Torna anche per l’anno che sta iniziare il calendario fotografico di Alessio D’Alù, il giovane piazzese, fotografo e operatore audiovisivo. Appassionato della sua città che è la musa ispiratrice del suo
lavoro, Alessio è stato nel 2018 il fotografo ufficiale della visita di Papa Francesco nel 2018 e collabora gratuitamente con realtà ecclesiastiche, istituzionali e culturali, occupandosi anche di produzione video e dirette streaming. La sua ricerca è incentrata sulle tradizioni popolari, sulle feste religiose e sul patrimonio immateriale del territorio, affrontati con uno sguardo rispettoso e narrativo.
Il calendario fotografico 2026 di D’Alú non è una semplice sequenza di immagini scandite dal tempo, ma un progetto meditato che l’Autore ha volutamente strutturato per fare del calendario un preciso strumento narrativo. Dodici mesi diventano dodici capitoli di un racconto visivo che attraversa la Sicilia e l’Italia, intrecciando devozione, identità, memoria collettiva e paesaggio.
L’anno si apre a gennaio con l’immagine di Sant’Agata, patrona di Catania, nel contesto dell’anno Agatino 2025, che rafforza il valore simbolico della fotografia, trasformandola in testimonianza storica di un vissuto unico offerto dalla devozione popolare dei catanesi. Febbraio è affidato ai colori e all’energia del Carnevale di Acireale, uno dei più importanti d’Italia.
C’è poi a marzo, il cavallo bardato della festa di San Giuseppe a Donnalucata che presenta il tema del rito popolare dove il folklore, attraverso tradizioni e simboli, rende viva la spiritualità del quotidiano.
Il mese di aprile è dedicato alla settimana Santa di Caltanissetta; e poi il mese di maggio che racconta la festa di San Cono, patrono dell’omonimo centro.
Il progetto prosegue con giugno segnato dal passaggio delle Frecce Tricolori a Catania e luglio che riporta lo sguardo alla storia millenaria con i Templi di Agrigento
Naturalmente il mese di agosto è dominato dal Palio dei Normanni di Piazza Armerina.
Settembre immortala la ricollocazione della Croce sul timpano del prospetto principale della Cattedrale. Ottobre è dedicato alla Basilica di San Francesco, mentre novembre offre uno scorcio raccolto di Piazza Armerina, dove architettura e silenzio diventano protagonisti.
Il percorso si chiude a dicembre con l’immagine di Maria Santissima delle Vittorie, patrona della città e della diocesi, e del bambinello, sintesi perfetta del filo conduttore dell’intero lavoro: la fotografia come atto di custodia della memoria.
Il calendario di Alessio si colloca tra fotografia documentaria e racconto identitario. Ogni scatto è pensato come documento, ma anche come interpretazione, capace di restituire la dimensione emotiva e simbolica del soggetto.
In questo progetto la fotografia assume una funzione quasi archivistica: fissare ciò che definisce una comunità prima che venga disperso o banalizzato, per cui il calendario fotografico 2026 diventa così un oggetto editoriale che supera la sua funzione temporale, trasformandosi in testimonianza culturale e visiva.
I calendari fotografici, di Alessio D’Alù sono realizzati in tiratura limitata e rappresentano un progetto coerente e riconoscibile, apprezzato per la capacità di coniugare qualità estetica e valore documentario.
