8 Aprile 2026

Il progetto avviato negli anni 90 è stato abbandonato

ENNA BASSA Sempre più urgente una tangenziale per liberare viale unità d’Italia

La nuova amministrazione deve rimediare

di Giacomo Lisacchi

Può sembrare un paradosso, ma l’arteria della SS 117 bis che attraversa il centro urbano di Enna Bassa — nota come viale dell’Unità d’Italia — rappresenta ormai il passaggio obbligatorio di un asse viario che coinvolge numerose strade statali. Allo stesso tempo, costituisce l’unico anello circolatorio alternativo di collegamento tra Palermo e Catania, visti i frequenti casi di chiusura del tratto dell’A19 compreso tra gli svincoli di Enna e Caltanissetta.
Questa situazione preoccupa i cittadini, che chiedono di ripristinare condizioni di sicurezza adeguate per porre fine anche all’indecoroso traffico di mezzi pesanti che congestionano l’area a ogni ora del giorno. “La sicurezza stradale è prioritaria – afferma l’ex assessore Mario Orlando – poiché l’aumento del traffico ha incrementato esponenzialmente il rischio di incidenti, come quello mortale avvenuto anni fa”. Secondo Orlando, la soluzione risiede esclusivamente nella costruzione di una tangenziale, il cui progetto, avviato negli anni ’90, è stato però abbandonato. Nonostante i titoli dei giornali del 1999 annunciassero con certezza che “la tangenziale si farà”, sono passati oltre 26 anni senza che ne sia rimasta traccia”. “Un fatto grave – prosegue Orlando – la cui responsabilità ricade sulle amministrazioni comunali succedutesi negli anni; tuttavia, la nuova amministrazione che si insedierà a maggio potrebbe rimediare a questo lungo periodo di passività”.
L’ex assessore ricorda che agli inizi degli anni ‘90 l’allora ministro dei Lavori Pubblici, Giovanni Prandini, su suo invito, visitò Enna proprio per discutere della tangenziale e dell’incompiuta Nord-Sud (foto) . Dopo anni di attese, nel 1999 si giunse finalmente alla fase progettuale: l’Anas aveva già stanziato 110 miliardi di vecchie lire. Una delegazione composta da Orlando, dall’assessore provinciale Barberi e dai tecnici comunali ottenne il nulla osta per procedere con il bando di concorso. Provincia e Comune stanziarono rispettivamente 5 miliardi e 500 milioni di lire per la progettazione. Tuttavia, l’iter si bloccò improvvisamente quando il presidente della Provincia dell’epoca recedette dall’accordo, chiedendo che l’onere della progettazione esecutiva ricadesse interamente sull’Anas. Nonostante l’impegno formale assunto dalla direzione generale dell’Anas nello stesso anno, da allora non si sono più avute notizie dell’opera. La tangenziale è sparita dai dibattiti e dalle promesse elettorali, nel silenzio generale su un’infrastruttura che resta fondamentale per lo sviluppo del territorio.

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