È la sera di un venerdì santo di 27 anni fa, quando don Samuel La Delfa, viene “affidato” da sua mamma al parroco don Francesco Rizzo. Comincia così il racconto del “percorso” vocazionale di un bambino che – fino a quel momento come dice lui stesso – faceva i capricci per non andare a Messa.
Don Samuel La Delfa, 33 anni sacerdote dal 13 giugno 2020, si racconta per le “storie” di “Uniti nel dono”: un cammino vocazionale segnato dalla famiglia profondamente cristiana: i genitori Mariella e Gaetano che da sempre hanno frequentato la Chiesa Madre; la sua frequenza quotidiana alla Messa e la recita del rosario; il servizio all’altare. “Piano piano ho iniziato a vedere in Gesù un vero amico – ci racconta don Samuel – e questo mi faceva sentire attirato dalla figura del sacerdote, il mio parroco don Francesco Rizzo, tanto da desiderare di diventarlo anch’io”.
Don Samuel racconta la sua vita di giovane prete, con una particolare sensibilità nei confronti dei poveri e dei fragili grazie all’incontro con Biagio Conte. Don Samuel La Delfa, e come lui tutti i sacerdoti sono sostenuti grazie alle offerte dei donatori.
La formazione e le prime esperienze pastorali L’età dell’adolescenza vissuta insieme ai coetanei e l’innamoramento “sono stato innamorato ma sentivo che il desiderio del sacerdozio era sempre più forte”.
È durante l’ultimo anno di scuola superiore, che con i formatori del cammino neocatecumenale inizia un periodo di discernimento e dopo la maturità di perito informatico nell’Istituto Tecnico Industriale di Piazza Armerina, chiede di entrare nel seminario diocesano, iniziando il percorso di formazione presso la Facoltà Teologica di Sicilia a Palermo, dove consegue il baccalaureato in Sacra Teologia.
Ci sono dopo il baccalaureato alcune esperienze particolari in preparazione al diaconato: presso il monastero cistercense “Dominus Tecum” di Pradmill pregando e lavorando e nel monastero benedettino di Casalbordino nella Basilica Maria SS.ma dei Miracoli dove don Samuel svolge il servizio pastorale con la fondazione di un coro polifonico, il catechismo e la formazione dei catechisti. E infine il servizio presso la Caritas di Palermo e “il mese ignaziano” a Bologna.
Dopo l’ordinazione diaconale avvenuta il 9 agosto del 2019 a Roma inizia gli studi di licenza presso il Pontificio Istituto Biblico, dove il 13 ottobre 2023 consegue la Licenza.
Dall’ordinazione sacerdotale don Samuel svolge la sua attività parrocchiale nella sua parrocchia di origine, la chiesa Madre di Valguarnera, come vicario parrocchiale.
L’incontro con Biagio Conte Ciò che “segna” in maniera particolare la “storia” di don Samuel è la particolare sensibilità nei confronti dei poveri e dei fragili grazie all’incontro con Biagio Conte il missionario laico palermitano morto il 12 gennaio 2023 “grazie all’incontro e all’amicizia con fratel Biagio Conte che conoscevo dalla mia adolescenza perché sia la scuola sia la parrocchia hanno più volte organizzato incontri e visite nella Missione di Speranza e Carità di Palermo”. C’è tuttavia un momento particolare che segna un legame particolare tra don Samuel e fratel Biagio “dopo il mio anno propedeutico e all’inizio del mio primo anno teologico – esattamente il 14 gennaio 2014 – mio fratello, trovandosi a lavorare a Palermo, all’interno del cantiere, subisce un incidente che lo porta in coma. I medici dell’ospedale Civico, nel quale egli venne trasportato, non davano speranza di ripresa. Dopo aver vissuto con la mia famiglia e gli amici giorni di dolore ma carichi di speranza e preghiera, mi ricordai di fratel Biagio e così, con i miei genitori andammo da Biagio per chiedere preghiere. Raccontammo di Filippo e ciò lo spinse a venire con noi. Entrato nella rianimazione, dopo aver pregato su mio fratello, uscì dicendo che si sarebbe svegliato ma dovevamo pregare insieme il rosario della divina misericordia. L’indomani, mio fratello si svegliò e iniziò per lui una ripresa veloce che lo portò alla vita di prima. Da quel giorno, con fratel Biagio abbiamo mantenuto un rapporto costante a tal punto da sentirci spesso e a trovare occasioni per stare insieme. Ogni qual volta m’incontrava, stavamo ore ed ore a parlare e mi ripeteva che un disegno grande univa Palermo, Valguarnera e Raddusa”. Dall’ordinazione diaconale i rapporti tra don Samuel e fratel Biagio continuano anche quando nel 2021, fratel Biagio si ritira in preghiera e digiuno all’interno di una grotta poco sopra Palermo “più volte andai a trovarlo e in un’occasione ho avuto la gioia di confessarlo”.
Il sogno di una Missione a Valguarnera Pochi giorni prima della morte di fratel Biagio, don Samuel ha l’occasione di un altro incontro con il missionario laico “andai a trovarlo insieme ai giovani della parrocchia, restando tutto il giorno con lui”. È durante quest’ultimo incontro che don Samuel gli manifesta il desiderio di aprire a Valguarnera una Missione Speranza e Carità e fratel Biagio, guardandomi con i suoi occhi pieni di cielo e accennando un sorriso, mi rispose: ‘Padre Samuel, trova la struttura e andiamo avanti’. Quelle “parole mi ritornavano nel cuore – racconta ancora don Samuel – anche dopo la morte di Biagio”. Così nel marzo del 2023, chiede al vescovo mons. Gisana di poter aprire a Valguarnera una Missione di fratel Biagio. Viene anche individuato il luogo: il centro di Assistenza religiosa e sociale “Papa Giovanni XXIII”. Finalmente il 21 marzo 2024, con don Pino Vitrano, successore di fratel Biagio, il vescovo mons. Gisana, il cardinale Romeo, i parrocchiani e i poveri della missione di Palermo, un pellegrinaggio dalla chiesa Madre di Valguarnera fino al Centro papa Giovanni, con una grande croce da inizio ufficialmente alla missione in città. La grande croce, alta 6 metri piantata davanti la Missione vuole essere “faro di luce in grado di illuminare ogni uomo e ogni donna, -dice don Samuel – pioggia che bagna i nostri deserti e sole che riscalda i nostri cuori ricordando che l’ultima parola spetta sempre alla Vita e mai alla morte è posta come faro”.
La Missione vive e cresce Da quel momento si lavora tanto, insieme ai poveri per ripulire e riparare la struttura e nel giorno dedicato a san Francesco d’Assisi inizia il lavoro di accoglienza che ad oggi ha visto passare – tra persone che vivono stabilmente nel centro e persone provvisorie – più di cento fratelli. Tra questi parecchi immigrati.
“Ho incontrato parecchi ostacoli anche attraverso parole intimidatorie – racconta ancora don Samuel – ma il Signore è stato sempre Padre provvidente e nel corso dei mesi, con la loro presenza i poveri hanno ammorbidito i cuori di tutti”.
La missione vive esclusivamente di carità e provvidenza. Parrocchiani e no, credenti e no, in questi mesi hanno dimostrato tanta sensibilità e tanta generosità attraverso donazioni di ogni tipo e il tempo speso nel volontariato”. Sono tante le iniziative che si svolgono presso la Missione: adorazione eucaristica serale, il grest, incontri di formazione, corsi d’italiano per gli stranieri, giornate di fraternità, preghiera interreligiosa cristiani e musulmani.
“Tutto questo mi consente di dire che semplicità ed essenzialità – conclude don Samuel – sono lo spazio privilegiato in cui Dio si fa vedere. C’è ancora tanto lavoro da fare ma il Signore continuerà a soccorrerci come ha sempre fatto”.
In Italia ci sono circa 31.000 sacerdoti che si dedicano a tutti noi e alle nostre comunità.
I fedeli e i sacerdoti sono affidati gli uni agli altri, come nelle comunità cristiane delle origini.
Don Samuel e come lui tutti i sacerdoti sono sostenuti grazie alle offerte dei donatori.
Promuovere e raccogliere le offerte dei donatori a sostegno di tutti i sacerdoti delle diocesi italiane, inclusi gli anziani e malati e quelli in missione all’estero, è molto importante. Perché, dal 1990 il loro sostentamento non è più a carico dello Stato, ma è affidato alle persone, come te. Perché sostenere i sacerdoti è supportare tutte le nostre comunità che, grazie a loro, esistono. Per saperne di più www.unitineldono.it






























