorsi in preparazione al matrimonio, la nuova visione degli itinerari catecumentali per il matrimonio come ben sviluppato nel documento Itinerari Catecumenali per la Vita Matrimoniale, redatto dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. Percorsi che aiutano a scoprire la fede e al contempo il senso della vocazione matrimoniale e del sacramento del matrimonio.

La maggior parte delle comunità cristiane, ma anche di coloro che si occupano della formazione in preparazione al sacramento del matrimonio, probabilmente sconoscono tali documenti che, invece, esprimono una straordinaria ricchezza che se ben contestualizzati posso essere una risposta profetica alle nuove esigenze e un forte stimolo a riscoprire a vivere la vita di coppia da parte dei battezzati come un vero e proprio cammino di crescita umane e nella fede. « Il Santo Padre Francesco ha espresso in diverse occasioni la sua sollecitudine in seno alla Chiesa per una migliore e più approfondita preparazione al matrimonio delle giovani coppie, insistendo sulla necessità di un itinerario relativamente ampio, ispirato al catecumenato battesimale, che permetta loro di vivere più consapevolmente il sacramento del matrimonio, a partire da un’esperienza di fede e di incontro con Gesù.»[1]

Inoltre, è sempre più crescente il numero  di coppie che, seppur hanno ricevuto il sacramento del Matrimonio, si separano e stabiliscono nuove relazioni , come anche il numero di coppie di battezzati che decidono di convivere senza accedere al sacramento del matrimonio e il più delle volte neppure al rito civile. Si tratta di un dato di fatto che non dobbiamo demonizzare, giudicare ma conoscere e approfondire, tenendo conto delle molte sollecitazioni offerte da Papa Francesco in Amoris Laetitia e degli Orientamenti Pastorali della Conferenza Episcopale Siciliana “ Accompagnare – Discernere . Integrare la fragilità”, secondo le indicazioni del cap. VIII di Amoris Laetitia. Questo documento della Conferenza Episcopale Siciliana è da molti sconosciuto e poco approfondito, anche da parte degli “addetti ai lavori”.

Prevale una certa ipocrisia sociale ma anche interna alla comunità cristiana dove si fa finta che tali problematiche non esistano e, di conseguenza, non ci si preoccupa di prendersene cura. «Le Chiese di Sicilia hanno ricevuto con gioia l’indirizzo pastorale di Papa Francesco, espresso nell’Esortazione apostolica post-sinodale Amoris Laetitia (AL), in cui si aprono nuove prospettive all’azione pastorale nei riguardi della famiglia e, in generale, della vita affettiva umana. Le Diocesi hanno iniziato la sua ricezione per accogliere sempre più pienamente il Vangelo della famiglia, essenziale per l’intera comunità ecclesiale e per la società. »[2]

Da qui l’esigenza di promuovere nel territorio ennese un percorso che possa rispondere alle  nuove esigenze e che in qualche modo possa contribuire a un cambio di mentalità nel modo di pensare e promuovere la pastorale familiare e i percorsi di preparazione al sacramento del matrimonio« Risulta di grande importanza in questa pastorale la presenza di coppie di sposi con esperienza. La parrocchia è considerata come il luogo dove coppie esperte possono essere messe a disposizione di quelle più giovani, con l’eventuale concorso di associazioni, movimenti ecclesiali e nuove comunità.»[3]

Grazie al sostegno del precedente vicario foraneo don Giuseppe Fausciana e dell’attuale don Sebastiano Rossignolo, abbiamo avviato il Percorso Cittadino per Coppie, Conviventi, Nuove unioni, Fidanzati, a servizio della città di Enna, con una certa determinazione in adempimento al   mandato ricevuto dai Vescovi di Sicilia. Gli incontri che proponiamo sono mensili e finalizzati far scoprire la gioia di aver cura dell’amore, attraverso strumenti laboratoriali che aiutano a prendere consapevolezza delle risorse interne,  a volte sopite, ma anche degli ostacoli personali e relazioni,  per ritrovare consapevolmente la gioia di vivere l’amore di coppia con maturità, creatività, interesse, stupore, impegno, costanza. «La cura pastorale dovrà, perciò, seguire percorsi nuovi, attenti alle nuove situazioni in cui si trovano uomini e donne battezzati, nei legami che contraggono. Da tempo assistiamo alle dolorose ferite cui questi mutamenti danno talvolta origine, nei quali si evidenzia una più acuta fragilità. I Padri sinodali hanno evidenziato «l’urgenza di cammini pastorali nuovi, che partano dall’effettiva realtà delle fragilità delle famiglie, sapendo che esse, spesso, sono più “subite” con sofferenze, che scelte in piena libertà. Si tratta di situazioni diverse per fattori  meno l’innumerevole varietà delle situazioni, si esige un responsabile discernimento, affidato, soprattutto, ai presbiteri e ai laici impegnati nel sostenere il cammino di persone che vivono situazioni di fragilità »[4]

Il Percorso non offre una formazione unilaterale, non ci sono docenti o maestri, bensì , una equipe di  coppie di sposi che hanno maturato delle competenze e che cercano di incentivare e facilitare la partecipazione di tutti come protagonisti del Percorso,  per decidere insieme tappe e contenuti corrispondenti ai reali bisogni, alle vere domande che scaturiscono. «D’altro canto, desidero insistere sul fatto che una sfida della pastorale familiare è aiutare a scoprire che il matrimonio non può intendersi come qualcosa di concluso. L’unione è reale, è irrevocabile, ed è stata confermata e consacrata dal sacramento del matrimonio. Ma nell’unirsi, gli sposi diventano protagonisti, padroni della propria storia e creatori di un progetto che occorre portare avanti insieme. Lo sguardo si rivolge al futuro che bisogna costruire giorno per giorno con la grazia di Dio, e proprio per questo non si pretende dal coniuge che sia perfetto »[5]

Rientra anche nel Percorso Cittadino il progetto Locanda della Tenerezza [6] che vuole essere  uno spazio ” protetto”( a garanzia della privacy) di ascolto per coppie attraverso l’ausilio di persone competenti nella relazione di aiuto per accogliere, ascoltare, accompagnare in modo personalizzato e corrispondente ai reali bisogni e/o disagi relazionali. Abbiamo, infatti, intrapreso come coppia il percorso formativo triennale condotto dal CISPEF di Frosinone che ci porterà quest’anno a conferire il Diploma di Consulenti della Persona, della Coppia e della Famiglia, secondo quanto stabilito dalla Legge n.4 del 2013 “in attuazione dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione e nel rispetto dei principi dell’Unione europea in materia di concorrenza e di libertà di circolazione, disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi.” Inoltre abbiamo promosso ad Enna l’avvio del primo anno di Formazione Cispef per Consulenti che vede allo stato attuale la partecipazione di sei persone di diverse diocesi. Riteniamo importante la formazione per acquisire competenze tecniche oltre che personali per un ascolto professionale dei disagi delle persone. Tra i professionisti competenti nella relazione di aiuto vi è certamente «il Consulente della persona, della coppia e della famiglia, esperto nella relazione di aiuto finalizzata non tanto a trovare soluzioni, ma a far sì che la Persona mobiliti le proprie risorse interne per promuovere il proprio benessere ed arrivi a trovare soluzioni nuove. Per questo motivo, la fiducia è ritenuta come fondamento indispensabile della relazione; il Consulente della persona, della coppia e della famiglia ha fiducia nelle risorse umane che ognuno possiede in quanto persona e, allo stesso tempo, deve fare in modo che si instauri con la Persona quella fiducia necessaria grazie alla quale è possibile lavorare insieme per il cambiamento».  Il metodo fondamentale della Scuola di formaizone Cispef è quello di Carl Rogers il quale ha individuato tre qualità necessarie nella relazione di aiuto e cioè: l’empatia, l’accettazione incondizionata e la congruenza o autenticità.

Concludiamo con le parole di Papa Francesco che ci sembrano un’ottima sintesi degli obiettivi che il Percorso Cittadino si pone a servizio della città di Enna : « Questo cammino è una questione di tempo. L’amore ha bisogno di tempo disponibile e gratuito, che metta altre cose in secondo piano. Ci vuole tempo per dialogare, per abbracciarsi senza fretta, per condividere progetti, per ascoltarsi, per guardarsi, per apprezzarsi, per rafforzare la relazione. A volte il problema è il ritmo frenetico della società, o i tempi imposti dagli impegni lavorativi. Altre volte il problema è che il tempo che si passa insieme non ha qualità. Condividiamo solamente uno spazio fisico, ma senza prestare attenzione l’uno all’altro. Gli operatori pastorali e i gruppi di famiglie dovrebbero aiutare le coppie di sposi giovani o fragili a imparare ad incontrarsi in quei momenti, a fermarsi l’uno di fronte all’altro, e anche a condividere momenti di silenzio che li obblighino a sperimentare la presenza del coniuge.»[7]

[1]     Itinerari Catecumenali per la Via Matrimoniale. Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, n. 1
[2]     Orientamenti Pastorali Chiese di Sicilia
[3]     Amoris Laetitia n 223
[4]     Orientamenti Pastorali Chiese di Sicilia
[5]     Amoris Laetitia n.218
[6]     Vedi articolo del 27 marzo 2026 La Locanda della Tenerezza
[7] Amoris Laetitia n. 224

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