Il sale: utile ma da consumare con moderazione Il sale è indispensabile per il nostro organismo, ma se assunto in eccesso può essere dannoso. Purtroppo l’Italia è, tra tutte le nazioni europee, al primo posto per un consumo di sale che supera di molto il fabbisogno giornaliero. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non introdurre con la dieta più di 2 grammi di sodio al giorno; considerando che ogni grammo di sale (cloruro di sodio) contiene circa 0,4 g di sodio, non bisognerebbe consumare più di 5 grammi di sale quotidianamente. Nel calcolo va considerato anche il sodio naturalmente presente nelle bevande.
Eccesso e problemi di salute Il Ministero della Salute, l’Unione Europea e l’OMS consigliano una riduzione del consumo di sale per prevenire e contrastare l’ipertensione e le patologie correlate. Numerosi studi concordano sul fatto che consumare meno di 3 grammi di sale al giorno ridurrebbe significativamente l’incidenza delle malattie cardiovascolari e, di conseguenza, il numero di decessi.
Recentemente alcuni ricercatori di New York (studio pubblicato su Nature Neuroscience) hanno documentato i danni del sale sul cervello: le cavie alimentate con una dieta molto salata presentavano un ridotto flusso sanguigno cerebrale e quindi una minore ossigenazione, causata dall’aumento di una sostanza infiammatoria chiamata interleuchina-17.
Inoltre, nei Paesi scandinavi, dove l’uso del sale da cucina è notevolmente ridotto, si osserva una bassa incidenza di ictus cerebrale, a differenza degli Stati Uniti, dove il consumo di sale è aumentato del 50% negli ultimi 15 anni.
Prudenza per alcuni soggetti Un abuso di sale può favorire diverse condizioni patologiche, come l’aumento della pressione sanguigna. Devono quindi prestare particolare attenzione:
- i soggetti già ipertesi;
- le persone sane ma con predisposizione familiare all’ipertensione;
- le persone obese, poiché i cibi salati aumentano la sete e possono indurre a consumare bevande zuccherate e caloriche;
- i soggetti con insufficienza renale, nei quali si verifica una ritenzione di sodio.
Assunzione di sale La quantità di sale che assumiamo quotidianamente attraverso gli alimenti è spesso elevata. I principali responsabili dell’eccesso sono soprattutto i cibi trattati e industriali, in particolare:
- prodotti ittici del mare (acciughe, sarde, ecc.)
- alimenti conservati sotto sale,
- insaccati,
- alcuni formaggi,
- patatine, snack e merendine,
- fast food e piatti pronti.
In America e in Gran Bretagna si è già provveduto a ridurre il contenuto di sale nei piatti pronti, mentre in Italia e in Francia è stato siglato un accordo con le Associazioni dei Panificatori per diminuire gradualmente la quantità di sale nel pane. L’industria alimentare inglese è stata la prima a impegnarsi per ridurre del 40% il sale negli alimenti, incluso il pane. Numerose campagne europee promuovono inoltre il consumo di cibi naturalmente poveri di cloruro di sodio, come verdure, frutta e cereali.
Consigli utili
- Abituare il palato a cibi meno salati.
- Controllare attentamente le etichette dei prodotti confezionati.
- Utilizzare poco sale durante la cottura (ad esempio, aggiungerlo alla pasta solo a fine cottura per ridurne l’assorbimento).
- Insaporire le pietanze con spezie, erbe aromatiche, succo di limone, aceto balsamico.
- Preferire i formaggi freschi a quelli stagionati.
- Evitare condimenti animali come burro, lardo e strutto.
- Limitare l’uso di condimenti ricchi di sodio (dado da brodo, ketchup, salsa di soia, senape).
- Favorire cibi poveri di sale come frutta, verdura e cereali.
- Non aggiungere sale nelle pappe dei bambini almeno per tutto il primo anno di vita.
- Scegliere frutta fresca come spuntino al posto di snack salati.
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