Si è tenuto, venerdì 23 gennaio, un importante Seminario che ha visto partecipare il gotha dell’assistentato sociale italiano e degli accademici che attorno ad esso ruotano. Il Seminario afferiva al Progetto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali , denominato “Priorità – Sostegno all’inclusione sociale e lotta alla povertà – Obiettivo specifico k (Eso 4.11), del PN Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027”, che vede l’Università degli Studi di Enna coinvolta per la gestione di 16 Master universitari gratuiti, sia di primo livello, sia di secondo livello, che saranno subito attivati per i prossimi quattro anni accademici e saranno svolti presso la sede dell’Ateneo a Enna nonché presso l’Università degli Studi di Catania, in collaborazione con il Consiglio Regionale Ordine degli Assistenti Sociali (CROAS), la Fondazione Assistenti Sociali Sicilia, l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, il CIAPI – Regione Siciliana e l’ANCI – Sicilia. L’importante evento, si è potuto celebrare grazie alle doti di aggregazione di Sergio Severino, Ordinario di Sociologia Generale e Coordinatore dei Master, il quale con abilità di “tessitore”, è riuscito ad organizzarlo.
Non è mancata la Magistratura, rappresentata dal Presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta, Domenica Motta, che con la sua presenza ha legittimato quanto sia importante l’attività di collaborazione degli assistenti sociali sia con la Giustizia Penale sia con quella Civile. Va ricordato, inoltre, che negli ultimi anni, grazie alla sensibilità della Governance, della Kore, guidata da Cataldo Salerno, è stato, difatti, attivato il corso di laurea magistrale in Scienze Sociali, coordinato dal politologo Giancarlo Minaldi, anche direttore del Master di secondo livello di Enna, come completamento del percorso che prevede anche la laurea triennale, oltre a un altro Master di primo livello rivolto esclusivamente ad assistenti sociali e diretto dal noto criminologo Nicola Malizia. Adesso alla Kore, manca soltanto che l’Ateneo diventi sede degli Esami di Stato per l’iscrizione all’Albo degli Assistenti Sociali.
I lavori sono stati aperti, appunto, da Sergio Severino che ha sottolineato l’importanza della formazione avanzata per il potenziamento delle attività di “presa in carico”, per il potenziamento delle competenze delle equipe e dei ruoli apicali degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) e dei Comuni – consentendo in tal modo di rispondere in maniera ancora più efficace alle crescenti e sempre più complesse sfide per il contrasto della povertà e delle marginalità sociali in generale, per la riduzione della disuguaglianza e delle disparità territoriali. I corsi saranno interamente finanziati dal PN Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027, e non richiederanno alcun costo ai partecipanti.
L’accademico ha poi passato la parola al presidente Salerno che ha sottolineato quanto sia importante la figura dell’assistente sociale nelle molteplici situazioni di disagio e per questo motivo vadano attuate delle politiche di coesione reale e di interdisciplinarità relativamente alle fragilità sociali “che saranno più marcate ed accentuate nei prossimi anni”. I modi di affrontare le fragilità, difatti, diventano sempre più complessi e la concertazione fra i vari attori deputati ad affrontarle divengono sempre più indispensabili. Ad asseverare Salerno è intervenuto Adriano Schimmenti, Direttore del Dipartimento di Scienze dell’uomo e della Società, cui afferiscono i Master, che ha parlato di “capacità mercuriale” di Sergio Severino nel portare avanti il gruppo interdisciplinare su cui si basano i Master stessi, che vede coinvolto anche il Dipartimento di Studi Classici, Linguistici e della Formazione, diretto da Marinella Muscarà, che essendo impedita per altri importanti impegni accademici, è stata rappresentata dal docente Alessandro Romano. Intervenuta la La prof.ssa Cascino, direttrice del Master di primo livello della sede di Enna, che ha ripercorso gli elementi distintivi dell’approccio del Welfare Responsabile, la cui prospettiva chiede di passare da un approccio “burocratico e standardizzato” a un approccio fondato sulla co-costruzione delle soluzioni ed insiste sulla opportunità di ri-valorizzare il lavoro sociale di comunità, che può essere inteso come uno degli strumenti operativi che facilitano la costruzione di uno “spazio sociale di prossimità”, teso a riattivare legami e a facilitare processi collettivi puntando su partecipazione e reciprocità. Interessante l’intervento di Renato Sampogna, dirigente del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che con molta passione civile ha stigmatizzato, come i fondi, e si parla di diverse decine di milioni, messi a disposizione dallo Stato per l’assunzione a tempo indeterminato degli Assistenti Sociali, non vengano spesi dalla Regione Sicilia e rimangano al mittente ovvero lo Stato medesimo.
Presente la presidente dell’Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali, Barbara Rosina che, dopo aver chiesto con forza l’istituzione del dottorato per assistenti sociali – facendo eco a Sampogna – ha detto: “In Sicilia solo il 60% del personale è assunto con contratti a tempo indeterminato e sono necessarie ancora moltissime assunzioni per raggiungere il rapporto 1:5000 previsto per legge”.
Altrettanto incisivo l’intervento del presidente regionale Giuseppe Ciulla che ha rivendicato l’assoluta urgenza di un concorso regionale per Assistenti sociali a tempo indeterminato.
Sono intervenuti, infine, la presidente nazionale e regionale della Fondazione Assistenti Sociali Silvana Mordeglia e Giuseppa Miano.
Presente anche Guglielmo Reale, Dirigente del Dipartimento Famiglia e Politiche Sociali della Regione Siciliana e Carlo Colloca , direttore del Master di secondo livello di Catania, in rappresentanza del Rettore di Catania. Intervenuto, infine Vincenzo Cesareo, coordinatore Rete Welfare dell’Università Cattolica di Milano.
A conclusione è stata consegnata una targa al Garante Regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Giuseppe Vecchio.



