9 Febbraio 2026

Il matrimonio è una vocazione radicata nel Battesimo.

di I coniugi Sebastiano e Maria Fascetta

Proseguiamo la nostra riflessione per approfondire ulteriormente il tema del matrimonio come vocazione. Papa Francesco ha scritto, in continuità con tutto il Magistero, che il «il matrimonio è una vocazione» (AL 72). Non è oggi un fatto scontato, anche perché ci si sposa raramente in Chiesa anche perché manca la percezione, in quanto battezzati, di vivere la relazione d’amore come chiamata, come risposta a un dono ricevuto e come compimento della vita battesimale.
Sembra, piuttosto, che nel nostro attuale modo di concepire la vita e le relazioni tutto si riduca a un fatto meramente orizzontale privo di trascendenza. Si ritiene che l’amore sia una scelta umana che coinvolge le persone e prescinda da una qualche relazione con il trascendente.
In realtà ogni essere umano è costituito di corporeità, materialità e dimenisione interiore, spirituale. Non cè nulla di autenticamente umano che non riguardi anche la sfera psichica, interiore, spirituale. L’amore umano è manifestazione di tutta la persona nella sua dimesione corporea e spirituale.
Bisognerebbe recuperare una vera visione antropologica per meglio comprendere anche la dimensione trascendente dell’esistenza umana. Per noi, cristiani, il trascendente non è qualcosa di indefinito e vacuo ma riguarda il Dio rivelato da Gesù, uomo compiuto.
L’esperienza cristiana non è costituzione di una religione, ma forma esistenziale. Gesù è venuto a manifestare come vivere in questo mondo una vera e feconda relazione con Dio, noi stessi, gli altri e il creato. Il Vangelo attesta che siamo umani nella misura in cui accogliamo l’amore di Dio e viviamo all’altezza del suo amore.

Matrimonio- Battesimo Evidentemente, questa visione dell’essere umano e, in particolare, del sacramento del matrimonio come vocazione è fondata su una prospettiva cristiana. Infatti, il sacramento del matrimonio è radicato sul sacramento del battesimo, è una forma particolare di esplicitazione della grazia battesimale «il sacramento del matrimonio…riprende e specifica la grazia santificante del battesimo » (F.C. n.56). Non avere più la percezione di cosa vuol dire essere battezzati, non essere consapevoli di cosa questo implichi a livello esistenziale determina, inevitabilmente, uno svuotamento del senso del sacramento del matrimonio.
In effetti per chi, pur essendo battezzato, non vive la fede, non la nutre, alimenta, non ha più alcun contatto con la comunità cristiana, non ha senso sposarsi in chiesa. La questione è comprendere il senso del battesimo, scoprire l’essere amati da Dio, costituiti figli di Dio e fratelli e sorelle in Cristo.
E’ anche opportuno sottolineare che la vita battesimale pur essendo un fatto personale non è un evento individuale ma è intrinsicamente collegata alla comunità cristiana.
Lo svuotamento del senso del battesimo è anche connesso allo svuotamento del valore della comunità cristiana. A ragione del vero, la comunità cristiana non appare oggi capace di favorire un’esperienza vera dell’amore di Dio. Anche perché la comunità cristiana, fatte le dovute eccezioni, appare oggi sempre più ripiegata su stessa, autoreferenziale, incapace di sviluppare un pensiero antropologicio e spirituale radicato nel Vangelo e aperto alle sfide attuali, e pertanto poco attraente. Affinchè ci sia una vera riscoperta della grazia battesimale e del valore del sacramento del matrimonio è opportuno riformare un modo stantio di essere comunità cristiana.
Ad ogni modo, siamo convinti, che senza una riscoperta della grazia battesimale come luogo di umanizzazione i sacramenti diventano atti insignificanti per coloro che per vari motivi sono fuori dai circuiti eccleisali, pur essendo in ricerca di spiritualità.

Riscoprire l’attualità umanizzante del Battesimo Cosa aggiunge la grazia battesimale alla vita umana? Questa domanda ci sembra opportuna per una rivisitazione essenziale della grazia battesimale. IL sacramento del Battesimo fa della vita umana un luogo di crescita, di compimento, sulle tracce di Cristo, uomo compiuto. Piuttosto che insistere sulla dimensione del peccato originale, il Battesimo dovrebbe essere inteso come la manifestazione dell’amore di Dio, dell’alleanza nuova che Dio stabilisce con ogni creatura, rivelandone l’identità di figlio e di figlia, ovvero inserendola in una relazione vera, profonda, esistenziale con Dio Padre attraverso Gesù per mezzo dello Spirito Santo (cf Rm 8,14ss).
Attraverso il Battesimo siamo immersi per grazia nell’amore di Dio per imparare a vivere in maniera armoniosa e consapevole la dimensione orizzontale-materiale e quella verticale- trascendente, in vista del nostro compimento umano. Non si tratta di diventare angeli, ma essere autenticamente umani. Lo Spirito Santo, infatti, effuso nei nostri cuori (cf Rm 5,5), attraverso il sacramento del Battesimo, pressupone la natura umana, plasma la nostra umanità in misura della nostra accoglienza e consapevolezza del dono ricevuto.
Il Battesimo non può essere ridotto a un rito da ricordare ma è un percorso da intraprendere nelle diverse fasi della vita, per una crescente ed educata consapevolezza dell’essere di Dio e in Dio all’interno del quotidiano vivere.
La vita cristiana non è altra dalla vita umana ma è un modo particolare di vivere la vita umana sull’esempio di Cristo. Gesù è l’uomo compiuto che è venuto a insegnarci a vivere in questo mondo (cf Tito 2,12ss); Egli è venuto a donarci la vita in abbondanza ( cf Gv 10,10). La grazia di Dio è per la vita umana e non ci priva del vivere pienamente ogni dimensione esitenziale.
La comunità cristiana, pertanto, non può che assumere la forma battesimale ovvero essere spazio di vera umanizzazione, dove realmente le persone fanno esperienza dell’amore di Dio e imparano a vivere in questo mondo.
Per tale motivo è sempre più necessario aiutare coloro che ancora chiedono il sacramento del matrimonio a riscoprire l’identità battesimale, attraverso un percorso catecumenale di accampagnamento alla fede. «Il dono reciproco cotitutivo del matrimonio sacramentale è radicato nella grazia del battesimo che stabilisce l’alleanza fondamentale di ogni persona con Cristo nella Chiesa» ( Al 73).
Il sacramento del matrimonio si regge su alcuni presupposti fondamentali della vita cristiana, segnaliamo soltato: la fede, la speranza e la carità. Senza una relazione con Dio (fede),uno stile di vita fondato sull’amore (carità) e una visione del mondo, della storia…(speranza). Senza questi elementi essenziali, non a caso chiamati virtù cardinali, il sacramento del matrimonio si costruisce sulla sabbia ed è soggetto a cedere alle prime e inevitabili crisi.

Il sacramento del matrimonio radicato nelle tre virtù cardinali è:

  • partecipazione relazionale ed esistenziale all’amore di Dio che orienta verso un compimento ( fede);

  • incarnazione dell’amore di Dio che permea, eleva, potenzia l’amore umano ( agape ed eros)

  • apertura all’oltre, apertura alla vita e speranza oltre la morte. La speranza è la roccia che non ci permette di crollare nel baratro della disperazione ogni qualvolta facciamo esperienza di fallimento nella relazione. La speranza è la mano tesa di Dio che ci rialza quando cadiamo. Senza di essa la vita umana è una tragedia insopportabile.

Lo Spirito Santo è nella relazione. Dopo queste brevissimi e ovviamente approssimative considerazioni sul Battesimo, è opportuno ribadire che « L’originalità della grazia sacramentale delle nozze è che viene data non alla singolarità delle persone in se stesse, ma alla relazione che unisce le due persone»1 Questo è un passaggio importante da comprendere in preparazione al sacramento del matrimonio perché mette in evidenza che, pur se il battesimo è un evento personale, lo Spirito Santo abita la relazione. Ciò vuol dire che la grazia battesimale si esplicita all’interno della relazione di coppia all’interno dei gesti ordinari, quotidiani, che esprimono amore, cura, attenzione, ascolto, dialogo, perseveranza, fedeltà, pazienza, resilienza, corteggiamento, parole di incoraggiamento, delicatezza, gentilezza, apertura, dedizione, servizio, benevolenza, eros…

Non c’è nulla che avvenga nella relazione d’amore di due battezzati che non sia permeato dallo Spirito Santo. Questo è quello che il sacramento del matrimonio esplicita attraverso il conferimento della grazia. Per cui anche l’eros, la sessualità, la corporeità, affettività…tutto è abitato dallo Spirito Santo. Dio è nella coppia.

Questa è la consapevolezza che scaturisce dalla fede. Dio non è un di più, un opzional, ma l’essenziale per essere essenziali nell’amore. Pertanto, la grazia che i novelli sposi ricevono per mezzo del sacramento del matrimonio è data per «attualizzare nella loro relazione il rapporto d’amore che unisce Cristo alla Chiesa…L’uomo e la donna, nel sacramento del matrimonio, vengono abitati, infatti, nel loro dinamismo psico-fisico dalla persona divina dello Spirito Santo che come sigilla il legame di Cristo con la Chiesa così trasforma gli sposi in con-vocati, con-chiamati a dire, proprio attraverso il loro vissuto coniugale, questo stesso legame Cristo-Chiesa»2

La relazione umo-donna partecipa della relazione Cristo-Chiesa. Tutto questo può apparire molto teorico e alle volte si dà l’impressione di voler caricare il matrimonio di misticismo tale da rendere tutto ciò molto distante dalla vita concreta. Il pericolo è sempre reale, soprattutto quando usiamo concetti teologici. Ma tutto questo serve per sottolineare la ricchezza e concretezza della grazia del sacramento del matrimonio che rende partecipi di qualcosa di grande, di vero, profondo, che va oltre il contingente perché riguarda la presenza di Dio nella vita di coppia.

Ovviamente, il sacramento del matrimonio non esime dalle fatiche e dalle problematiche esistenziali che caratterizzano la vita di coppia. Nè, tanto meno, preserva dalle crisi. Piuttosto, conferisce una forza nuova, divina, che, se accolta consapevolemente, può aiutare a maturare nella relazione, ad affrontare il quotidiano con sapienza, a vivere le problematiche relazionali con uno sguardo evangelico. Non solo, ma permette di attingere forza dall’amore di Dio che abita la relazione di coppia.

Concludiamo questa riflessione con alcune frasi tratte da Comunione e Comunità nella Chiesa domestica n. 9 che si sembra sintetizzi bene quello che abbiamo cercato di sviluppare in questo articolo:

«La comunione dontata dallo Spirito non si aggiunge dall’esterno, né rimane parallela a quella comunione coniugale e familiare che costituisce la “struttura naturale” del rapporto specifico uomo-donna e genitori-figli; bensì assume questa stessa struttura dentro il mistero dell’amore di Cristo e per la sua Chiesa e pertanto la trasforma interiormente e la eleva a segno e luogo di comunione nuova, soprannaturale e salvifica.»

1R.BONETTI, Famiglia, sorgente di comunione. Ed. San Paolo, Torino, 2004, p. 20
2Ibidem p. 21

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